Tutto quello che sappiamo sulle prime fasi della ricostruzione di Amatrice

di Alba D'Alberto Commenta

La ricostruzione di Amatrice e di tutti i luoghi come Accumoli e Arquata del Tronto, colpiti duramente dal terremoto del 24 agosto, sarà lunga e difficile e sarà resa ancora più complicata da tutte le vicende processuali che si profilano all’orizzonte. 

I punti su cui vale la pena insistere sono il rapporto delle Fiamme Gialle sulla scuola Capranica di Amatrice, le parole del vescovo che ha presidiato i funerali delle vittime del terremoto e le esigenze espresse da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente alla Camera.

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Il rapporto delle Fiamme Gialle sulla scuola Capranica di Amatrice

La scuola, secondo quanto riportato dopo le prime fasi del terremoto, era costruita secondo criteri antisismici. E allora perché si è sbriciolata in due fasi? La risposta è nella documentazione dell’impresa che ha effettuato i lavori. Fu commissionato il miglioramento antisismico e non l’adeguamento, ha dichiarato l’imprenditore edile che si è occupato dei lavori. Ora molti dei documenti sugli appalti sono ancora sotto le macerie ma l’inchiesta è aperta.

Le parole del vescovo di Amatrice

Di fronte al dolore delle vittime del terremoto, il Vescovo monsignor Pompili ha sottolineato in modo fin troppo realistico che non sono le calamità naturali a causare tanti morti ma l’uomo. Le sue parole che rispecchiano un po’ il sentimento di chi legge delle prime fasi dell’inchiesta delle Fiamme Gialle, sono queste:

“I terremoti esistono da quando esiste la terra. I paesaggi, le montagne, l’acqua dolce, tutto è dovuto ai terremoti. Neanche l’uomo esisterebbe senza i terremoti, il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo“.

Realacci chiede un confronto tra Governo e Parlamento sulla ricostruzione

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente alla Camera, ha ribadito dalla sua pagina Facebook l’importanza di un confronto politico sulla gestione dell’emergenza, sulla ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto e sulle politiche di prevenzione antisismica. L’obiettivo è di prevedere una messa in sicurezza dell’Italia e non soltanto delle zone colpite adesso dal terremoto.