La Camera respinge l’arresto di Milanese. Polemica per l’assenza di Tremonti

di Luca Fiorucci Commenta

 La Camera, con 312 voti contrari e 306 favorevoli, ha respinto la richiesta d’arresto per il deputato Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti, accusato di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta P4. Sarebbero stati dunque sette i deputati della maggioranza che, con il voto segreto, si sarebbero espressi in maniera difforme dal loro partito. Dai banchi della maggioranza mancavano inoltre otto deputati, dei quali sei del Pdl, uno della Lega e uno di Noi Sud.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presente in aula, sarebbe stato ripreso, al termine dello scrutinio, mentre chiedeva al ministro La Russa, seduto al suo fianco: “Per soli 7 voti?” . Quando La Russa gli ha fatto cenno di si, il premier sarebbe diventato scuro in volto. In seguito, però, ha ostentato soddisfazione per l’esito del voto, e ha commentato: “Andiamo avanti, la maggioranza tiene”.
Il leader leghista Bossi ha invece commentato: “Lo avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Abbiamo dimostrato di essere alleati leali“, ed ha precisato che i franchi tiratori non erano del suo partito. Quanto alla tenuta della maggioranza, Bossi ha detto invece: “Vedremo giorno per giorno“, e ha smentito le indiscrezioni riportate da alcuni giornali di un accordo con Berlusconi per arrivare a gennaio 2012.

Milanese, subito dopo l’esito del voto, avrebbe detto: “Ce l’ho fatta per poco”. Il deputato sarebbe inoltre rimasto molto deluso per l’assenza a Montecitorio di Tremonti, come avrebbe detto ad alcuni suoi colleghi e allo stesso premier Berlusconi, che lo ha ricevuto subito dopo il voto. Nell’intervista poi rilasciata alla trasmissione “Porta a Porta”, però, il deputato è sembrato aver cambiato idea in merito, e ha detto: “Non ho alcuna critica da muovere a Tremonti. Era all’estero, come Frattini, per rappresentare l’Italia”.
L’assenza del ministro dell’Economia, in viaggio per Washington per una riunione del Fondo Monetario Internazionale, non è comunque passata inosservata all’interno della maggioranza. Il capogruppo leghista Reguzzoni ha commentato: “La Lega ci ha messo la faccia e lui dov’è?”. Pesanti critiche sono arrivate anche dal sottosegretario Daniela Santanchè, che ha affermato: “E’ umanamente vergognosa la sua assenza in aula”. Il premier Berlusconi, invece, non si è voluto pronunciare in merito, e, ai giornalisti che gli chiedevano dell’assenza del ministro, ha risposto: “C’è un’altra domanda?”
Le critiche dell’opposizione sono state stavolta indirizzate in modo particolare al Carroccio. Pungente il commento di Dario Franceschini, del Pd, che ha affermato: “Il padrone fischia e i leghisti scodinzolano…” Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro fa un paragone con il periodo di Tangentopoli, e dice: “E’ come quando si votò per l’impunità di Craxi…”, nel senso che anche questa volta l’impunità potrebbe non durare a lungo. Per Fabio Granata, di Fli, la Lega “non può più parlare di legalità“, mentre per il leader di Sel Nichi Vendola quella di oggi è stata “una brutta pagina”.

 

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