“Questa non è vera democrazia, non c’è la tutela della libertà di parola“. L’ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il suo intervento all’Assemblea di Confcommercio riferendosi alle intercettazioni che in Italia coinvolgono circa 7,5 milioni di persone.
Ispra, riparte la mobilitazione
Non sparate alla ricerca. Semplicemente. Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato stampa dei lavoratori dell’Ispra, che tornano in stato di agitazione e che domani, 10 giugno, metteranno in scena dal vivo a Piazza Navona, come iniziativa nell’ambito della Staffetta precaria indetta da USI/RdB Ricerca, il loro cortometraggio “Non sparate alla ricerca”, per l’occasione rinominato “Non sparate alla ricerca e allo stato sociale”. Il corto, dicono, racconta meglio di qualsiasi comizio l’”accanimento dello Stato nei confronti dei ricercatori pubblici in questo paese, dimostrato anche dalla soppressione, prevista nell’ultima manovra finanziaria, di enti di ricerca come ISAE e ISPESL”.
La decisione di riprendere con forza la mobilitazione è stata presa nel corso di assemblee parallele convocate da USI/RdB Ricerca nelle sedi dell’ISPRA, nel corso delle quali tutti i lavoratori, precari e strutturati, ricercatori e amministrativi, hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze sull’Istituto della manovra finanziaria presentata dal Governo, che và ad aggiungersi ad una situazione pregressa già difficile.
Berlusconi: “Sovranità popolare in mano ai pm”
“La sovranità non è più nelle mani del popolo ma nelle mani di alcuni pm che attraverso la Corte costituzionale si fanno abrogare alcune leggi“. L’ha dichiarato Silvio Berlusconi parlando all’Assemblea di Federalberghi.
“Se una legge – continua il premier – non piace ai pm di magistratura democratica vanno alla Corte costituzionale e se la fanno abrogare“. “Ha pochi poteri“, così il leader del centrodestra etichetta la libertà di governare in Italia da parte del presidente del Consiglio.
Report, cronache dalla Birmania

Report, il programma di Milena Gabanelli, andrà in onda stasera, domenica 6 giugno alle 21.30, su Rai Tre come al sollito. La puntata si intitola ”Birmania: cronaca di un paese blindato”. L’autore è Anders Ostergaard. E si parla do libertà, anche di stampa.
Ecco la sinossi, dopo il salto.
Marco Travaglio: Povera Patria
Sopra l’intervento integrale di Marco Travaglio al festival del giornalismo d’inchiesta di Marsala del 21 Maggio 2010.
Caso Santoro, lunedì la verità

Spiegherò tutto. Questo quanto assicura di fare Michele Santoro lunedì 7 giugno. L’appuntamento è alle ore 12 a Roma, a viale Mazzini: il mattatore di Annozero farà un bilancio dell’intera stagione del suo programma. E assicura che risponderà a tutte le domande sulla scottante vicenda della “separazione consensuale” dalla Rai.
Annozero, l’ombrellone

