«Ai Parioli i paraculi di sinistra»

da Il Riformista dell’8 aprile 2011
di Angela Gennaro

Si allunga la lista di vip vittime del Madoff dei Parioli. Tra i nomi della lista sequestrata nell’ufficio del broker Roberto Torreggiani, braccio destro di Gianfranco Lande, ci sono Sabina, Paolo e Caterina Guzzanti. Ma anche i piddini Pierdomenico Martino e l’assessore provinciale Giuseppe Lobefaro.

Sicurezza, la Consulta boccia i “sindaci-sceriffi”

Foto: Ap/LaPresse

La Corte Costituzionale ha sancito un’altra bocciatura di parte delle misure del “pacchetto sicurezza” varato dal governo nel 2008, quelle relative ai poteri attribuiti ai “sindaci sceriffi” che avevano potuto così adottare in molte città misure anti-prostituzione o anti-accattonaggio. In particolare, la Consulta ha bocciato la legge 125 del 2008 nella parte in cui consente al sindaco di adottare provvedimenti ” a contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato” per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana, anche al di fuori dei casi di “contingibilità e urgenza”. La Corte Costituzionale aveva già bocciato il reato di clandestinità e la sanzione penale per gli extracomunitari che per il loro stato di indigenza non possono adempiere all’ ordine di espulsione.
Era stato il Tar del Veneto a sollevare la questione, dopo che ad esso si era rivolta l’ associazione ” Razzismo stop” contro l’ ordinanza anti-accattonaggio del sindaco di Selvazzano Dentro. Per i giudici costituzionali, le norme sui “sindaci sceriffi” sarebbero in contrasto con tre articoli della Costituzione, l’ articolo 3, sull’ uguaglianza dei cittadini, l’ articolo 23, riguardante la riserva di legge, e l’ articolo 97, riguardante il principio di legalità sostanziale in materia di sanzioni amministrative .

Viaggi privati (e gratis) sull’aereo di Stato: Calderoli nel mirino di un esposto grillino

Dal Riformista di oggi, 7 aprile 2011.

di Angela Gennaro e Alessandro Da Rold

L’ACCUSA. Il ministro leghista per la Semplificazione legislativa denunciato da un consigliere regionale piemontese della lista “Cinque Stelle”. A gennaio avrebbe utilizzato l’airbus istituzionale per far visita al figlio della sua compagna a Cuneo.

Esposto in procura contro il ministro Calderoli per il presunto utilizzo di un aereo militare “non per scopi istituzionali”. A presentarlo, lunedì, il consigliere regionale piemontese Fabrizio Biolè, esponente del Movimento 5 Stelle.

Saviano, intervista a un giornale israeliano: “Dal mio nonno ebreo ho imparato a raccontare le storie”

In un’intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, Roberto Saviano racconta delle sue origini ebraiche e del talento ereditato dal nonno nel raccontare le storie: “I genitori di mia madre erano ebrei, e io sono cresciuto sulle ginocchia del nonno che ha contribuito moltissimo alla mia educazione” spiega lo scrittore, “mi rivedo ad ascoltare le sue storie quando avevo tre anni, ha continuato fino ai miei 15”.

L’autore di Gomorra ha continuato a ricordare il nonno che gli ripeteva a memoria la frase dei Salmi: “Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo”.

Immigrazione, permessi a tempo: ok del governo

Foto: Ap/LaPresse

Il governo ha dato il via libera ai permessi a tempo. “Sarà concesso un permesso di soggiorno temporaneo ai migranti che hanno rappresentato l’intenzione di andare in un altro Paese europeo. E sono la stragrande maggioranza“, l’ha detto il ministro degli Interni Roberto Maroni nel corso dell’informativa sull’immigrazione alla Camera, confermando la volontà dell’Esecutivo di concedere i permessi a tempo.

Il titolare del Viminale fissa i paletti di questa concessione: “I permessi non saranno rilasciati ai soggetti socialmente pericolosi, a chi è destinatario di provvedimento di espulsione, a chi risulti denunciato per una serie di reati“.

Sparatoria in una scuola di Rio de Janeiro

Un ragazzo di 23 ha prima fatto irruzione e poi ha ucciso 13 persone nella scuola comunale Tasso da Silveira, nel quartiere Realengo di Rio de Janeiro. Wellington Menezes de Oliveira, questo il nome dell’assassino, è entrato nell’edificio e ha sparato all’impazzata per circa tre minuti contro alunni e professori.

La tragedia è avvenuta alle 8 ora locale (13 in Italia) poco dopo il suono della campanella d’entrata. L’uomo si è presentato davanti all’istituto indossando un giubbotto antiproiettile e ha gettato nel panico i presenti, che hanno cercato di scappare. Wellington, che ha lasciato una lettera sulla religione islamica, si è suicidato poco dopo.

Beatificazione Papa Wojtyla: “Si stanno ancora raccogliendo le adesioni”

Non ho la più pallida idea di come sarà composta la delegazione italiana”. E’ stata la risposta che il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha dato ai giornalisti che gli chiedevano la composizione della delegazione italiana alla cerimonia di beatificazione di Papa Wojtyla.

