Ballarò, l’Italia del lavoro contro quella degli insulti

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Questa sera, martedì 3 novembre 2009 alle 21.10, in onda Ballarò. Ed ecco di cosa si parla:

Quanto si può andare avanti tra accuse e risse? Quanto può reggere un Paese con la politica che litiga su tutto e tutti?

A Ballarò l’Italia del lavoro, dei risparmi, delle bollette s’interroga sull’Italia degli insulti e dei veleni. Nella puntata di oggi Giovanni Floris ospita, tra gli altri, il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, il presidente dell’antitrust Antonio Catricalà, il direttore del “Corriere della sera” Ferruccio De Bortoli, il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli, Enrico Letta del PD, Franco Bechis, vice direttore di Libero.

Il programma è aperto, come di consueto, dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.

No al crocifisso in aula, dice Strasburgo

crocifisso corte europea uomo

Il crocifisso via dagli edifici scolastici. Quella che è stata una battaglia di molti, un tema più o meno intoccabile da parte di alcuni e una questione per altri, è oggi protagonista di una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

I fatti. Da che cosa nasce questa pronuncia? Da quanto accaduto a Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese. Soile, nel 2002, aveva fatto richiesta all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, in provincia di Padova, dove i suoi due figli andavano a scuola, di togliere i crocefissi dalle aule. Soile aveva presentato più una serie di ricorsi ai tribunali in Italia: anche la Cassazione le aveva detto no. Fino ad arrivare alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dove i giudici le hanno dato ragione.

Secondo Strasburgo, la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione da due punti di vista:

una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni

e una violazione alla libertà di religione degli alunni.

Se il Ku Klux Klan sbarca in Italia

Ku Klux Klan

La notizia si commenta con ogni probabilità da sè. Ma dà certo la cifra dello stato in cui versa l’umana mente, che può oscillare (e lo fa) tra follie e nevrosi più o meno individuali o collettive. L’appello è: aderisci e salva la stirpe bianca. Appello rivolto a chiunque voglia accoglierlo.

Fa paura, fa un po’ impressione, fa rabbia. L’importante è che non faccia, come di consueto, indifferenza. Anche se in quest’ultima ipotesi, in quanto italiani, siamo abbastanza bravi. Digitando su Google “United northern and southern knights of the KKK” troverete il loro sito. Si tratta a della maggiore “sezione” americana del Ku Klux Klan, a Fraser, nel Michigan, che anima anche l’appello in Italia.

È cos’e nient

Il filmato e la vita. Quello che c’è scritto qui è scritto, appunto. Nero su bianco, giusto o sbagliato. E’ scritto, e letto forse anche da tanti. Ma.

Report, i treni d’Italia

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Report andrà in onda stasera, domenica 1 novembre, alle 21.30 su Rai Tre. La puntata si intitola ”Treni Italia” di Giovanna Boursier.

Ecco la sinossi:

L’incidente di Viareggio ha segnato la storia del trasporto ferroviario delle merci in Italia. La magistratura sta indagando e arriverà a stabilire le responsabilità del disastro, ma basta ascoltare i testimoni della vicenda, per capire che le norme vigenti in Italia sulla sicurezza dei treni che trasportano merci pericolose sono inadeguate. E visti gli incidenti degli ultimi mesi è probabile che ci si debba mettere presto mano. Se si vuol competere e decongestionare le strade dai camion, bisogna avvicinarsi agli standard europei e investire sul trasporto su rotaia. In Italia oggi, solo il 10% delle merci viaggia su rotaia, mentre in Germania si arriva al 25% e in Austria al 35%.

Mentre Berlusconi resta, tranquilli. Comunque vada

Berlusconi

Storie diverse, e che non hanno nulla a che vedere, ma la battuta, nel titolo, viene spontanea.

Ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto

Quindi, comunque vada, il premier Silvio Berlusconi resta: l’ipotesi dimissioni non viene considerata. Neppure se lo dovessero condannare in uno dei processi in corso a suo carico.

Viene una considerazione anche troppo ingenua: le istituzioni possono sbagliare, i magistrati possono sbagliare, ma in caso di errore è previsto non tenere conto della pronuncia e delle sue implicazioni politiche e morali?

Ai posteri l’ardua sentenza. O ai contemporanei nei commenti.

E Rutelli se ne va

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Francesco Rutelli lascia il Partito Democratico. No, non è una notizia, certo – visto che è stato annunciato ufficialmente ormai da giorni e che erano mesi che la faccenda era nell’aria.

E’ un’intervista al Corriere della Sera. In fondo, il popolo italiano è democristiano nel dna, dicono alcuni. Buona lettura.

Morte accidentale di un detenuto

stefano cucchiLa famiglia ha chiesto che fossero pubblicate le foto. La famiglia lo chiede perché chiede giustizia, ma soprattutto e prima di tutto verità. CnrMedia.com le pubblica, ma aprite il link solo se ve la sentite. Sono le immagini del cadavere di Stefano Cucchi. Qui l’articolo che spiega la vicenda e gli elementi su cui si sta indagando, e qui la cronaca.

