Spagna, protestano i giovani “indignados”

 
Luca Fiorucci
21 maggio 2011
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Foto: AP/LaPresse

Continua in Spagna la protesta  dei giovani “Indignados“, accampati principalmente vicino Puerta del Sol a Madrid, ma anche in altre piazze di altre città spagnole, per chiedere una società migliore e una politica meno corrotta, alla vigilia delle elezioni amministrative e regionali di domenica. E la Giunta elettorale, con un solo voto di maggioranza, ha deciso di far valere anche per questa protesta il divieto di manifestazioni ed atti di propaganda previsto per la vigilia del voto, divieto che scatterebbe quindi a mezzanotte.
Il ministro degli Interni, il socialista Alfredo Perez Rubalcaba, sembra voler adottare, per ora, una linea meno intransigente, e ha affermato, in conferenza stampa, che “la polizia deve essere impiegata per risolvere problemi e non per crearne di nuovi“, lasciando intendere che, per il momento, si eviterà di sgomberare con la forza i ragazzi, accampati in piazza ormai da quattro giorni.
Il premier Josè Luis Zapatero, il cui partito, secondo i sondaggi, potrebbe andare incontro ad una pesante sconfitta elettorale domenica, ha da parte sua assicurato che “si darà prova di comprensione e di sensibilità” verso i giovani che manifestano, e che il governo agirà “correttamente e in maniera intelligente“, trattandosi di una protesta pacifica. Il Psoe di Zapatero, visti i sondaggi che evidenziano un malcontento del suo elettorato più a sinistra, non trarrebbe, in effetti, alcun vantaggio da un intervento severo contro gli”Indignados”.

Una portavoce dei movimenti ha voluto precisare: “La Giunta elettorale sbaglia: noi non facciamo alcuna propaganda elettorale“. I manifestanti -studenti, precari, disoccupati, ai quali si sarebbero aggiunti immigrati, lavoratori di ogni età e persino pensionati- si sono divisi in commissioni e hanno cominciato a discutere, seduti in circolo, allo scopo di elaborare un “manifesto minimo” con le questioni principali e le proposte per affrontarle.
Tra le richieste fatte, l’abolizione delle leggi ritenute ingiuste, come quella elettorale, l’abolizione della monarchia, una riforma fiscale in favore dei redditi più bassi, una “Tobin tax” sulle speculazioni finanziare, più trasporti pubblici e piste ciclabili. Quindi, iniziative per il miglioramento della classe politica, come liste elettorali aperte, azioni contro la corruzione e il divieto di ricandidarsi agli indagati. Viene chiesta anche una completa separazione fra Stato e Chiesa, e che la Chiesa non abbia finanziamenti statali.
La protesta del “Movimento 15-M” si è intanto diffusa a macchia d’olio da Madrid in tutti i principali centri della Spagna, raccogliendo anche molti sostenitori e adesioni sul web, e anche in Italia gruppi diIndignados” si sarebbero dati appuntamento in diverse città.

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