Di Pasqua, di acqua, di democrazia e di carceri

Se questo è un Paese. Il livello di esasperazione ha superato ogni limite, mentre il livello di democrazia e tenuta delle istituzioni italiane si schianta: prova ne sia, e drammatica anche, la reazione della maggioranza di governo alle consultazioni referendarie ormai troppo vicine e troppo concrete. Sul nucleare (arrendersi a Fukushima è stato il minimo. Come minima la convinzione sulla battaglia concettuale e massima la concentrazione sulla battaglia strumentale del quorum) ma anche sull’acqua. Per l’oro blu, perché resti pubblico, sono state raccolte un milione e quattrocentomila firme che ora vorrebbero essere allontanate con un colpo di spugna. Non una questione di merito: ognuno avrà la sua opinione, sulla gestione del servizio idrico più o meno consapevole e più o meno pro-pubblico o pro-privato. No, qui è il trattamento riservato al concetto di manifestazione popolare. Di volontà della gente. Di grado di civiltà di un Paese, a dirla tutta.

Mentre è Pasqua, mentre tutto questo va a rotoli, leggere che domani, domenica 24 aprile dalle 9 del mattino, una delegazione Radicale composta da Marco Pannella, Rita Bernardini, Matteo Angioli e Enrico Salvatori visita il carcere di Regina Coeli a Roma sembra una notizia proveniente da galassie parallele.

Detenute madri. E in carcere aumenteranno i bambini

Famiglie dentro. Garantismo a targhe alterne.
Detenute madri. E in carcere aumenteranno i bambini
Da Il Riformista dell’11 marzo 2011, pagine 2-3

di Angela Gennaro

“Non ci saranno più bambini in carcere”, aveva promesso Alfano. “Così deve essere”, gli fa eco Maria Alessandra Gallone, relatrice del disegno di legge sulle detenute-madri al Senato. Ma l’impostazione garantista della maggioranza viene smentita dalle associazioni che si occupano di madri, carceri e bambini, per le quali il testo è un “contenitore vuoto”, le cui “poche novità” costituirebbero invece un vero “giro di vite”. L’innalzamento dell’età dei figli che possono stare con le detenute (da tre a sei anni), porterà, infatti, ad un aumento del numero dei bambini negli istituti penitenziari. Lo conferma la stessa senatrice Pdl: “Strappare un figlio di tre anni a una madre è atroce, sia per la donna che per il bambino”.

Candidati alle regionali: Vittorio Agnoletto – Gallery

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Vittorio Agnoletto è candidato alla presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra. Torna sulle scene: è stato europarlamentare, ma soprattutto – lo ricorderete – nel gennaio del 2001 è stato nominato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e nel luglio dello stesso anno portavoce del Genoa Social Forum (GSF). Erano i tempi, drammatici per la storia d’Italia, del G8 di Genova.

Figura ricca di contrasti. Proviene dall’associazionismo cattolico e dall’Agesci, per poi passare dai movimenti studenteschi della Nuova Sinistra. Correrà per la presidenza della Regiona Lombardia, già data per assegnata a Formigoni. Regione che presenta una frammentazione estrema delle candidature. Un ritorno al proporzionale nelle candidature per il governo di una regione cruciale come quella lombarda.

Candidati alle regionali: Filippo Penati – Gallery

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La corsa alle Regionali in Lombardia è particolarmente affollata. Insieme a Roberto Formigoni per il centrodestra senza più forse, attuale governatore e per il quale sembra già certa la riconferma, alle elezioni regionali Lombardia 2010 sono candidati Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano per il centrosinistra.

Ma anche Marco Cappato per la lista Pannella-Bonino, non alleata con il centrosinistra, l’ex segretario Cisl Savino Pezzotta per l’Udc, che corre da sola, l’ex europarlamentare Vittorio Agnoletto per Rifondazione e Comunisti italiani, il Presidente del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo, Vito Claudio Crimi, e Gian Marco Invernizzi per Forza Nuova.

Dopo il salto, una gallery del candidato del centrosinistra.

Porta a Porta, analisi del voto

porta-a-porta

Anna Finocchiaro, Roberto Castelli, Pier Ferdinando Casini, ma anche il ministro Bondi e l’Italia dei Valori in studio. Si analizza – e si litiga fin da principio – il voto. L’onorevole Casini ha preso un punto in più rispetto alle politiche del 2008, ed è andato meglio anche rispetto alle ultime europee.

