Fini: “In Italia la corruzione continua”

Gianfranco FiniChi pensava che Tangentopoli si fosse conclusa con la caduta della Prima Repubblica, dovrà ricredersi, almeno a sentire le parole di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, ieri agli studenti dell’Università “Luiss” di Roma e stamattina in un’intervista a “Il Riformista” ha ribadito che la corruzione corrode ancora l’Italia, ma con scopi diversi rispetto al passato:

Forse la corruzione non è mai scomparsa. La differenza è che all’epoca di Tangentopoli era una corruzione finalizzata perlopiù al mantenimento del vorace sistema dei partiti. Oggi non mi sembra che i partiti siano voraci come un tempo.

Il che non vuol dire  che la corruzione sia meno diffusa, solo che è diventata individuale e non di sistema. Non è una consolazione, anzi è un’aggravante. Il problema di oggi è che la politica è vista più come una professione che non come una missione.

E c’è un problema serio di selezione della classe dirigente. Ci siamo ridotti a una visione dell’impegno politico come gestione del quotidiano. Facciamo politica o con lo specchietto retrovisore o incatenati alla contingenza quotidiana. Manca  una visione strategica del futuro.

Annozero, Santoro scrive a Masi

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Annozero scrive oggi ai suoi e commenta quanto “esploso” il 9 febbraio scorso, quando la Commissione parlamentare di Vigilanza RAI ha approvato un regolamento che, nell’ultimo mese di campagna elettorale, di fatto impedisce alla nostra trasmissione di andare nella sua forma consueta.

Spiegano: Nei 30 giorni prima del voto infatti potranno andare in onda solo le tribune regolamentate dalle norme della comunicazione politica, se Annozero vorrà continuare la sua programmazione, dovrà sottostare alle direttive che regolamentano questo tipo di trasmissioni.

Per capire la posizione di Michele Santoro, dopo il salto il testo della lettera che il conduttore ha mandato al Direttore generale della Rai Mauro Masi, chiedendo di andare in onda senza politici. Qui invece potete trovare la nota dell’avvocato Paola Rizzo scritta per Annozero sul Regolamento della Commissione.

Lettera al Premier, da parte delle belle ragazze albanesi

Berlusconi

Elvira Dones è una scrittrice e una giornalista albanese. Classe 1960, ha visto la luce in quel di Durazzo. Laurea in Lettere albanesi e inglesi a Tirana. E una migrante, come tanti: ha lasciato l’Albania e dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Ora si trova negli Usa. E oggi scrive una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, via Repubblica, in merito alle affermazioni del premier durante il suo incontro con Sali Berisha.

Ecco il testo della missiva, dopo il salto in versione integrale. Sta già facendo il giro della Rete, indignare ancora di più alcuni, bypassare altri.

Pedofilia, papa Benedetto XVI incontra vescovi Irlanda

benedetto_xviPedofilia nella Chiesa cattolica. Sono iniziati questa mattina, a porte chiuse, i colloqui fra papa Benedetto XVI e i vescovi della Conferenza episcopale d’Irlanda. E’ stato proprio il papa a volere questo incontro, in seguito ai ripetuti abusi su minori commessi da esponenti della Chiesa irlandese nell’arco degli ultimi trent’anni. I casi denunciati sono oltre 300 e sono emersi in due distinti rapporti giudiziari, che hanno spinto papa Ratzinger a convocare in diverse circostanze i presuli irlandesi per gettare luce sulla vicenda.

Ai colloqui, che sono cominciati alle 9:30 e finiranno con molta probabilità domani alle 13, partecipano, oltre ai vescovi irlandesi, i massimi vertici della segreteria di Stato vaticana e numerosi esponenti dei dicasteri competenti della Curia romana. Tra questi, il prefetto della Congregazione dei vescovi, card. Giovanni Battista Re, il prefetto per la Dottrina della Fede, card.William Joseph Levada e mons. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi. Solo domani è previsto un comunicato ufficiale sull’incontro fra il Santo padre e gli esponenti della Chiesa irlandese.

