Lodo Ghedini, la nuova creatura

ghediniDopo il lodo Schifani, e dopo il lodo Alfano, sarebbe in arrivo il lodo Ghedini. E suonerebbe più o meno così:

Per i reati commessi dalle alte cariche il tribunale competente è quello di Roma

Ancora da decidere se ne fruiranno anche ministri e parlamentari. Nel frattempo, un interessante articolo del Corriere sui nuovi scenari post-elezione di Bersani e rapporto con Silvio Berlusconi. Il premier sembra essere tornato a lottare contro il suo più affezionato e antico fantasma: il comunismo. Un fantasma, per l’appunto. Che non si aggira per l’Europa già da più di un pezzo.

La lettera di dimissioni di Marrazzo

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Ecco il testo della lettera di Piero Marrazzo, con la quale ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Regione Lazio:

Al Presidente del Consiglio Regionale
Al Vice Presidente della Regione

Le mie condizioni di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla guida della Regione. Comunico con la presente le mie dimissioni, definitive e irrevocabili, dalla carica di Presidente della Regione Lazio. A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato voglio dire che, finché mi è stato possbile, ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo possa essermi riconosciuto, al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata

Berlusconi, telefonata a Ballarò

Silvio Berlusconi ha chiamato Ballarò, ieri sera. Dopo il mistero della chiamata ad Annozero, a Ballarò chiama veramente. Nel video la prima parte dell’intervento, mentre dopo il salto la seconda parte. A sorpresa, Silvio Berlusconi.

Ho assistito al festival della calunnia e delle falsità da parte degli esponenti della sinistra presenti.

Ma soprattutto, Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare i giudici, proprio nel giorno della sentenza Mills.

L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi

Dice Berlusconi di se stesso. L’anomalia italiana sono i pm comunisti, e i giudici comunisti di Milano.

Chi va e chi rimane

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Piero Marrazzo si è dimesso. Giulio Tremonti non si dimette, affatto (se ne è parlato insistentemente in questi giorni, dopo lo scontro sull’Irap). Anzi, dopo 50 minuti di incontro ad Arcore con il Premier Silvio Berlusconi, dice: Sono soddisfatto, forte rapporto con il Cavaliere.

C’è l’intesa, insomma. Chi va e chi viene, scene, storie e matrici politiche (e personali) diverse.

Marrazzo, tra dimissioni e certificati

marrazzo dimissioniSu Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, ormai è decisamente accanimento. Si ricomincia, dopo l’autosospensione tanto criticata dal Pdl, a parlare di dimissioni, mentre l’esponente del Pd ha già rimesso nei giorni scorsi il mandato di commissario regionale per la sanità.

Il tam tam, da stamane, è nuovamente insistente e rumoroso – in Rete e sui giornali, in tv e dove possibile: il presidente della Regione Lazio sarebbe ormai pronto a dimettersi, dopo l’autosospensione di un paio di giorni fa, appena esplosa la bomba. Ed è, nel frattempo, quasi sicura per lui una seconda convocazione in procura, a seguito di fatti specifici e ipotesi di reato emerse in queste ore.

Non solo. Le voci si rincorrono insistenti su cosa, in queste ore, Piero Marrazzo fa, pensa, prova. Su come sta, come e se reagisce. Morbosamente. La moglie non lo lascerà, dicono. E lui? Pare che Marrazzo abbia lasciato la sua abitazione questa mattina per recarsi in un istituto religioso vicino a Roma, dove passerà un periodo di convalescenza.

Caso Tremonti: aperto

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Scoppia il caso Tremonti. Lo scenario è: o viceministro o crisi. Questo quanto affermano alcuni analisti. Umberto Bossi rilancia la candidatura del ministro dell’Economia alla del Consiglio. E oggi Silvio Berlusconi ha riunito ad Arcore i vertici del Pdl.

