L’Iran e l’effetto “soldo sicuro”

di Paolo Riva Commenta

Non so perchè ma quando cerco di immaginarmi gli stati del mondo come un’entita reale, vivente, umana, mi viene sempre da associarli con dei bambini. Immagino un grande cortile dove tutti i bambini giocano insieme, ma che allo stesso tempo tendono a far crescere l’invidia tra di loro elogiando ciò che hanno, canzonandolo con quella nota cantilena che finisce con il famosissimo “pappappero” (che non è un cocktail, sia chiaro).

Per dimostrare la mia tesi decisamente surreale, vi porterò l’esempio più lampante di questi giorni, ovvero l’Iran. Uno stato che, per certi versi, di certo non sta passando un periodo bellissimo a livello internazionale, ma che non guardando in faccia a nessun altro sta cercando di portare avanti lo sviluppo economico, e non solo, del proprio paese.

Le diatribe diplomatiche, che tanti problemi hanno causato agli altri stati ma soprattutto all’Onu, degli ultimi mesi, hanno costretto le Nazioni Unite a dover intervenire contro il paese mediorientale tramite delle sanzioni economiche, il cui scopo è quello di scoraggiare uno stato a ripetere dei comportamenti negativi multandolo per ciò che ha compiuto.

Sanzioni che colpendo direttamente le casse dello stato, costringerebbero lo stesso ad impegnare le proprie attenzioni verso di se e non verso altri paesi. La tecnica “Onu” è decisamente molto performante, anche in passato è stata utilizzata più volte e con risultati decisamente positivi, eppure questo Iran sembra esserne immune.

Saputa l’intenzione di sanzione dichiarata ed assicurata dalla Nazioni Unite, il ministro degli esteri iraniano, Manucher Mottaki, ha risposto con superiorità alla questione:

Le nuove sanzioni economiche introdotte dal consiglio di sicurezza delle nazioni unite contro l’Iran non creeranno problemi al Paese. Lo scorso anno abbiamo firmato e attuato contratti economici con cosi’ tante compagnie di tutto il mondo, del valore di oltre dieci miliardi di dollari americani.

Ed eccolo qui uscire il bambino iraniano. Mamma Onu scende nel cortile per sgridare il povero bambino per tutte le malefatte che ha combinato, togliendogli la prima paghetta settimanale e dimezzandogliela finchè non inizierà a fare il bravo; di risposta Iran (un nome di certo non naturale per un bambino, non trovate?), con la sua spavalderia di sempre, guarda negli occhi mamma Onu e gli risponde: “Tanto io ho messo in affitto i miei giochi per cui il tuo castigo non mi crea poi tutti questi problemi!”

Medita “mamma”, medita.

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