Libia, vertice senza l’ Italia. Napolitano: “Bisognava agire”

di Luca Fiorucci Commenta

Si è tenuto stasera, a partire dalle 19.15 circa, un incontro in videoconferenza  fra il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico David Cameron, per decidere le sorti della Libia. Domani è previsto un vertice a Londra.
L’ Italia
, invece, non ha partecipato alla videoconferenza. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha cercato di sminuire l’ importanza dell’ incontro di stasera, affermando che “Non si sta decidendo niente e l’ Italia non soffre affatto di sindrome da esclusione”. Frattini ha poi parlato del vertice di domani, dicendo: “Nostro dovere istituzionale è eliminare le distanze, trovare una soluzione condivisa non solo tra i quattro più grandi paesi europei, ma tra tutti” gli alleati. E ha aggiunto: “Qualunque strategia politica divisiva sarebbe destinata a fallire, ma le idee italiane, francesi e tedesche dovranno tutte confluire in un piano che, domani a Londra, potremo elaborare per dare una risposta”.
La posizione francese sembra rimanere la più intransigente, e oggi sembra affiancarsi ad essa quella inglese: in una nota congiunta, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron hanno infatti ribadito che Gheddafi se ne deve andare “immediatamente”, e la transizione va affidata al Comitato Nazionale di Transizione.

Sulla questione libica si sono oggi pronunciate anche la Russia e la Turchia. Per il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, infatti, “L’ intervento della coalizione in quella che è essenzialmente una guerra civile interna non è stato autorizzato dalla risoluzione del consiglio di sicurezza dell’ ONU”, anche se comunque rimane una “priorità” la difesa della popolazione civile.
Il premier turco Recep Tayip Erdogan ha invece oggi dichiarato, in un’ intervista al quotidiano britannico “The Guardian”, che la Turchia potrebbe svolgere un ruolo di mediatore fra le parti per raggiungere il “prima possibile” un cessate il fuoco. A tale scopo, sarebbero già in corso contatti con i delegati di Gheddafi e gli esponenti del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi, e la Turchia, in accordo con la NATO, starebbe per assumere il controllo del porto di Bengasi per la gestione degli aiuti umanitari. Erdogan ha comunque precisato di voler agire ” nella cornice delle indicazioni della NATO, della Lega Araba e dell’ Unione Africana”.
Sulla crisi in Libia è oggi intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha tenuto oggi un discorso all’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, toccando diversi temi. Napolitano, pur sottolineando l’ importanza del ruolo dell’ ONU, ha dichiarato che in Libia “Non potevamo restare a guardare“, e quindi siamo intervenuti “anche se non sottovalutiamo nel modo più assoluto i costi umani e i rischi delle azioni militari”.

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