Che ne sarà? Gli equilibri di Governo appaiono non del tutto stabili. Tensioni, rimpalli, ipotesi di “scambi” politici. Il punto è uno, al momento: Giulio Tremonti e il suo ruolo. Il ministro è appoggiato dalla Lega. E la sua impostazione di governo, ad oggi, è stata e intende essere ancora quella del rigore economico.

Rigore che “cozza” un tantino con alcuni annunci del premier, come quello sul taglio dell’Irap. E che non piace ad altri ministri.

Bersani: da dove riparte il Pd?

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Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. E ora?

E ora, dice il neo acclamato segretario, eletto con più del 50% delle preferenze su circa tre milioni di votanti (Bersani primo con oltre il 50 per cento, Dario Franceschini intorno al 35, Ignazio Marino ben oltre il 10), si parte. E si parte dall’occupazione e dal precariato.

Paroline di sensibile efficacia, queste.

Il mio primo gesto da segretario sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali

I fondamentali.

Bersani vince le primarie del Pd

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Pierluigi Bersani nuovo segretario del Partito Democratico. I dati non sono ancora definitivi, e il risultato, chissà, potrebbe anche ribaltarsi. Ma le prime indiscrezioni danno l’ex ministro come vincitore di una consultazione che, stando ai numeri, è andata bene. Sarebbe andato oltre il 50% dei consensi,  quindi immediatamente nuovo segretario del Pd, battendo Dario Franceschini e Ignazio Marino.

Se mai un giorno questa compagine, attualmente assai sgangherata, andasse al governo (se mai), chi scrive spera vivamente che Ignazio Marino diventi ministro della Sanità.

E si spera anche che in Italia risorga (dalle ceneri, da se stessa, o anche dal nulla) un’opposizione che tanto è utile nella dialettica democratica. Il popolo delle primarie, certo, li aspetta al varco.

Pd, 2 milioni di votanti alle 17.30

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Probabilmente non ci avrebbero scommesso un euro neppure loro. Ma le primarie del Pd stanno andando meglio di quanto prevedessero probabilmente i piddini stessi.

Alle 11.30 di oggi i cittadini che avevano votato alle primarie del Pd erano 876.570. Il dato è fornito dal partito. L’affluenza sarebbe maggiore del 20% rispetto alle precedenti consultazioni per la leadership dei Democratici, nel 2007. Sempre secondo i dati ufficiali, alle 17.30 hanno votato 2 milioni di persone.

E ci sono code nei seggi: le regioni dove l’affluenza è stata più elevata sono l’Emilia Romagna e la Lombardia. C’è probabilmente quello che la stampa chiama già “effetto Marrazzo”, che ha avuto effetti nei 650 seggi aperti di Roma e nel Lazio. L’affluenza, qui, ha un’affluenza contraria al trend nazionale: meno del 30% rispetto al 2007.

E Nanni Moretti:

Alle primarie voto Franceschini, non dico altro

Franceschini replica:

Grazie Nanni! Prometto, dirò qualcosa di sinistra…

Primarie Pd, le pagelle di Zoro

Primarie Pd. Ecco delle amare pagelle (o “paggggelle”) del blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, inventore di “Tolleranza Zoro”, intervistato da Riccardo Staglianò. Nessuna pietà e molta ironia (che potrebbe far imparare) sui tre candidati Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino.

Report, “L’era del debito”

report

Report andrà in onda stasera, domenica 25 ottobre, alle 21.30 su Rai Tre. La puntata si intitola ”L’era del debito” di Stefania Rimini.