Alla cerimonia, in programma il primo maggio, parteciperà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e come ha sottolineato Lombardi in questi giorni “si stanno ancora raccogliendo le adesioni”, quindi ancora non si conoscono le presenze ufficiali e se Silvio Berlusconi presenzierà alla beatificazione di Papa Wojtyla.

Fra i capi di Stato che hanno saranno presenti il re Alberto II del Belgio e il presidente polacco Bronislaw Komorowski.

Video Veena Malik imam Abdul Qavi

Nessuno in Pakistan può vedere le tue fotografie alla presenza delle proprie figlie. E non penso che tuo figlio in futuro guarderà le fotografie di sua madre”. “Imam, non ho fatto nulla di male, non ho infranto alcuna legge o la legge islamica. Sono tutti contro di me perché sono una donna e un bersaglio facile? Cosa dice il suo islam, sir?”.

Sono bastati meno di otto minuti trasmessi dalla tv saudita Memri per farlo diventare uno dei video più cliccati su YouTube. Il video, che sta spopolando sul social network, riguarda la lite fra la soubrette Veena Malik e l’imam Abdul Qavi.

Il religioso pakistano accusa la sua connazionale di essere una “puttana” e l’ha etichettata come una “Ruby” Karima El Marough. Qavi ha puntato il dito contro la showgirl, rea secondo lui di aver offeso l’Islam per aver indossato un paio di shorts in televisione. Chiamata a raccontare la propria partecipazione al programma indiano “Big Boss 4”, Malik è stata apostrofata dall’imam al grido di “bayghairti, baysharmi, bayhayai” (vergogna).

Bersani dichiara battaglia alla Lega. Bossi: “Noi abbiamo i voti”

Il leader del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, sembra stavolta voler assumere una linea più decisa nei confronti del principale alleato di Berlusconi, ovverosia la Lega, alla quale, non molto tempo fa, aveva invece fatto aperture sul federalismo, nella speranza che fosse proprio il partito di Bossi a “staccare la spina” al premier. Accantonata presto questa speranza, vista la fedeltà degli uomini della Lega sia a Berlusconi, sia ai molti ruoli governativi che ricoprono, il Partito Democratico starebbe infatti pensando ad una campagna anti-Lega, come ha spiegato lo stesso Bersani, dichiarando: “Il PD dichiara guerra alla Lega, e ha mille motivi per farlo“. E uno dei motivi principali sarebbe proprio “L’ appoggio del Carrocci0 alle leggi ad personam del miliardario”, nonchè la proposta di creare degli eserciti regionali, sulla quale Bersani è stato netto, minacciando: ” Se Bossi va avanti con questa follia può saltare il tavolo sul federalismo”, federalismo che, ha aggiunto, “lo vogliamo, ma a modo nostro”. E spiega: “Noi siamo pronti a portare a termine il cammino del federalismo, secondo i nostri principi, a prescindere dalla situazione politica e anche in caso di eventuale interruzione della legislatura. Ma chiedamo di resettare il percorso, a cominciare dal federalismo municipale che non sta in piedi”.
Infine, la stoccata più dura: “La Lega non accampi il pretesto che sostiene Berlusconi per fare il federalismo. Non è vero, anche perchè Berlusconi da tutto questo sta fuori”.

Cosa è successo in Siria?

Foto: Ap/LaPresse

Cosa è successo in Siria? Cosa ha generato le proteste della popolazione? Domande che qualche settimana fa erano sull’agenda di molti media. Con il passar dei giorni, la guerra in Libia e le vicende nostrane hanno offuscato le notizie sulla situazione nel paese mediorientale.

Situazione che è passata in secondo ordine nelle redazioni di giornali e tv e di conseguenza ha fatto calare l’attenzione di gran parte dell’opinione pubblica.

Cerchiamo di vedere come un piccolo gesto è diventato simbolo di una protesta che si è trasformata in una rivolta che ha portato il presidente Assad a dire che la Siria “è vittima di un complotto”.

Secondo Davide Frattini del Corriere della Sera, i tumulti in Siria sarebbe iniziati a causa di alcune scritte sui muri di un gruppo di ragazzini. Sembrerà strano che un regime possa essere minato dalla fondamenta da una scritta, per giunta di un sparuto numero di bambini. Le rivoluzioni, però, si sa vengono dal basso.

E vengono scaturite da una piccola scintilla che porta con sé una forza dirompente che getta luce sulle vessazioni di un governo nei confronti del popolo.

Caso Ruby: la lettera di Berlusconi ai giudici del Tribunale di Milano

Foto: AP/LaPresse

Berlusconi ha indirizzato una lettera ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano per spiegare la sua assenza di oggi in aula in merito al “caso Ruby”. In allegato un certificato firmato dal segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Manlio Strano, il quale scrive che oggi il premier “dovrà presiedere a palazzo Chigi il comitato denominato crisi Libia”.

Ecco il testo della missiva del leader del Pdl:

Il sottoscritto Silvio Berlusconi, in relazione all’udienza fissata per il giorno 6 aprile 2011 avanti codesto tribunale in composizione collegiale espone quanto segue.

Fermo restando che è mia intenzione partecipare alle udienze, consento espressamente, nel caso di specie, trattandosi di prima udienza di smistamento, che si proceda in mia assenza, ancorché impedito, come da certificazione allegata, essendo impegnato per ragioni istituzionali che non mi consentono in alcun modo di essere presente”.