La Conferenza (vacanza) dei giovani italiani nel mondo

di Angela Gennaro 1



We are young, we are free… Per una volta, quoto Libero.

Quattrocento e rotti ragazzi italiani che normalmente vivono all’estero sono in “gita” in Italia, gentilmente ospitati da tutti noi


Quella di cui Libero parla è la Conferenza dei giovani italiani nel mondo, aperta ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha già visto passare molte celebrities: Gianfranco Fini, la Meloni, Frattini.


Siate buoni cittadini nei Paesi che vi ospitano perchè anche così fate onore all’Italia e siate buoni italiani seguendo l’evoluzione del nostro Paese, i suoi progressi e le sue difficoltà


Ha detto loro Napolitano. E qui si apre la questione della lobby italica.

Sempre da Libero. L’articolo in oggetto ha fatto accaponare la pelle alla suddetta lobby.

Ora, i 416 giovani invitati (più 200 ospiti vari ed eventuali) parleranno, discuteranno, si arrovelleranno sul tema per altri tre lunghi giorni, fino al 12 dicembre. Costo totale dell’operazione-vacanze-in-Italia: 1,4 milioni di euro, più del contestato contributo alla scuola paritaria cattolica. Un milione e mezzo di euro mangiati in sei giorni da quattrocento ragazzi chiamati qui da noi a parlare di aria fritta. Pensione completa, vitto e alloggio compreso, più diaria per muoversi in città


Un’idea, quella della Conferenza, nata sotto il governo Prodi. Ma quello Berlusconi non l’ha impedita, chiosa Feltri. Apriti cielo. Lobby e eletti sulla Circoscrizione Estero hanno sollevato le loro risposte su un articolo che – come sovente accade nel mondo dell’informazione – accusa di aria fritta parlando di aria fritta.


Ciò detto, le considerazioni dolenti per l’iniziativa rimangono. Perchè, oltre all’aria fritta, Libero fa dei numeri. Che di questi tempi fanno male, molto male. 416 giovani, 200 ospiti vari ed eventuali, diaria, tre giorni di conferenza: costo totale dell’operazione 1,4 milioni di euro.


Vero, l’identità è faccenda preziosa. L’identità nel mondo, per la disastrata Italietta, probabilmente ancora di più. Ma se la Patria non deve abbandonare i suoi figli nel mondo, e se, come immagino, la lobby è tale perchè dotata di potere, in tempi di crisi non sarebbe male utilizzare con intelligenza i tool a disposizione dell’evoluzione dell’umanità.


Voglio dire. Il ministro Meloni ha pure annunciato lo stanziamento di 1.500.000 euro per il 2009 destinati al finanziamento delle attività dei giovani italiani all’estero da parte del suo ministero.

E’ necessario tenere insieme questa generazione al di là dei confini nazionali


Va bene. Ne vedo il valore, anche se ho avuto modo di incontrare situazioni non sempre limpide nel mondo che ruota intorno agli italiani nel mondo – e mi riservo, un giorno, di rispondere al sacrosanto dovere di cronaca. Ma di questi tempi, possiamo permetterci l’assistenzialismo in questi termini?


Facciamoli incontrare. Facciamoli sentire italiani. Esistono modi per farlo con uscite, in flussi di denaro, assai lontane dalla cifra ormai bruciata: 1.4 milioni di euro.


Siamo in Italia. E non possiamo permetterci di dire quanto è cool questa cosa, facciamola. Possiamo, al massimo (e ancora per poco, mi sa), eventualmente considerare: ce lo possiamo permettere?


C’è un uomo che è diventato Presidente degli Stati Uniti anche e soprattutto grazie ad un sapiente utilizzo della Rete.


Non potevamo, mi domando, dico e provoco, far incontrare tutti questi baldi giovani, patrimonio dell’Italia nel mondo – ricordiamo che l’investimento sul Made in Italy è quel poco che ci rimane nel mondo – grazie al sapiente utilizzo di economicissime webcam??????


Commenti (1)

  1. Ha perfettamente ragione che l’ITALIA con questa crisi non doveva spendere tutti questi soldi…peró devo darle anche torto perché é stata una buona cosa che hanno organizzato questa conferenza per noi giovani italiani nel mondo!!!
    Sono stati loro a spendere un sacco di soldi per niente…
    biglietti aerei con la compagnia piu cara che c’era…e in piú avevamo la paghetta di 340 euro. Questa é un assurditá direi…ma per il resto abbiamo avuto l’occasione di conoscere un sacco di gente…e di farci sentire da qualcuno che tanto nn terrá mai le promesse. Come succede d’altronde in Italia da un bel pó di tempo. Ma é stata un esperienze indimenticabile
    e diciamo che almeno ci abbiamo provato…

    e non ha diritto di dire che é stata una vacanza perché abbiamo lavorato dalla mattina alla sera alla sede della FAO!
    Abbiamo fatto del nostro meglio e cmq sia io mi sento Italiana sempre, non ho bisogno di farmi una vacanza in Italia per sentirmi tale!

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