Foto|Corriere.it

Annozero, ricatti e Marrazzo

annozero caso marrazzo

La puntata di stasera, giovedì 29 ottobre, di Annozero, il programma condotto da Michele Santoro e con la partecipazione di Marco Travaglio e di Vauro, si intitola Ricatti. Ecco di cosa si parlerà – naturalmente del caso Marrazzo – e chi ci sarà in studio:

Il caso Marrazzo è solo un affare privato, la vicenda di un uomo e delle sue debolezze per i trans o dimostra come la politica sia sotto ricatto? E di quella vicenda è stato chiarito tutto o ci sono ancora retroscena sconosciuti?
Una cosa è certa: dossier, veline, filmati sembrano essere diventate le armi della politica.
L’inchiesta di Stefano Bianchi, Corrado Formigli, Giulia Bosetti e Luca Bertazzoni ricostruirà i passaggi piu’ importanti della vicenda Marrazzo, con i protagonisti e i testimoni della storia.
Ospiti in studio Debora Serracchiani del Partito Democratico, Francesco Storace, segretario de La Destra ed ex presidente della Regione Lazio prima di Marrazzo; i giornalisti Maurizio Belpietro, direttore di Libero, e Antonio Polito, direttore de Il Riformista
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Lodo Ghedini, la nuova creatura

ghediniDopo il lodo Schifani, e dopo il lodo Alfano, sarebbe in arrivo il lodo Ghedini. E suonerebbe più o meno così:

Per i reati commessi dalle alte cariche il tribunale competente è quello di Roma

Ancora da decidere se ne fruiranno anche ministri e parlamentari. Nel frattempo, un interessante articolo del Corriere sui nuovi scenari post-elezione di Bersani e rapporto con Silvio Berlusconi. Il premier sembra essere tornato a lottare contro il suo più affezionato e antico fantasma: il comunismo. Un fantasma, per l’appunto. Che non si aggira per l’Europa già da più di un pezzo.

La lettera di dimissioni di Marrazzo

marrazzo_lettera dimissioni

Ecco il testo della lettera di Piero Marrazzo, con la quale ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Regione Lazio:

Al Presidente del Consiglio Regionale
Al Vice Presidente della Regione

Le mie condizioni di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla guida della Regione. Comunico con la presente le mie dimissioni, definitive e irrevocabili, dalla carica di Presidente della Regione Lazio. A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato voglio dire che, finché mi è stato possbile, ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo possa essermi riconosciuto, al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata

Berlusconi, telefonata a Ballarò

Silvio Berlusconi ha chiamato Ballarò, ieri sera. Dopo il mistero della chiamata ad Annozero, a Ballarò chiama veramente. Nel video la prima parte dell’intervento, mentre dopo il salto la seconda parte. A sorpresa, Silvio Berlusconi.

Ho assistito al festival della calunnia e delle falsità da parte degli esponenti della sinistra presenti.

Ma soprattutto, Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare i giudici, proprio nel giorno della sentenza Mills.

L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi

Dice Berlusconi di se stesso. L’anomalia italiana sono i pm comunisti, e i giudici comunisti di Milano.

Chi va e chi rimane

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Piero Marrazzo si è dimesso. Giulio Tremonti non si dimette, affatto (se ne è parlato insistentemente in questi giorni, dopo lo scontro sull’Irap). Anzi, dopo 50 minuti di incontro ad Arcore con il Premier Silvio Berlusconi, dice: Sono soddisfatto, forte rapporto con il Cavaliere.

C’è l’intesa, insomma. Chi va e chi viene, scene, storie e matrici politiche (e personali) diverse.

Marrazzo, tra dimissioni e certificati

marrazzo dimissioniSu Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, ormai è decisamente accanimento. Si ricomincia, dopo l’autosospensione tanto criticata dal Pdl, a parlare di dimissioni, mentre l’esponente del Pd ha già rimesso nei giorni scorsi il mandato di commissario regionale per la sanità.

Il tam tam, da stamane, è nuovamente insistente e rumoroso – in Rete e sui giornali, in tv e dove possibile: il presidente della Regione Lazio sarebbe ormai pronto a dimettersi, dopo l’autosospensione di un paio di giorni fa, appena esplosa la bomba. Ed è, nel frattempo, quasi sicura per lui una seconda convocazione in procura, a seguito di fatti specifici e ipotesi di reato emerse in queste ore.

Non solo. Le voci si rincorrono insistenti su cosa, in queste ore, Piero Marrazzo fa, pensa, prova. Su come sta, come e se reagisce. Morbosamente. La moglie non lo lascerà, dicono. E lui? Pare che Marrazzo abbia lasciato la sua abitazione questa mattina per recarsi in un istituto religioso vicino a Roma, dove passerà un periodo di convalescenza.