Ignazio Marino, le dimissioni e i lavori esigui della sua giunta

di Alba D'Alberto Commenta

Uno dei sindaci più discussi di Roma che ha determinato una spaccatura profonda tra il pubblico: i sostenitori lo dipingono oggi come un supereroe e gli oppositori che rivendicavano già da un anno a questa parte le dimissioni che oggi sono arrivate. Ma Ignazio Marino cosa avrebbe fatto per meritarsi di restare alla guida di Roma?

Ignazio Marino è diverso dai suoi predecessori?

Marino ha ottenuto il plauso di tanti illustri colleghi. I complimenti al suo operato sono arrivati perfino dalla giunta parigina. Se ne parla come dell’uomo che ha sfidato la mafia e i poteri forti. Tanto che si teme che siano proprio queste lobbies occulte ad averne fomentato le dimissioni. Un lascito con riserva però, quello del Sindaco di Roma. Per evitare qualunquismi e tifo da stadio siamo andati a controllare tra le Deliberazioni della Giunta Marino, quelle attribuite al Dipartimento Risorse Umane e abbiamo scoperto che il Sindaco Dottore non è del tutto diverso dai suoi predecessori.

L’uomo nuovo, infatti non ha usato personaggi nuovi per amministrare e forse anche per questo se va via Marino, i problemi di Roma restano. Così come restano i grandi professionisti che erano già stati al servizio di Alemanno. Non diciamo niente di nuovo citando ad esempio la delibera n. 331 del 7 agosto 2013:

Affidamento di un incarico di collaborazione ad alto contenuto di professionalità al Dott. Marco Battistella, ai sensi dell’art. 8, comma 4, del vigente Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e Servizi di Roma Capitale.

Un nome, quello di Battistella, che ha fatto parecchio discutere visto che è stato scelto da Marino come direttore per l’attuazione del programma e coordinatore strategico delle iniziative del Gabinetto ma era già stato consulente di Alemanno.

Dalle deliberazioni della Giunta ai pilastri portanti del suo programma

Com’è facile immaginare, i primi mesi sono stati dedicati da Marino alla riorganizzazione della Giunta. Da giugno a settembre non ci sono grandi “problemi” affrontati dalla Giunta. L’emergenza abitativa, il problema del traffico e la lotta alle lobbies, almeno in prima battuta, sembra assente.

Poi arriva il calendario classico degli appuntamenti amministrativi con la gara d’appalto per servizi scolastici (mensa e trasporti), qualcosa sulle donazioni culturali fatte al Comune di Roma e tanto tanto da fare sempre per le risorse umane. Non stiamo a contare la richiesta di consulenze, perché preferiremmo dare spazio a tante altre iniziative ma per vederle bisogna scorrere parecchio e forse la famosa lotta ai poteri occulti è arrivata quando le sue dimissioni erano già state definite, proprio come in una partita che si vince facile e a tavolino.