Buenos Aires burning

di IsayStaff Commenta



Buenos Aires is burning. La città è letteralmente paralizzata, ormai da ore.


Buenos Aires è paralizzata a causa di un’enorme, gigantesca, minacciosa nube nera. La nube ha invaso la città e ha letteralmente paralizzato ogni attività. Bloccato il trasporto aereo, i treni e la circolazione stradale. La metropoli argentina non può muoversi. Perchè?


Buenos Aires is burning perchè il fumo, risultato di enormi incendi, la sta sovrastando. Gli incendi sono stati appiccati per protesta contro il governo nei pascoli dagli allevatori.

La nube, e la fuliggine, stanno rendendo la vita difficille agli abitanti. Le autorità assicurano che non sussistono, comunque, pericoli per la salute. Il fuoco è stato appiccato a circa 70 mila ettari di pascoli. Questo quanto riferito dal Ministro dell’interno, Florencio Randazzo. Che ha aggiunto che verrà aperta un’inchiesta sulle responsabilità per l’emergenza, attribuendola ad alcuni grandi allevatori.


La situazione è ai limiti dei film di fantascienza. Aeroporti, porti e strade attorno alla capitale bloccati per tutta la giornata. Anche la navigazione sul delta del Rio de La Plata è considerata molto rischiosa. In pieno giorno, le automobili sono state costrette ad usare i fari. La settimana scorsa, l’assenza di visibilità dovuta ad una serie di incendi nei pascoli aveva provocato un incidente automobilistico sulla strada fra Buenos Aires e Cordoba, e quattro morti. Negli stessi giorni altre cinque persone sono morte in incidenti dovuti al fumo sprigionatosi dagli incendi.


La lotta è contro Cristina Kirchner, ed è portata avanti dalle lobby degli agricoltori. Gli agricoltori starebbero usando il fuoco per risparmiare sulla pulizia autunnale dei campi – perchè in Argentina è autunno.


Gli agricoltori, dal canto loro, si difendono: qualcuno non avrà usato la giusta tecnica nel ripulire il proprio campo. E soprattutto il governo sta strumentalizzando, a detta degli agricoltori, la situazione per colpirli

davanti all’opinione pubblica in un momento delicato delle trattative


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