Strage di Viareggio a rischio prescrizione

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La strage di Viareggio è una delle ultime più cruente stragi che l’Italia attuale può ricordare. Il presidente della Regione Toscana, ha dichiarato ”La Regione si e’ costituita parte civile- aggiunge – Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e presto. Con la riforma che il Governo vuole varare – osserva Enrico Rossi – c’e’ il rischio, se il processo durera’ piu’ di 2 anni, che il reato di omicidio colposo plurimo cada in prescrizione”.

Questa dichiarazione è stata fatta dopo le ultime notizie che arrivano dall’udienza odierna che ha portato la prossima udienza nei primi mesi estivi del 2012, quindi tra circa un anno e mezzo. Il presidente del tribunale di Lucca Gabriele Ferro ha dichiarato: “mi auspico infatti che l’acquisizione delle prove avvenga a luglio altrimenti a meta’ ottobre”. Successivamente sarà l’udienza preliminare che avverrà prima di Gennaio – Febbraio 2012 . A quel punto,m il processo ci sarà alle soglie del 2012 e inizio 2013.

Sfrattato, si barrica dentro casa e minaccia di farla esplodere

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L’allarme è scattato nella mattinata di oggi. Erano circa le 9.30, quando un uomo con un mandato di sfratto dalla sua abitazione, si è rinchiuso dentro casa con la Madre minacciando di dare fuoco alla casa. L’uomo a minacciato di farla esplodere, aprendo una bombola del GAS. Subito dopo la minaccia sono state avvisate le forze dell’ordine che con l’ausilio di 5 squadre dei vigili del fuoco, e tre volanti dei carabinieri, sono riusciti a far uscire di casa l’uomo intorno alle 12.00 .

il tutto è avvenuto nel quartiere Casilino. Nelle foto di oggi, vi mostriamo mentre l’uomo viene portato via dai soccorsi e l’abitazione dove si erano barricati l’uomo e la madre.

Denuncia-shock Roma: “Donna stuprata da Carabinieri”

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Lo scorso Mercoledì 23 Febbraio 2011, per la signorina S. inizia un incubo dal quale ne uscirà solamente dopo due giorni, forse. Quella mattina, la ragazza viene sorpresa a rubare dei vestiti all’interno di un punto vendita Oviesse sul Casilino (Roma). Vengono subito chiamati i Carabinieri, i quali la portano nella caserma lì vicino per i primi accertamenti. Dopo alcune ore passate in caserma, alla ragazza viene riferito che sarà processata per direttissima il giorno seguente. Le carceri di quella caserma sono piene e quindi viene subito trasferita alla caserma del Quadraro. La ragazza arriverà in caserma che è già tarda sera, dopo alcune ore arrivano i carabinieri di turno che dopo aver passato qualche ora a bere, si sono portati dietro anche un amico Vigile Urbano.

I carabinieri aprono la porta della cella e la invitano ad accomodarsi in sala mensa. I rapporti sessuali sono ripetuti, la ragazza viene invitata anche a bere. La mattina dopo, viene portata in Aula per la prima udienza del suo processo. Durante la prima udienza la ragazza è stordita, non ricorda quasi nulla, ma solamente il sesso con i carabinieri. Gli restano impressi tre tatuaggi presenti sul corpo di uno dei carabinieri. La ragazza però non dice nulla al giudice il quale la rimanda a casa. Solamente durante il pomeriggio, convinta dal ragazzo, si reca alla caserma del Casilino per sporgere denuncia.

Chi ha ucciso Yara? Si indaga anche sul misterioso testo su Wikipedia

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Prosegue senza sosta la ricerca dell’assassino di Yara Gambirasio. Le indagini della procura ora si sono spostate anche sul WEB dopo la comparsa di un particolare messaggio in una delle pagine di Wikipedia. La pagina è quella che riguarda il film “Vesna va veloce” di Carlo Mazzacurati . il testo era inserito all’interno della trama del film, diviso in parole sparse per tutta la pagina. Una volta ricostruito il testo, è apparso: “So dove si trova il corpo di Yara. Contattate il numero: …. ” e poi veniva indicato un numero di telefono. Il messaggio è apparso pochi giorni prima del ritrovamento del corpo della povera Yara.

Gli investigatori stanno analizzando tutti gli accessi al sito relativi al momento della modifica della pagina, con la collaborazione di Wikipedia. Le indagini, però, si sono spostate anche su Facebook ,dove una presunta amica di Yara ha scritto in bacheca, un commento dove affermava di sapere dove si trovasse il corpo della ragazza. Gli investigatori stanno cercando di capire se effettivamente quella persona che ha inviato il messaggio, è una persona informata sui fatti, o solamente il solito mitomane di turno.