La lista Bonino è andata meglio alle europee del 2004, mentre alle precedenti politiche era con il Partito Democratico. Per Castelli i risultati sono di tale evidenza che non c’è bisogno di commentarli

Eluana, Sacconi va avanti per la sua strada

Per lui è un atto dovuto, e lo rifarebbe. Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare, a dicembre scorso, attraverso un atto di indirizzo, ha, di fatto, bloccato il ricovero di Eluana Englaro nella clinica Città di Udine. Naturalmente, dal suo punto di vista, è l’inchiesta su di lui a costituire una vera e propria intimidazione – come se indagare su qualcuno dovesse necessariamente assumere questa connotazione, soprattutto se trattasi di Ministro.

Il ministro ha emanato un provvedimento che impedisce di sospendere ai disabili alimentazione e idratazione artificiali. In seguito alla denuncia correlata presentata dai Radicali, il Ministro è indagato per violenza privata nei confronti della clinica che era in procinto di accogliere Eluana.

Lui si difende così:

È stato un atto doveroso, di indirizzo al servizio sanitario nazionale affinché avesse comportamenti omogenei sul dovere di alimentazione e idratazione delle persone disabili, in ossequio alla legislazione italiana e alle carte Onu

Ma non è tutto così lineare.

Legge 40 del 19 febbraio 2004, ovvero la legge sulla procreazione assistita

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Da alcuni giorni sono scoppiate feroci polemiche per quello che da più parti è stato considerato un colpo di mano a “camere sciolte” da parte del ministro della salute uscente, Livia Turco. Pietra dello scandalo è ancora una volta la famigerata legge 40 del 19 febbraio 2004, in materia di procreazione medicalmente assistita. La legge, approvata durante il precedente governo Berlusconi ha fissato in modo più restrittivo che in altri paesi europei i termini per potere accedere al protocollo pubblico per la fecondazione assistita, vietando espressamente quella cosiddetta eterologa. Sul punto chiarirò più avanti; al momento limitiamoci ai fatti recenti.
La fredda cronaca di quanto consumatosi nei giorni scorsi è riassumibile in poche righe: la ministra Turco, chiamata a rinnovare le linee guida per l’applicazione della legge – la “verifica” triennale è resa necessaria dalla continua evoluzione della ricerca scientifica in materia – ha emanato le nuove direttive, pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Le innovazioni inserite nel testo recepiscono due sentenze del Consiglio Superiore di Sanità, organo consultivo del Ministero della Salute, che avevano “bocciato” le direttive inizialmente previste dalla legge, così come lo stesso risultato la legge aveva raccolto presso i tre tribunali amministrativi chiamati a pronunciarsi sulla legittimità di tali indicazioni iniziali.
Il menzionato colpo di mano della ministra – a detta dei suoi contraddittori – starebbe nell’aver forzato eccessivamente nell’interpretazione della legge, mutandone “profondamente il significato”. Stando a quanto si è capito – a proposito di interpretazioni – le nuove direttive aprirebbero alle possibilità di effettuare la diagnosi preimpianto, altro nodo politico della questione, ed anche di questo parleremo più avanti.
Dunque, cosa è la legge 40? E cosa prevede?

C’era una volta Francesco Rutelli

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ANSA – Roma, 29 ago 1981 – Manifestazione antimilitarista: arrestato Rutelli – Il segretario del partito radicale Francesco Rutelli è stato arrestato e accusato di violazione dell’ art. 266 del codice penale: ”istigazione dei militari alla disubbidienza e alla diserzione” con l’ aggravante che il fatto è stato commesso pubblicamente ed a mezzo stampa. L’ ordine di cattura contro di lui è stato firmato dal sostituto Procuratore della Repubblica dott. Alfonso De Paolis. Rutelli è stato condotto ammanettato al carcere di Latina. Il manifesto consegnato ai militari (scritto su carta intestata del partito radicale e firmato dal segretario nazionale), è stato sequestrato. Quando si è autoconsegnato al funzionario di polizia, Rutelli era accompagnato dall’ avv. Giandomenico. La sua permanenza in questura è durata due ore. Il dott. De Paolis ha rinviato l’ interrogatorio di Rutelli a lunedì, in quanto il segretario del pr ha nominato suo difensore l’ avv. De Cataldo.