Pronti? Anche ad Annozero, come già a Ballarò martedì scorso – quando ha chiamato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi – si parla di manovra: la puntata di oggi, giovedì 3 giugno 2010, si chiama L’ombrellone. Difficile che si ripeta una chiamata del premier questa volta a Michele Santoro.
Al centro della discussione la manovra finanziaria da 24,9 miliardi di euro varata dal Governo Berlusconi, la crisi economica, i privilegi della casta, la nuova politica fiscale e i sacrifici richiesti agli italiani per evitare un crack finanziario simile a quanto successo in Grecia. Ospiti in studio il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani.
2 giugno, Zingaretti: “Lega Nord? Il problema è di chi la fa governare”
“Il problema è la destra italiana che permette alla Lega di governare: la maggioranza, malgrado l’obiettivo della Lega sia chiaro, organizza il 2 giugno perchè vuol far vedere di essere vicina all’unità nazionale ma poi permette a chi gli è contrario di governare l’Italia“.
Par0le del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha così commentato l’assenza dei politici del Carroccio alla parata in occasione della fetsta della Repubblica:
“La Lega vuole la disarticolazione dell’Italia, lucra sui limiti del nostro paese cavalcandone le difficoltà di funzionamento. Quella della destra è una contraddizione sempre più insopportabile che mostra in un certo patriottismo un pizzico di cinismo e ipocrisia. Se si vuole difendere l’Italia bisogna essere coerenti e non si possono sempre fare spallucce”.
Ddl intercettazioni, “disobbedienza civile”
A proposito di ddl intercettazioni e del grande dibattito suscitato dal contenuto del provvedimento, Current Tv ha sentito, in collaborazione con Il Fatto Quotidiano e in occasione del Festival del Giornalismo di inchiesta di Marsala, molti giornalisti per ascoltarne il parere e raccoglierne l’eventuale “resistenza” al ddl. Che preoccupa molto: giornalisti, magistrati e cittadini.
“Per informare i cittadini violeremo la legge. Contro il bavaglio disobbedienza civile”.
Godetevi il video.
Di Pietro: “Ddl Intercettazioni? Vediamo se Napolitano ha il coraggio di firmare”
“Vogliamo sapere se il capo dello Stato ha il coraggio di firmare un provvedimento che imbavaglia l’informazione libera e blocca i magistrati nell’attività di indagine“. L’ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro riguardo il ddl intercettazioni. L’ex pm ha continuato:
“Tornare al testo della Camera è come saltare dalla padella alla brace, perchè quel testo era anche peggiore di questo. Chiediamo che questo provvedimento al più presto venga posto all’attenzione prima del capo dello Stato e poi dei cittadini. Vogliamo mettere in condizione i cittadini, attraverso il referendum di cancellare una legge vergogna che ci fa vergognare in tutto il mondo.
Ddl intercettazioni: al Senato il 31 maggio
Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche arriverà in Aula al Senato lunedì prossimo 31 maggio. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capogruppi di Palazzo Madama. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha parlato di “decisione di un gravità inaudita, ci saranno 10 ore di discussione in tutto, un’ora per gruppo“.
“Inoltre il Governo – continua Anna Finocchiaro – porrà la fiducia: lo abbiamo chiesto al ministro Vito che non lo ha escluso“.
Italia dei Valori: “Ddl intercettazioni? Governo favorisce mafiosi e pedofili”
“Oggi siamo tutti giornalisti, non permetteremo che sia messo il bavaglio alla libera informazione. E’ in gioco la stessa democrazia“. L’ha dichiarato in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che ha continuato: “Con questa legge vergogna, infatti, oltre a censurare il diritto di cronaca, si mette gravemente a rischio la sicurezza dei cittadini, impedendo il lavoro della magistratura“. L’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro ha così concluso il proprio pensiero sul ddl intercettazioni:
“Mafiosi, pedofili e violentatori riusciranno a farla franca e ogni parlamentare che voterà questa legge avrà sulla propria coscienza ogni abuso. Proprio per questo ribadiamo che oggi saremo in piazza accanto al ‘Popolo violà e a tutti i cittadini onesti per dire no a questo ddl.
Polemica buonuscita: Santoro o Sant’oro?
Santoro o Sant’oro, come lo chiama oggi Il Riformista. Prima è scoppiata la polemica per la chiusura di Annozero, ora il dibattito si è concentrato sulla buonuscita che il giornalista ha percepito dalla Rai. “Perchè proprio Santoro avrebbe dovuto fare il santo? Fessi voi, che vi eravate convinti che Michele fosse un santo: è solo Sant’oro”, scrive Antonio Polito in un editoriale. Ecco le altre reazioni dei quotidiani.
Europa: “Preparatevi, arriva il vero Santoro. Svincolato dalle pastoie Rai potrà esercitare ancora di più la leadership e magari spostare l’offensiva sul piano politico”.
Il Giornale: “Come travestirsi da martire e uscirne da nababbi, il guru che ha raggirato tutti”.
Libero: “Mister 17 milioni, la sinistra scopre il vero Michele”.
Solo Il Fatto lo difende: “Un assedio feroce lungo quattro anni, così chiudono Annozero. Senza di lui scompare parte della società civile”.
Berlusconi: “Federalismo per combattere l’evasione fiscale”
“Il federalismo fiscale sarà lo strumento più efficace di contrasto nei confronti dell’evasione“. L’ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell’anticipazione del libro del giornalista Rai, Bruno Vespa.