Fini querela Feltri

di Angela Gennaro 1

Lotta, parte seconda. Dopo il caso Boffo, scoppiato e già chiuso, almeno per i più, ecco che Gianfranco Fini querela Vittorio Feltri. Giulia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia della Camera e avvocato del presidente della Camera, lo conferma. Il tutto nasce dall’editoriale di ieri: Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento. Ultima chiamata per Fini: O Cambia rotta o lascia il Pdl.

In particolare, a far scattare il caso Fini/Feltri sono i riferimenti al dossier a luci rosse del 2000 che, secondo il direttore del Giornale, riguarderebbe uomini di An.

Fini ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme

Sssshh.

Anche perché, alla notizia, il buon Vittorio Feltri ricorda:

Sono tutti bravi a far querele, poi bisogna vincerle. E comunque non si può parlare di un avvertimento mafioso, trattandosi di fatti noti

Vale sia per il centrodestra che per il centro sinistra, in teoria. Vale per tutti i querelanti, sempre in teoria. Feltri, giacché, aggiunge che la vicenda è nota, e che si può parlare di Patrizia D’Addario, sipuò altresì ricordare il suddetto dossier. Nella tempesta politica – tempesta che, siamo certi, lascerà negli italiani le stesse emozioni pari a zero della 70esima edizione di Miss Italia testè conclusasi (siamo assuefatti: questa la sensazione…) – arriva anche la lettera a Silvio Berlusconi, annunciata dal vice capogruppo vicario del gruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, da parte degli ex An.

L’Ansa anticipa il contenuto della stessa. Firmata da almeno una cinquantina di deputati, la comunicazione chiede un “patto di consultazione permanente” tra i “cofondatori” del Pdl Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, unito un giudizio severo (“vicenda pericolosa e incomprensibile”) sugli attacchi del Giornale di Vittorio Feltri al presidente della Camera.

Ferma restando la nostra convinzione sull’irreversibilità del bipolarismo e sull’impossibilità per chi come noi viene da An di prefigurare scenari di tipo diversi slegati dal Pdl e dalla Tua leadership, Ti preghiamo di intervenire quanto prima per evitare che tali problematiche possano causare un corto circuito interno al nuovo partito

Per Farefuturo, la fondazione vicina a Fini, il direttore Alessandro Campi scrive poi (riferendosi all’opportunità, più o meno dibattuta, di elezioni anticipate):

Credo che ci abbiano pensato e che ci stiano pensando seriamente. Secondo me è un’ipotesi politicamente folle, significherebbe l’estrema deriva bonapartista del berlusconismo. Questa è un’idea per arrivare ad un ultimo ed estremo referendum sulla propria persona per eliminare ogni possibile concorrenza esterna e interna, ma è chiaro che la partita è molto interna: neutralizzare Fini e lasciare Casini al suo 5-6%. Tecnicamente è la soluzione di Napoleone III, il plebiscito bonapartista che rischia di aprire la strada ad una forma di autoritarismo soft

Attendiamo (con assuefazione) sviluppi.

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