Berlusconi al Tg1: torno il 7 gennaio

di Angela Gennaro Commenta

Al telefono, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. Qui il link al video su Repubblica Tv. Una telefonata in diretta al Tg1, la prima volta pubblica e “nazionale” dopo l’aggressione subita da Massimo Tartaglia nelle scorse settimane.

Ha cominciato con quanto accaduto al Papa, Benedetto XVI, nella notte di Natale durante la messa del 24 dicembre. Una vicenda che già è stata paragonata (a torto o a ragione) a quanto accaduto al premier. Berlusconi ha voluto annunciare Urbi et Orbi che è vicino il tempo del suo ritorno sulle scene: tornerà al lavoro, dice, subito dopo le feste, un po’ come tutti gli italiani: il 7 gennaio.

Sono sereno, perchè penso continuamente al fatto di essere stato fortunato perchè altrimenti avrei potuto passare un Natale sottoterra e con questa neve e questo gelo che ci sono a Milano e del Nord non sarebbe certo stato piacevole

Ha voluto anche sottolineare come l’interessamento e l’affetto che gli è stato manifestato in questi giorni in seguito alla vicenda Tartaglia lo abbia fatto sentire felice, ripagandolo di tutte le calunnie di cui sarebbe stato protagonista il questo 2009 al tramonto. In un’altra telefonata, con la Comunità incontro di don Pierino Gelmini, ha anche annunciato:

L’anno prossimo faremo tutte le riforme istituzionali

E non ha, naturalmente, potuto fare a meno di parlare  della sua più grande passione di sempre: i sondaggi e le loro rivelazioni.

Non mollerò e assolutamente continuerò nell’attività di governo. Dedicheremo questi nuovi momenti di Governo alla riforme per rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti. In sintonia con tutti gli italiani. L’ultimo sondaggio ci ha detto che due italiani su tre sono con noi. Questa maggioranza è solida e coesa

Due su tre. E’ poi ritornato su un altro concettopiù volte veicolato, quello dell’amore, che vince su tutto, non solo sull’odio che rende violente contro l’avversario politico le menti più fragili. Al contrario di ciò che noi facciamo perché noi rispettiamo l’avversario politico.

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