Funerali militare morto in afghanistan

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Sono iniziati alle 11.30 i funerali dell’alpino morto in Afghanistan nella giornata di Lunedì scorso. I funerali si sono svolti nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma. Alla celebrazione funebre hanno partecipato le più alte figure politiche, presente anche il Presidente Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano, accolto sul sagrato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa presenti già da prima dell’arrivo del feretro nella chiesa.

Alla celebrazione si segnala anche la presenza dei presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, il presidente della Consulta, De Siervo, i ministri Bossi, Calderoli, Tremonti, Matteoli, il governatore del Veneto, Luca Zaia. Nella galleria, vi mostriamo l’arrivo della salma in chiesa portata dal alcuni Alpini.

Imprenditore gambizzato a Cazzago san martino

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Un uomo di 64 anni è stato ferito ad una gamba nella mattina di oggi, a Cazzago San Martino vicino Brescia. L’uomo è stato ferito alla gamba nel piazzale della sua azienda, in totale sono stati esplosi tre colpi da un fucile da caccia, uno dei tre ha colpito l’uomo alla gamba, ferendolo. L’imprenditore non è in pericolo vita, ma è stato ricoverato con urgenza presso l’ospedale di chiari. Attualmente gli investigatori ancora non conoscono le ragioni del gesto.

Vi mostriamo le foto subito successive ai colpi da fuoco e all’intervento dei carabinieri nel piazzale dove è avvenuto il fatto.

Frana a Reggio Calabria, morte due persone

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Una frana nella mattina ha colpito il Reggino portando la morte a 2 persone. Una delle due è stata travolta dalla frana mentre si trovava in macchina. Il tutto è accaduto nella zona di Villa San Giuseppe vicino Pettogallico. Sulla zona sta piovendo dalla notte scorsa. La vittima era un pensionato di 69 anni. Il maltempo, quindi, segna altre due vittime. come ben sappiamo attualmente tutta la nostra penisola è colpita da un’ondata di maltempo.

La seconda vittima è un uomo di 34 anni, commerciante, che nella prima mattinata si è schiantato con la propria auto contro l’entrata di un BAR che a quell’ora era ancora chiuso. La causa, anche questa volta, sembra essere stata la forte pioggia. L’uomo era sposato e padre di due figli. Attualmente tutta la zona di Reggio Calabria è colpita da questa forte ondata di maltempo la quale sta causando parecchie frane  rendendo i collegamenti tra le varie località quasi impossibili.

Chi ha ucciso Yara?

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Continuano le ricerche dell’assassino della giovane Yara Gambirasio di soli 13 anni, uccisa vicino Bergamo e ritrovata nella giornata di Sabato scorso. Gli investigatori in queste ore stanno effettuando dei prelievi di sangue su circa 10 persone che abitano intorno alla casa di Yara. Queste 10 figure,hanno precedenti penali per aggressioni a sfondo sessuale. Lo scopo degli investigatori è quello di confrontare il DNA di queste 10 persone con il DNA rilevato sulla scena dove è stato trovato il corpo di Yara.

Non sarà facile, però, ritrovare delle tracce di DNS estranee al corpo di Yara, infatti, il corpo della ragazza è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione, il che non favorirà l’autopsia dei medici legali sul corpo della ragazza.

Yara Gambirasio ritrovato il cadavere

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Sono tante le notizie che si susseguono in questi momenti. Sembra sia stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio, la ragazza scomparsa lo scorso 26 novembre da Brembate di Sopra. Sono in corso i primi accertamenti per verificare se il corpo ritrovato sia effettivamente quello della ragazza. Della notizia, sono state informate tutte le alte cariche della polizia di stato. La situazione va ancora accertata e approfondita a dovere.

Da Repubblica.it:

E’ stato trovato il cadavere della giovane Yara Gambiraso, scomparsa da tre mesi a Brembate di Sopra. Il corpo della tredicenne è stato rinvenuto in una campo a Ponte San Pietro, a una decina di chilometri da Brembate di Sopra, il paese in cui Yara viveva con la famiglia. Era abbandonato in un campo incolto, fra l’erba alta.

Radio Vaticana, deve risarcire gli abitanti di Cesano

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Secondo la cassazione, Radio Vaticana sarà costretta a risarcire gli abitanti di Cesano, piccola frazione di Roma, dove Radio Vaticana ha piantato le proprie antenne per trasmettere il proprio segnale radio. La IV cassazione ha condannato a 10 giorni di reclusione il cardinale Roberto Tucci in relazione all’elettrosmog prodotto dalle emissioni della Radio Vaticana ai danni degli abitanti di Cesano. Il presidente di Cdacons, Carlo Rienzi, ha affermato “E’ una grande vittoria: finalmente giustizia è fatta e gli abitanti di Cesano potranno ottenere i giusti risarcimenti”.

