Caso Ruby, Bertone: “Santa sede turbata”. Bossi invita alla calma il premier

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il “caso Ruby”, che vede coinvolto il premier Berlusconi, continua a suscitare prese di posizione nel mondo politico e istituzionale: oggi, in particolare, si è pronunciato il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una cerimonia di inaugurazione: “La Santa Sede segue con attenzione e in particolare con preoccupazione queste vicende italiane, alimentando la consapevolezza di responsabilità sopratutto di fronte alle famiglie, alle nuove generazioni, di fronte alla domanda di esemplarità e ai problemi che pesano sulla società italiana” ha affermato Bertone, richiamando chi ricopre cariche politiche ed istituzionali importanti ad “una più robusta moralità, di un senso di giustizia e legalità.” E, rispondendo a chi gli domandava se condividesse, quindi, il turbamento di Napolitano, il cardinale ha risposto: “Avete visto la nota del Quirinale pubblicata dall’ Osservatore romano”.

Oggi, anche il quotidiano dei vescovi, l’ Avvenire, si è espresso in maniera piuttosto critica sulla vicenda, titolando a tutta pagina “Tensione altissima, al livello di guardia”, in riferimento all’ attacco del premier ai pm di Milano sferrato con il videomessaggio di ieri, e pubblicando integralmente il testo di un appello sul caso Ruby del “Movimento politico per l’ unità”, a cui aderiscono parlamentari cattolici di tutti gli orientamenti politici. Nel testo dell’ appello si legge: ” Il turbamento dell’ opinione pubblica sottolineato dal presidente della Repubblica per le gravi ipotesi di reato del premier-concussione e sfruttamento della prostituzione minorile– è anche il nostro” e, nella conclusione, viene affermato : “Vogliamo dunque cogliere l’ occasione per una rigenerazione morale e corale per far compiere alla società un soprassalto di dignità ed aprire una fase nuova“.

Lo stesso direttore dell’ Avvenire, Marco Tarquinio, intervendo in risposta ad un lettore, ribadisce che è di “un buon esempio che abbiamo bisogno tutti noi, in particolare i giovani”.

Intanto, oggi, uno dei principali alleati del premier, il leader della Lega Umberto Bossi, chiaccherando con i giornalisti, ha prima invitato tutti alla calma, dicendo: “Berlusconi deve essere più cauto. Tutti insieme devono abbassare i toni. Anche i magistrati”, e ha ribadito l’ asse col PDL, per arrivare al federalismo. Nel tardo pomeriggio, poi, Bossi ha aggiunto: “Il Vaticano non si commenta, ma penso che per loro sia facile parlare.” e ha concluso: “Mi sembra che i magistrati abbiano sicuramente un pò esagerato”.
Alla Camera si è nel frattempo aggiunto alla maggioranza il gruppo dei “responsabili”, ex di FLI, UDC e PD uscii dai rispettivi gruppi per il voto di fiducia del 14 dicembre.
Il segretario del PD Bersani ha annunciato invece la “campagna di febbraio” del partito, consistente in una raccolta capillare di firme (si punta a raccoglierne 10 milioni), con 10000 gazebo, per chiedere le dimissioni del premier, “per poi portarle a palazzo Chigi e chiedergli di andarsene” ha detto. Per Bersani, infatti,  “Nell’ immediato bisogna muoversi e muovere l’ opinione pubblica, fare battagtlia parlamentare, chiedere che lui se ne vada”, e poi, “qualsiasi soluzione, comprese le elezioni anticipate, è meglio di questa situazione”.

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