Intercettazioni, Berlusconi e la D’Addario su l’Espresso

di Redazione 7

Tutto inventato. Tutto registrato, ma tutto inventato. Come le due caratteristiche si sposino, è oscuro ai più, ma chiarissimo a Silvio Berlusconi e ai suoi.

Materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile, e frutto di invenzione

Taglia corto l’avvocato di Silvio Berlusconi, e deputato Pdl, Niccolò Ghedini. Questo il suo commento alle registrazioni dell’Espresso degli incontri fra il Premier e la escort Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli.

Chieste le dovute verifiche alla magistratura, naturalmente vengono preannunciate le azioni legali del caso nei confronti del Gruppo editoriale. Oggi, l’Espresso pubblica quattro nuovi audio.

Foto|l’espresso

Commenti (7)

  1. Provate a immaginare cosa succederebbe se uno entrasse nella stanza da letto di un qualsiasi cittadino, gli carpisse una conversazione privata e poi la pubblicasse integralmente su Internet? Come strillerebbero i garanti delle varie privacy? Come inorridirebbero le vestali della moderna civiltà?
    E perché invece contro Berlusconi tutto è lecito? Perché ciò che è scandaloso fare nei confronti di un normale cittadino diventa possibile contro di lui?
    Altro che norme ad personam: ormai Berlusconi è al di sopra della legge nel senso opposto a quello che normalmente si crede.

  2. I casi sono due o le registrazioni sono frutto di manipolazione, e allora siamo in presenza di una ignobile macchinazione politica, ed economica, i cui autori dovranno rispondere davanti al Paese: basta vedere quali sono i giornali che le pubblicano, e di chi e’ la proprieta’. Ovvero le registrazioni sono autentiche, ed allora si configura il reato di ’interferenza illecita nella vita privata’, previsto dall’articolo 615 bis del codice penale, secondo cui e’ punito con la reclusione sino a quattro anni chi, nell’altrui domicilio, mediante ripresa sonora, si procura indebitamente notizie attinenti alla vita privata, e chi queste notizie diffonde.
    Si parla tanto di legalita’ ma poi sta diventando normale che si commettano reati, senza che nessuno intervenga per prevenirli o per reprimerli.

  3. L’on Di Pietro si scaglia contro il lodo Alfano, ma intanto ricorre egli stesso all’immunità parlamentare che si è fatto concedere dal Parlamento Europeo per non essere processato per diffamazione.

  4. Spiacente per i giornalisti, ma a me(come a moltitudini di italiani) che il Presidente del Consiglio faccia sesso o meno non me ne può importare di meno.Il problema maggiore sono coloro che insistendo su questa faccenda sono diventati solamenti dei patetici segaioli che spiano dal buco della serratura e pensano che gli italiani siano uguali. Il lavoro che stanno facendo per cercare di tirar fuori dal pozzo quella parte politica d’opposizione che sostengono e che può solo sbavare d’invidia per un Governo che sta funzionando e contro il quale è impotente, è stomachevole.Quanto alla “Signora” D’Addario, si sta rivelando per ciò che evidentemente è:una squallida zecca, un parassita opportunista!

  5. ULTIME SU DI PIETRO

    Sanzione contro Di Pietro per un incredibile comportamento professionale da avvocato
    Scritto da Carlo Panella
    mercoledì 22 luglio 2009

    …Il moralista Di Pietro è stato sospeso per sei mesi dall’ordine degli avvocati dalla attività forense -che esercita da anni- a causa di una sua palese e incredibile violazione degli obblighi deontologici, riscontrata dall’Ordine degli avocati di Bergamo, così sintetizzata da un’agenzia di stampa: ” All’ex pm di ‘Mani pulite’ – che dopo l’uscita dalla magistratura non ha rinunciato a indossare la toga entrando nell’avvocatura – e’ stata contestata la violazione dell’articolo 51 del codice deontologico che vieta ”l’assunzione di incarico nei confronti di ex clienti”. Il riferimento e’ al processo, svoltosi innanzi alla Corte d’Assise di Campobasso, nel quale Di Pietro era il legale di parte civile per l’omicidio – avvenuto nel 2002 – di Giuliana D’Ascenzo, una sua amica e compaesana di Montenero di Bisaccia. Sul banco degli imputati, il marito della vittima, Pasqualino Cianci, che lo stesso Di Pietro aveva in precedenza difeso. Fu Cianci a denunciare all’Ordine degli avvocati di Bergamo la violazione commessa dall’ex pm.”
    E questo è l’unico alleato che il pd ha voluto portare in Parlamento….