Ecco la sinossi:
Noi siamo tra i Paesi più colpiti dalla crisi e di conseguenza l’anno prossimo il macigno del debito pubblico si avvia a pesare il 118% della gamba che lo tira, che è il famoso Pil, il prodotto interno lordo. Per dare un’idea, stiamo quasi tornando ai livelli di palla al piede che avevamo negli anni Novanta. E’ come se non ci fossimo mai venduti la Telecom, le Autostrade, parte dell’Enel e dell’Eni. Adesso non abbiamo più molto da dar via, ma ci consoliamo per il fatto di essere in buona compagnia. Dall’America alla Gran Bretagna, in media tutti i paesi avanzati hanno aumentato il loro debito pubblico dal 75% al 115% del Pil. Loro però si stanno indebitando per salvare il sistema produttivo, mentre noi sudiamo per smaltire un debito pubblico accumulato con gli sperperi degli anni Ottanta, un debito che ci frena sempre di più, ci limita nei movimenti e rende la vita più faticosa alle imprese e alle famiglie.
Oggi la storia ci presenta il conto perchè proprio a causa di questo debito obeso l’Italia non può attivare spesa pubblica al pari degli altri Paesi per stimolare l’economia, asfissiata dalla crisi.
Intanto all’orizzonte si profila una nuova minaccia: l’aumento dei tassi d’interesse, che inevitabilmente ci sarà. I tassi sono così bassi che non possono far altro che salire, anche perché tutti i Paesi avanzati stanno chiedendo e chiederanno più soldi in prestito ai mercati finanziari. E dunque noi Italiani, per sfamare quel bestione del debito che ci portiamo appresso dagli anni ottanta dovremo sborsare sempre di più. Ma fino a che punto può aumentare il debito pubblico? Nell’inchiesta verranno spiegati uno per uno, tutti i buoni motivi per cui dobbiamo abbassare il nostro debito, costi quel che costi
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Arcore, vertice di governo

annozero-tremonti-crisiTremonti? Non corre rischi. Parola di Umberto Bossi. Dimissioni per Tremonti? Non se ne parla. Sempre parola di Bossi. Risale solo a ieri la lite telefonica tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, e lo slittamento del Consiglio dei ministri. E in molti hanno parlato di dimissioni del titolare del dicastero dell’economia…

Lite che verteva sull’eventuale taglio dell’Irap, annunciato da Silvio Berlusconi. Oggi l’incontro ad Arcore: premier, ministro dell’Economia e lo “sponsor” dello stesso: il ministro delle Riforme Umberto Bossi. C’era anche il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli.
Risultato? Lo spiega Bossi: L’Irap? Verrà tagliata, ma col tempo.

Primarie PD, come si vota, dove e quando

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Tra poche ore si potrà votare per le primarie del Partito Democratico.Si sceglie il segretario del partito con le primarie, decise per statuto. E’ possibile votare dalle ore 7 alle ore 20 di domenica 25 ottobre. In gara tre candidati: l’attuale segretario, Dario Franceschini, succeduto a Walter Veltroni dopo le sue dimissioni. Pierluigi Bersani, già ministro dell’Industria e ai Trasporti. Ignazio Marino, senatore e chirurgo, nato a Genova.

Chi vota e come

Il Pd ha preparato 10mila seggi per le primarie di domani. Possono votare i cittadini italiani, o europei, residenti in Italia, o cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno. Si vota presentando un documento valido e la tessera elettorale, a fronte di un versamento di 2 euro. Cliccate qui per trovare il vostro seggio. E’ possibile anche telefonare al numero 848.88.88.00.

Marrazzo, dimissioni dopo lo scandalo del video

marrazzo dimissioniMarrazzo, le dimissioni. Piero Marrazzo si dimette, o meglio si autosospende dalla sua carica, quella di presidente della Regione Lazio, dopo che ieri è scoppiato lo scandalo su un ricatto di cui sarebbe – lo ha ammesso davanti ai giudici – stato protagonista: un ricatto per un video che ritraeva l’incontro di Marrazzo con un transessuale. Ricatto per il quale l’ormai ex presidente della Regione Lazio avrebbe pagato: le minacce dei carabinieri, dice, lo avevano portato a staccare e consegnare immediatamente ai militari che lo ricattavano tre assegni in bianco per un importo di circa 20 mila euro. Senza poi denunciare nulla.

Mi autosospendo, questa vicenda è frutto di una mia debolezza della vita privata

Un ricatto a luci rosse per un video. E il tesserino, la cocaina, gli assegni.