Robin Hood e le cooperative



Robin Hood ce l’ha con le imprese – più o meno, o comunque questo è quel che si fa passare. Altrimenti non l’avrebbero chiamata Robin Hood Tax, no? Si siceve e si pubblica un comunicato stampa odierno dell’Ufficio Stampa di GDL-Popolo della Libertà Presidente Fabio Filippi. Il titolo, come stile ufficio stampa vuole: FILIPPI (PDL): ROBIN HOOD TOGLIE ALLE GRANDI COOPERATIVE PER DARE AI MENO ABBIENTI.

Ecco il testo:

Con la Robin Hood tax stretta sulle grandi cooperative

“La Robin Hood tax non si limita a colpire banche, compagnie petrolifere e assicurazioni ma anche le cooperative di consumo. Le misure del governo prevedono infatti la tassazione degli utili delle coop e il rialzo dell’aliquota sul cosiddetto prestito sociale, dal 12.50 al 20%. Inoltre il 5% dei profitti finirà nel fondo degli indigenti per finanziare parte della social card.” – a darne notizia è il Presidente del gruppo regionale de il Popolo della Libertà-GDL Fabio Filippi.
“Finalmente – aggiunge Filippi – un governo che comprende il potere economico della grande cooperazione rossa: vere e proprie multinazionali, colossi commerciali avvantaggiati da una legislazione iniqua e superata. Oggi finalmente le coop rosse vengono inserite tra i colossi dell’alta finanza e della grande distribuzione, i privilegi decadono, vengono considerate al pari di banche, assicurazioni e compagnie petrolifere. Delle vere e proprie macchine per far soldi, mentre le cooperative sociali non verranno toccate.
D’altronde è stata la stessa Commissione Europea a chiederci di cancellare questa anomalia tutta italiana e parificare il mondo cooperativo a quello dell’impresa privata.
Con le nuove modifiche del governo Berlusconi le grandi cooperative dovranno rivedere la loro politica (sopratutto qui in Emilia): i dirigenti dovranno essere selezionati come nelle altre aziende, non sarà più possibile pescarli tra i politici trombati. D’ora in poi le cooperative dovranno confrontarsi, come tutti, con le regole della concorrenza e del libero mercato.
Gli stipendi d’oro dei dirigenti dovranno inevitabilmente essere tagliati. A rimetterci non saranno i cooperanti, che comunque alle cooperative hanno dato molto senza ottenere in cambio un granché. Anzi, da oggi, i meno abbienti potranno usufruire realmente di vantaggi diretti, la nuova social card, riservata a fasce deboli e svantaggiate, pensionati a redditi bassi, interesserà 1,2 milioni d’italiani e avrà un valore di 400 euro l’anno. Servirà per l’acquisto di prodotti alimentari e garantirà sconti sulla bolletta della luce. Queste è una vera politica sociale non quella delle tasche gonfie dei dirigenti delle grandi coop rosse, che fingono di fare opere di beneficenza.
Di questa scelta attuata dal governo Berlusconi i primi a gioire dovrebbero essere proprio coloro che credono nei valori fondanti della cooperazione.
Robin Hood ha colpito ancora, giustizia è fatta!”


Giustizia fatta, ma affatto passata sui media nazionali. A voi.


1 commento su “Robin Hood e le cooperative”

Lascia un commento