“Siamo soddisfatti – ha aggiunto Rienzi che ha patrocinato in Cassazione la posizione degli abitanti danneggiati -, finalmente questa vicenda vede la parola ‘fine’, nonostante le richieste venute dalla Procura della Suprema corte che voleva mettere in discussione il diritto ai risarcimenti. Adesso vediamo che cosa succede anche per l’altra vicenda, quella assai più grave dell’aumento della mortalità per leucemia tra gli abitanti del Cesanese. Rienzi sottolinea che monsignor Tucci “è stato condannato anche a risarcire 2.500 euro per le spese di Giustizia sostenute dal Codacons

Yara Gambirasio, 90 giorni dalla scomparsa ancora nessuna traccia

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Era il 26 Novembre 2010 quando Brembate di Sopra, veniva colpita dalla scomparsa di Yara Gambirasio, la giovane 13enne che ha distanza di 90 giorni da quel triste pomeriggio, ancora non vi sono tracce. Gli investigatori, come anche i famigliare, continuano comunque a sperare e continuano le ricerche. Il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, intervistato da TMNews dichiara. “Rispetto al primo giorno per noi nulla è cambiato – ha spiegato – Non c’è un solo uomo in meno impegnato nelle ricerche e non c’è un solo investigatore di alto livello che ha mollato il campo e le indagini. Proseguiamo nel nostro lavoro, che è difficilissimo, senza alcun intento di arrenderci”.

Un silenzio delle tv e dei giornali, chiesto dalla famiglia di Yara, ha portato a zero tutte le notizie sulle indagini. Continua Ricciardi, “forse qualcosa è cambiato per la stampa, perché è scattato il silenzio richiesto dalla famiglia al quale devo attenermi come prima e più di prima per quanto riguarda il merito delle indagini. Ma per noi – ha ribadito – non è cambiato nulla, andiamo avanti”.

Processo Mediaset, chiesti 3 anni per Massimo Maria Berruti

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Il publico Ministero di Milano, ha richiesto 3 anni di reclusione più una multa di 6 mila euro, per Massimo Maria Berruti il deputato del PDL ex consigliere di Finivest, in merito al processo contro il gruppo Mediaset, riguardo i presunti fondi neri di Mediaset. La richiesta della Procura giunge dopo l’annullamento da parte della Cassazione, della precendente sentenza della Corte d’Appello di Milano.

Nella precedente decisione della Cassazione, il deputato PDL era stato in parte prosciolto e in parte avevano assolto in merito alla questione. I giudici si riuniranno per una nuova giornata processuale il prossimo Lunedì. Nel processo, fra gli indagati, c’è anche il premier Silvio Berlusconi.

Caso Scazzi, arrestati il fratello e il nipote di Michele Misseri

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Le indagini sulla morte di Sarah Scazzi, si trovano ad un’altra importante svolta. Nella mattinata di oggi, sono stati arrestati il fratello ed il nipote di Michele Misseri, attualmente il primo indagato dell’omicidio di Sarah, insieme alla figlia. Si allarga il cerchio delle persone che possono aver aiutato Michele, nell’occultamento del cadavere di Sarah, gli inquirenti, infatti, non hanno mai creduto alla storia che Michele potesse aver fatto tutto da solo.

L’arresto di queste due nuove figure all’interno del caso Scazzi, sono partiti da alcune telefonate, troppo vicine e tutte lo stesso giorno, il giorno della morte di Sarah. I tre personaggi, erano insoliti sentirsi così spesso, anzi si vedevano e sentivano molto di rado. Proprio da qui sono iniziate le indagini più approfondite.

Allarme bomba in Corso Sempione, Milano

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Un allarme bomba ieri mattina ha colpito la zona di Corso Sempione a Milano. All’interno di un punto vendita ENI (Eni-Energy Store) il proprietario, ha trovato un pacco sospetto. Subito avvisata la polizia che grazie all’intervento degli artificieri ha disinnescato il plico, contente tre petardi, collegate ad altrettante bottiglie di benzina.

Il timer nel pacco era puntato alle 13.50. Il punto vendita ENI si trova vicino la redazione de “Il Fatto Quotidiano”. Peter Gomez, direttore, ha subito smentito che il pacco fosse indirizzato a loro. Nelle foto della galleria di oggi, vi mostriamo l’intervendo degli artificieri.