La guerra tra Russia ed Ucraina potrebbe finire entro tre mesi

Cresce la speranza che la guerra tra Russia ed Ucraina possa finire entro tre mesi, o comunque non oltre la stagione estiva. Dmytro Kuleba, ministro degli affari esteri dell’Ucraina, ha ipotizzato che le truppe russe potrebbero riprendere un’offensiva su larga scala contro l’Ucraina a gennaio o febbraio 2023. Questo, almeno, quanto venuto a galla tramite il diretto interessato durante un briefing del 13 dicembre.

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Gli sviluppi sulla guerra tra Russia ed Ucraina

Citando testualmente l’intervento di Kuleba, possiamo riportare quanto segue: “Penso che la capacità della Russia di lanciare una grande offensiva possa essere ripristinata a fine gennaio o febbraio, ma questo è ciò che stanno cercando di fare e ciò che stiamo cercando di impedire.

Non sto dicendo che accadrà sicuramente. Ma nella migliore delle ipotesi, data la mobilitazione, la coscrizione che hanno annunciato, l’addestramento di nuovi coscritti e il movimento delle loro armi pesanti in tutto il paese, conservano chiaramente la speranza di poter sfondare le nostre difese e penetrare più in profondità in Ucraina”.

Premesso questo, Kuleba ha assicurato che l’Ucraina sta facendo tutto il possibile per contrastare questi piani. Ha detto che credeva che i russi non avrebbero avuto successo. Il ministro ha anche affermato che l’Ucraina sta cercando di porre fine alla guerra il prima possibile, ma non è certo quando finirà, anche se sarebbe fantastico se accadesse la prossima estate.

L’Ucraina ha mostrato un notevole coraggio, tattiche intelligenti e una leadership fenomenale nel respingere la Russia. Ma ammettiamolo: senza le armi fornite dall’Occidente, Kiev sarebbe probabilmente già un vassallo di Mosca. Solo nelle prime sei settimane di guerra, secondo la testimonianza al Congresso del presidente del Joint Chiefs degli Stati Uniti, il generale Mark Milley, l’Occidente ha consegnato agli ucraini 60.000 armi anticarro e 25.000 armi antiaeree.

A maggio, un quarto dei missili antiaerei Stinger del Pentagono erano spariti. È difficile ottenere cifre esatte – la nuova maggioranza della Camera repubblicana chiede un audit – ma anche con un maggiore aiuto europeo, il ritmo è insostenibile per una superpotenza che deve affrontare una minaccia molto più grande in tutto il Pacifico.

Insomma, per tutte le parti in causa sta venendo meno la capacità di mantenere le proprie forze ben rifornite, con cibo in particolare, ma anche forniture mediche, pezzi di ricambio, apparecchiature di comunicazione, armi e – cosa più significativa al momento – munizioni. Vedremo come questo andrà ad influire sul tanto delicato tema della guerra attualmente in corso tra Russia ed Ucraina.