Codice Internet: Obama e la politica italiana

di Angela Gennaro 10



Strano binomio, vero? Cosa c’entra Obama con la politica italiana? L’accostamento concettuale, almeno in termini di realtà, lascia perplessi. Ma colmi di speranza.


Ieri Codice Internet era in Parlamento. Ed ha ragione Michele Ficara quando esordisce:

Avevo paura che fosse il solito convegno palloso dove ci si parla addosso o si finisce a litigare tra destra e sinistra, mentre invece è stata una piacevole sorpresa


Il punto di partenza era semplice e sotto gli occhi di (quasi) tutti: Obama 1 mese dopo: la vittoria di Internet?. Ecco perché da un lato c’era l’Onorevole Antonio Palmieri, Responsabile Nazionale Comunicazione Elettorale e Internet Forza Italia/PDL, e dall’altro l’On.le Paolo Gentiloni, Responsabile Nazionale Area Comunicazione PD.

Il must del pomeriggio è stato (musica per i sociologi della comunicazione): Roosevelt è stato il Presidente della Radio. Kennedy quello della televisione. Obama il presidente di Internet. Con un appunto del Prof. Menduni che mi trova particolarmente d’accordo: a differenza di Kennedy (giovane, bello e non già abbronzato quanto telegenico), che aveva skills tecnici e vocazioni allo schermo televisivo, con doti da comunicatore, Barack Obama si rivela piuttosto un grande organizzatore. Della cross-medialità.



Al convegno, ieri, è stato presentato in anteprima un censimento sull’uso di Facebook da parte dei politici italiani. Antonio Sofi li ha apostrofati: l’Obamite in Italia è difficilmente emulabile, perchè i politici italiani hanno paura. Una tale messa in discussione ha bisogno non solo di un dispiego di risorse sostanziale. Ma anche e soprattutto della cultura idonea.


Ed è qui che è arrivato, in conclusione, l’intervento di David Orban, esploratore digitale, membro fondatore dell’Open Government Working Group. Li ha fatti neri. Ci ha letteralmente sbugiardati. La condizione della faccenda, in Italia, è, in sintesi:

Farraginosa, ottocentesca, borbonica nel 2008


E’ tale se, ad esempio, un cittadino volesse avere l’ardire di comunicare con le istituzioni per poter chiedere degli atti, delle leggi, delle informazioni. Il sito della Camera è, nella grafica, nello stile e nell’approccio, rimasto al 1994 – Netscape, lo riconoscete?


Eppure i tentativi ci sono, anche se fanno una gran fatica. Qui, OpenPolis: interessante, simpatico e, a dispetto dei politici italiani così attaccati allo status quo, molto 2.0.


Commenti (10)

  1. Tavola rotonda interessante
    Trovo anchio che sia stata piena di spunti
    Speriamo di continuarle
    forse open workshop si potrebbe cmq fare anche qui;)

  2. @Edoardo. Grazie Edoardo, la cercavo: la tua presentazione è stata estremamente accurata e utile, ai fini di un dibattito che è una grande sfida. :))

  3. Edoardo mi ha sgridata: accetto e accolgo di buon grado e per completezza del dovere di cronaca. 🙂 Non solo perché i dati da lui proposti sono stati base del dibattito, frutto di un lavoro certo competente sul sito proprietario di Barack Obama e leva del confronto, ma anche perché lo stesso Edoardo ha voluto segnalarmi la sua versione dei fatti su quanto detto da David Orban il 4 dicembre alla Camera e che potete trovare qui: http://www.ilgiulivo.com/cms/news.php?readmore=1034
    Colombo sostanzialmente controbatte alle critiche di Orban sull’italica gestione di beni come il Regolamento della Camera e sullo stile e la usability vetusta del sito. Oltre a ripromettermi un approfondimento sulla reale effettività delle critiche di Orban – è stata sollevata una questione di copyright e di stampa – ringrazio Edoardo e mi permetto di aggiungere che, forse, fare presente quanto poi riportato poteva aiutare non già a polemizzare, quanto piuttosto a contribuire alla completezza per relatori e partecipanti al convegno di Codice Internet, dato che il punto era proprio lo stato dell’arte della politica italiana rispetto a questi tools. 🙂 Ciao Edo grazie!

  4. Grazie Angela, hai colto lo spirito del mio messaggio!

    Ho gia’ scritto un messaggio anche a David anticipandogli che ho fatto il monello e che ho voluto giulivamente provocarlo, anche perche’ condivido quanto dici rispetto al dibattito e a quanto possa essere uno stimolo per la classe politica e le istituzioni.

  5. @Edoardo. Grazie a te, seguiremo e parteciperemo con vivacità alla faccenda! 🙂

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