10 domande sì, ma all’opposizione

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Ricordate le celeberrime 10 domande a Silvio Berlusconi? Quelle su cui i era incaponita a Repubblica, sì. Lanciato il trend, la cronaca si popola di altre dieci domande, poste (qualcuno dirà “finalmente”) all’opposizione. Domande che incarnano una questione di identità, nè più e nè meno.

L’idea viene in un convegno di italianisti, accademici e giornalisti britannici dal titolo “Berlusconi and beyond: prospects for Italy” (Berlusconi e oltre: prospettive per l’Italia). Magari un altro titolo avrebbe fatto ben sperare qualcuno, ma tant’è. La conferenza è stata organizzata da Geoff Andrews, italianista della Open University, con il patrocinio della Birmingham University. Dopo il salto, le dieci domande. Cui non vediamo l’ora giunga risposta da parte dei destinatari. Particolarmente interessanti, tra le altre, la 1, la 2, la 5. Ma insomma. Una risposta ad ognuno di questi quesiti forse (FORSE) darebbe un senso. Restiamo in attesa, naturalmente fiduciosa.

Terremoto l’Aquila, grido di disgusto

terremoto l'aquila

Terremoto L’Aquila. Il grido di rabbia, di disgusto, di sconcerto è ben sintetizzato nelle parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro. Un post dal titolo: Fate schifo. Lo avete letto: la notte del 6 aprile gli imprenditori ridono pensando ai soldi che entreranno nelle loro casse grazie agli appalti. Non è che c’è un terremoto al giorno.

Fate schifo, scrive Padellaro.

Quei due rappresentano lo spirito di un tempo triste dove, per dirla con un altro “imprenditore” a fauci spalancate: “Possiamo pigliare tutto quello che ci pare”. Purtroppo è così: tutto è permesso alla “cricca dei banditi e degli appalti”, altra autodefinizione ribalda di chi, vivendo nel paese delle immunità e delle impunità, si sente giustamente al sicuro: e a noi che ci tocca, e a noi chi ci tocca?

E alla “gelatina” si sostituisce il gelo.

Bertolaso, Berlusconi: “I pm si vergognino”

berlusconi silvioNello scandalo che l’ha travolto per il terremoto in Abruzzo, Guido Bertolaso ha un difensore d’eccezione: Silvio Berlusconi. Il premier, a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo straordinario sulla crisi economica, va in soccorso dell’ormai ex capo della Protezione civile e invita i pm a “vergognarsi” per aver “sollevato accuse di questo genere”. Il presidente del Consiglio dice che “sono accuse infondate e non vere come al solito” quelle rivolte al sottosegretario. Pronta la risposta del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani:

Credo che queste frasi di Berlusconi siano totalmente fuori luogo. Eventuali responsabilità personali saranno stabilite dalla magistratura, nessuno si mette a fare il giudice, però esiste un fatto oggettivo, una responsabilità oggettiva, qui c’è un andazzo non accettabile e bisogna tirare le somme.

Terremoto Abruzzo, risate degli imprenditori nella notte del sisma

terremotoTerremoto L’Aquila. La notte del 6 aprile gli imprenditori ridono pensando ai soldi che entreranno nelle loro casse grazie agli appalti. Il gip Rosario Lupo parla di “cricca di banditi” e della corruzione che si è impadronita della ricostruzione dell’Abruzzo. Ville, escort, assunzioni e auto di lusso alla base delle gare di appalto per riportare la normalità nella regione devastata dal terremoto. Riportiamo la conversazione della notte del 6 aprile (giorno del terremoto) tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi:

“Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

Berlusconi: “Guardo le belle donne, non sono Marrazzo”

Brenda transessuale Marrazzo 1Quando guardo le belle donne perdo il filo, non sono mica come Marrazzo…”. Silvio Berlusconi torna a parlare della vicenda dell’ex presidente della Regione Lazio. Il presidente del Consiglio, in occasione di una cena elettorale insieme alla candidata del Pdl per il Lazio, Renata Polverini, si è mostrato fiducioso per le elezioni regionali:

Io sono stato sacralizzato dall’attentato di Milano tant’è che il mio gradimento ha raggiunto il 68,3%. Un dato che mette al riparo la coalizione Pdl-Lega da qualsiasi sorpresa. Sarebbe quasi inutile fare una campagna, abbiamo già vinto.


