Il pastore tedesco tra eutanasia, divorzio e aborto

di IsayStaff 2

Spread the love



I roghi. Se il divorzio e l’aborto restano

colpe gravi

(Ferrara ringrazia) e comunque la Chiesa (che tanto buona e lungimirante è) deve

accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna alle persone che ne portano le ferite interiori e cercano la possibilità di una ripresa

Non c’è niente di meglio di un po’ di fuoco e fiamme che purifichino. Si suggerisce, eh, per carità.


Il Papa oggi, in Vaticano, ai partecipanti al congresso L’olio sulle ferite (che nome inquietante) ha spiegato nuovamente che il divorzio (disciplinato dalla legge 1 dicembre 1970 n. 898 della Repubblica Italiana) e l’aborto (disciplinato dalla L. 22 maggio 1978, n. 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza
, sempre legge della Repubblica Italiana) sono colpe gravi. Piaghe.

Secondo Benedetto XVI aborto e divorzio che fanno?

ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale e autore della vita

Ma c’è di più: portano

tanta sofferenza nella vita delle persone, delle famiglie e della società

e, udite udite: sono circondati da

una congiura del silenzio ideologica. In un contesto culturale segnato da un crescente individualismo, dall’edonismo e da mancanza di solidarietà e di adeguato sostegno sociale, la libertà umana, di fronte alle difficoltà della vita, è portata nella sua fragilità a decisioni in contrasto con l’indissolubilità del patto coniugale o con il rispetto dovuto alla vita umana appena concepita e ancora custodita nel seno materno

Il Pastore tedesco colpisce ancora una volta. Strizzando l’occhio a questo Stato che altro non è che il suo giardino – glielo permettiamo, è naturale che lo consideri tale – e che la laicità la lascia, complice, solo sulla carta.


Ma attenzione, un’apertura. Si tratta, dice, di scelte a volte maturate in circostanze difficili e drammatiche,

che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze in chi le compie


La magnanimità. Nei confronti di chi si macchia, la Chiesa deve

accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna. Gli uomini e le donne dei nostri giorni si trovano talvolta spogliati e feriti, ai margini delle strade che percorriamo, spesso senza che nessuno ascolti il loro grido di aiuto e si accosti alla loro pena, per alleviarla e curarla. Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio

Dibattito puramente ideologico. Perchè dibattere. La risposta è una sola. Unica e incontrastata.


Siccome cultura e ideologia sono le parole della giornta, ecco arrivare nel discorso anche l’eutanasia. Di fronte ai partecipanti alla conferenza del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha definito l’eutanasia,

cultura della morte

Meditazione. Per tutti.


Commenti (2)

Lascia un commento