Incontro Letta – Alfano: verso la crisi di governo?

di Roberto Rossi Commenta

 Dopo più di due ore di colloquio (secondo i “bene” informati, piuttosto duro), si è concluso l’incontro tra il premier Enrico Letta e il suo vice Angelino Alfano, per alcune fasi allargato anche ai ministri Dario Franceschini e Maurizio Lupi. Un confronto sui temi più caldi del momento, che tuttavia non è stato chiarificatore nei confronti del nodo fondamentale, quello relativo al destino del leader del Pdl Silvio Berlusconi.

Stando a quanto riportavano i media che hanno seguito minuto per minuto l’evoluzione dell’incontro, l’esito del confronto sarebbe stato tutt’altro che incoraggiante per le sorti del governo guidato dal premier Enrico Letta. Ne deriva che solamente nell’ipotesi di un radicale cambio di toni e di atteggiamenti l’attuale esecutivo potrà avere vita lunga: in caso contrario, è probabile che le elezioni anticipate siano più vicine di quanto si possa immaginare (si potrebbe comunque arrivare ad approvare una nuova legge elettorale ad ottobre).

“Anche tu, Enrico, devi farti carico del problema dell’agibilità del leader del centrodestra. Per noi del Pdl è impossibile rimanere in una coalizione che fa decadere il presidente di un partito votato da milioni di elettori, un partito che del Pd è alleato e non avversario. E questo senza un approfondimento, senza tenere conto del parere di illustri giuristi che esprimono dubbi sulla retroattività della norma Severino” – avrebbe dichiarato Alfano secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, con il vice di Letta che avrebbe preannunciato l’abbandono del governo in caso di allontanamento di Berlusconi dalle aule parlamentari.

Dal canto suo, Letta sembra voler evitare di rimanere con il cerino in mano, e rimanda alla giunta il da farsi. Giunta che – precisa il premier – agirà in piena libertà, senza che il governo possa prendere posizioni a riguardo.

L’impressione è che la resa dei conti si stia avvicinando in maniera decisamente rapida, sebbene le alternative per evitare una crisi di governo non manchino di certo, e la convinzione che le parti in causa faranno di tutto per attivarne almeno una è sembrata prevalere nelle ultime ore.