  6. Ecco qui un articolo che prende le difese di Berlusconi e paragona la situazione attuale, fatta di intercettazioni ed indagini nella vita privata del premier, a quella che si viveva in Germania dell’est con la Stasi. Poco plausibile a mio avviso, ma vanno ascoltate tutte le campane per aver un quadro completo della situazione e vi posto l’articolo.

    http://www.loccidentale.it/articolo/repubblica%2C+berlusconi+e+%22la+vita+degli+altri%22.0075631

  7. Tra sesso e nastri crolla l’altarino democratico di Repubblica-L’Espresso Italia
    Il blog del direttore (L’Occidentale)

    Con la pubblicazione (in audio e in trascrizione) di quello che l’Espresso chiama il “terzo blocco” delle registrazioni di Patrizia D’Addario va in frantumi la disgustosa pantomima che il gruppo De Benedetti ha inscenato in questi ultimi mesi. Crolla sotto il peso di una privatissima conversazione tra un uomo e una donna tutta la puzzolente retorica sulla libera stampa, sul diritto di cronaca, sulla “valenza pubblica dei comportamenti privati dei politici”, sul “dovere di rispondere”, su “gli italiani hanno il diritto di sapere”. Erano tutte cazzate. Dopo la pubblicazione degli ultimi nastri si capisce che si trattava solo di una sporca operazione politico-editoriale tesa all’assassinio dell’immagine del Premier (character assassination) e alla sua possibile eliminazione politica.

    Nell’ultima puntata delle registrazioni realizzate una privata ricattatrice mentre incastra la sua incauta vittima (e pubblicate in assoluto e patente disprezzo del segreto istruttorio), non c’ è alcunché di rilevante, neppure per le tesi sostenute da l’Espresso-Repubblica. Non c’è alcun nuovo elemento rispetto a possibili compensi in denaro o favori futuri; non c’è niente che possa far trasparire la consapevolezza di Berlusconi (sempre che si tratti davvero di lui) di avere a che fare con una escort; non c’è niente che attenga alla verità o alla menzogna, alla colpa o all’innocenza: niente che dimostri niente. Se non la perfida e ormai un po’ folle frenesia di trascinare il presidente del Consiglio nel gorgo dello scandalo e l’Italia in uno stagno di veleni.

    Il sito web dell’Espresso oggi ha il coraggio di presentare così la nuova dose registrazioni che sta accuratamente centellinando: “Ecco il terzo blocco delle registrazioni realizzate da Patrizia D’Addario. E la ricostruzione di tutte le menzogne raccontate dal premier. Un castello Patrizia e Silvio: che sta crollando sotto il peso di questi nastri”.

    Ed eccolo il “terzo blocco”, pari pari come lo pubblica l’Espresso:

    “consigli” di Silvio

    PD: Un giovane sarebbe già arrivato in un secondo. Sai, cioè, sarebbe arrivato…I giovani hanno un sacco di pressioni…
    SB: Però se posso permettermi (…) il guaio secondo me è di famiglia
    PD: Quale?
    SB: Avere l’orgasmo
    PD: Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte? Da molti mesi, da quando ho lasciato il mio uomo…E’ normale?
    SB: Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola…Devi toccarti con una certa frequenza

    Questo è quanto (tra l’altro, vi sembra possibile un dialogo del genere tra un cliente e una prostituta?) C’è esercizio del diritto di cronaca nel pubblicare questa trascrizione? C’è un servizio di verità reso ai cittadini nel disvelare questo colloquio del Premier? C’è una rilevanza pubblica in quelle parole tale da rendere legittima la violazione di numerosi articoli di legge e di regole della decenza per pubblicarle? Che cosa crolla sotto il peso di questi nastri, se non la base per la convivenza civile, la praticabilità di ogni spazio di dialogo e di fiducia nell’agire politico e la reputazione dell’Espresso e del suo editore (di cui ci importa molto meno) ?

    Chi conosce un po’ l’Occidentale e questo blog sa che non siamo inclini alla drammatizzazione, alle parole grosse, che non di piace il tono roboante dell’invettiva ma quello leggero dell’ironia. Oggi però ci pare di poter dire che chiunque – amico o nemico di Berlusconi, alleato o avversario, odiatore o fan sfegatato – dovrebbe riconoscere nelle pagine dell’Espresso-Repubblica i germi della barbarie. Belrusconi, come tutti, passerà. Il veleno immesso nell’organismo del paese resta.

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