1000 giorni di Italia e di Renzi

di Alba D'Alberto Commenta

Il premier ha cambiato ancora, adesso dai famosi 100 giorni di berlusconiana memoria si è passati a scadenze più larghe e umanamente fattibili: 1000 giorni. Sono quelli che Matteo Renzi chiede agli italiani prima di dare un giudizio sul suo operato.

Il premier Renzi ha un brutto vizio, quello di annunciare in continuazione cosa farà ma senza poi dare la possibilità di conoscere i risvolti reali di una faccenda. Con le leggi delega, per esempio sulla giustizia, ha liquidato anche questioni importanti. Sulla scuola ha parlato di partecipazione da parte dei cittadini ma poi in conferenza stampa ha rimandato ad un documento già disponibile, da consultare e poi da attuare.

Insomma, il premier ci sta mettendo la faccia ma in alcuni casi farebbe bene a temporeggiare. Purtroppo nell’epoca di Twitter, riflettere sembra impossibile e la parola d’ordine è “creare un hashtag che contenga tutto il senso della riforma”. Renzi lo sa bene e per dimostrare a tutti, grillini compresi, che i social sa usarli anche lui e non solo il popolo pentastellato, ha farcito il web tricolore di temi che lo riguardano, di hashtag che sono diventati anche trend importanti in alcuni casi.

Si pensi ha #80euro, al #100giorni e all’attuale #1000giorni. Stavolta, però, si potrà seguire da vicino l’operato del governo consultando il sito Passo dopo passo che è un sottodominio del sito Italia.it. Su Passo dopo passo che anche nel titolo ricalca un po’ il nuovo stile renziano, si potrà prendere visione dei progressi dell’Esecutivo su ogni fronte.

Lo stile di presentazione è quello smart, non solo slide e comunicazioni essenziali e stringate ma anche infografiche. Peccato che oltre l’email fornita ai cittadini per interagire con il sito e quindi, si spera, con il Governo, non sono garantite altre forme d’interazione. Non si può nemmeno commentare. Renzi ha rinviato tutti alla fine di maggio 2017 ma ci si chiede adesso se il suo governo durerà così a lungo.