La corsa contro il tempo degli americani in Afghanistan

di Daniele Pace Commenta

Indicazioni importanti direttamente dagli USA in questi giorni

Quella in atto è una vera è propria corsa contro il tempo per trovare ed estrarre i rimanenti americani che vogliono andarsene dall’Afghanistan. Probabilmente significa che migliaia di alleati afgani e altri possano essere lasciati indietro, in una tragedia finale della guerra più lunga d’America. Proviamo a fare il punto della situazione, con le ultime informazioni trapelate.

Afghanistan

Cosa sappiamo sulla ritirata degli americani dall’Afghanistan

Ma l’intensa mobilitazione militare ha regalato a Biden un po’ di spazio politico, dopo che il crollo fulmineo dello stato e dell’esercito afghano ha contraddetto direttamente le sue previsioni secondo cui i talebani non avrebbero preso improvvisamente il potere e costretto gli Stati Uniti a una ritirata frettolosa e umiliante.

L’operazione finora non è costata una sola vita americana. Questa settimana Biden ha detto agli americani che non avrebbe mandato più figli e figlie a morire in Afghanistan. E il fatto che le truppe statunitensi non stiano attivamente cercando di radunare cittadini americani lontano dall’aeroporto in territorio talebano – a parte alcuni esempi pubblicamente noti – suggerisce che la Casa Bianca stia mantenendo i rischi dell’operazione il più basso possibile.

Ma l’atmosfera a Washington è tesa, ostaggio di sviluppi in tutto il mondo. Eventuali vittime statunitensi, attacchi terroristici o scontri a fuoco con i talebani potrebbero trasformare una crisi che è sul filo di un coltello per il presidente in un vero e proprio disastro politico, oltre al dolore e alle perdite umane che causerebbero.

Mentre centinaia di afgani raggiungono il suolo statunitense, nel frattempo, l’attenzione inizia a concentrarsi su come gli Stati Uniti assorbiranno i rifugiati, con alcuni repubblicani, tra cui l’ex presidente Donald Trump, che già attaccano il loro arrivo con un’offensiva politica tossica.

Allo stato attuale, infatti, l’ISIS-K rappresenta una minaccia “reale”. Le truppe statunitensi erano già in una posizione profondamente vulnerabile all’aeroporto, l’ultimo pezzo dell’Afghanistan che ora controllano, dopo che il nemico contro cui hanno combattuto per due decenni, i talebani, ha spazzato il paese con un’avanzata fulminea.
Ma l’ulteriore minaccia dell’ISIS-K peggiora ulteriormente la situazione. Il gruppo è un nemico giurato dei talebani e degli Stati Uniti, quindi ha tutte le ragioni per provocare il caos.

Biden cercherà di metterci una pezza quando terrà un incontro virtuale con i governatori bipartisan che hanno mostrato la volontà di offrire temporaneamente rifugio o aiutare a reinsediare gli afgani portati fuori da Kabul. Staremo a vedere come evolveranno le cose per la gestione della crisi in Afghanistan, secondo quanto raccolto.