Par Condicio Rai, è rivolta

annozero

La notizia la sapete già (dovreste essere sulla Luna per non averla sentita anche solo per sbaglio). Per inciso, è stata data ieri dalle agenzie, e Floris l’ha letta al termine di Ballarò. Concita De Gregorio era inorridita.

Insomma, fatto sta che la commissione di vigilanza della Rai, su proposta radicale, ha deciso quanto segue. Ovvero che dal 28 febbraio al 28 marzo, cioè fino alle elezioni amministrative, non potranno andare in onda le più popolari trasmissioni di approfondimento e informazione targate Mamma Rai. Quelle Mediaset sì: d’altro canto si tratta di una decisione della tv pubblica, appunto. Si usa solo il termine “sospensione”, ma non è corretto. Potranno andare in onda: non nel solito format, ma solo (se vogliono) con il format della tribuna politica. E dunque probabilmente salteranno.

G8 Maddalena, Bertolaso: “Mi dimetto da ogni incarico”

bertolasoIn seguito alle notizie sulle indagini relative agli appalti per il G8 della Maddalena, il capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso annuncia le sue dimissioni da ogni incarico:

Per non intralciare l’operato degli organi inquirenti ho immediatamente messo a disposizione del Presidente del Consiglio tutti i miei incarichi. Mi sono sempre definito un servitore dello Stato e, come sempre, rimango a disposizione del mio paese.

Chiederò al pubblico ministero che si sta occupando dell’indagine di procedere al più presto al mio interrogatorio, così da poter fornire tutte le informazioni in mio possesso. Ribadisco ancora una volta la più totale fiducia nell’operato della magistratura.

Fiat, su Facebook appelli a Fiorello

VivaFiatFiorelloCaro Fiorello la Sicilia e i siciliani ti amano per quello che sei stato, per quello che sei….ma vederti in tv a pubblicizzare la Fiat…nooo!!!! Ti chiediamo di sospendere la pubblicità (anche momentaneamente) in onore di Termini Imerese! Orgoglio siculo! Dimostraci la tua sicilianità!”. Facebook ha definitivamente travalicato lo spazio web. Dopo esser divenuto un “salotto” della politica, in cui discutere sui fatti più importanti, ora il social network diventa il modo più veloce e interattivo degli operai Fiat per comunicare i propri disagi, addirittura a Fiorello.

Dopo che l’azienda di Torino ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, operai e semplici cittadini siciliani sono ricorsi a Facebook per chiedere allo show man di interrompere gli spot per la casa automobilistica, in segno di solidarietà per i lavoratori minacciati dal licenziamento.

Sono sei i gruppi con poco più di mille iscritti, i quali sollecitano il comico con i richiami alla propria terra di appartenenza: “i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!” e “sai cosa significa licenziare quegli operai? Significa, in un territorio governato dalla mafia, mandare per strada 2200 famiglie”.

Ballarò, lavoro e giustizia on air

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Ed ecco il nostro Maurizio Crozza che apre la puntata di stasera ricordando di quando Francesco Rutelli andò a giurare da ministro in motorino. E fu il primo segretario di partito a finire in carcere. Perché protestava per il nucleare. Oggi se protesti per il nucleare, alla peggio finisci al Tg4. E a quel punto è meglio il carcere.

La puntata di stasera di Ballarò di Giovanni Floris?

Imprese che abbandonano gli stabilimenti italiani, lavoratori che perdono il posto, maggioranza e opposizione che discutono sul livello della tassazione mentre si avvicina la data delle elezioni regionali: la politica al voto e l’economia alla prova dei fatti è il tema centrale della puntata. Tra gli ospiti del settimanale condotto da Giovanni Floris il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il presidente di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, il viceministro alle infrastrutture e trasporti Roberto Castelli, la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Federica Guidi, l’economista Luigi Spaventa, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli oltre a esponenti del mondo sindacale.

In apertura, ora in corso, la copertina satirica di Maurizio Crozza, appunto. Che si direbbe in forma.