Esplosioni a Kabul, Nato sotto attacco

Forti esplosioni a Kabul. La NATO è sotto attacco!

Nuove e forti esplosioni sono state udite a Kabul nella zona intorno le ambasciate, la quale è stata subito chiusa. Lo riferiscono alcuni testimoni presenti sul posto. Dopo queste forti esplosioni sono stati uditi alcuni colpi di arma da fuoco, la polizia ed altri funzionari hanno subito chiuso al traffico la zona dove si trova l’ambasciata americana e le altre aeree dove sono presenti dei luoghi di simbolo politici.

Ci sono state un’esplosione ed una sparatoria e ci sono uomini armati a a Abdul Haq Square” ha così riferito all’Ansa Mohammad Zahir, che poi aggiunge “Potrebbe trattarsi di attacchi kamikaze ma non è ancora chiaro al momento”. Secondo alcuni talebani, diversi uomini armati di RPG, Ak47 e cinture esplosive, si sono diretti verso ministeri e servizi segreti. Il portavoce dei talebani ha poi confermato che “Gli obiettivi primari sono l’edificio dei servizi segreti ed un ministero” lì a Kabul. Un attacco in pieno stile talebano, organizzato sotto ogni punto di vista. C’è chi parla di un possibile attacco alla NATO.

Video Veena Malik imam Abdul Qavi

Nessuno in Pakistan può vedere le tue fotografie alla presenza delle proprie figlie. E non penso che tuo figlio in futuro guarderà le fotografie di sua madre”. “Imam, non ho fatto nulla di male, non ho infranto alcuna legge o la legge islamica. Sono tutti contro di me perché sono una donna e un bersaglio facile? Cosa dice il suo islam, sir?”.

Sono bastati meno di otto minuti trasmessi dalla tv saudita Memri per farlo diventare uno dei video più cliccati su YouTube. Il video, che sta spopolando sul social network, riguarda la lite fra la soubrette Veena Malik e l’imam Abdul Qavi.

Il religioso pakistano accusa la sua connazionale di essere una “puttana” e l’ha etichettata come una “Ruby” Karima El Marough. Qavi ha puntato il dito contro la showgirl, rea secondo lui di aver offeso l’Islam per aver indossato un paio di shorts in televisione. Chiamata a raccontare la propria partecipazione al programma indiano “Big Boss 4”, Malik è stata apostrofata dall’imam al grido di “bayghairti, baysharmi, bayhayai” (vergogna).

Afghanistan, i talebani diffondono un nuovo video di Bowe Bergdahl

Bowe Robert Bergdahl ha 23 anni. Da circa sei mesi è ostaggio dei talebani: il primo soldato americano catturato dai talebani dalla fine del 2001, quando ha preso il via la missione militare statunitense in Afghanistan. Oggi parla (ammesso che sia lui) in questo video mostrato dai talebani stessi. Elmetto e occhiali lo nascondono, dunque non è possibile per il momento confermare con certezza che si tratti effettivamente di lui. Bergdahl è stato catturato alla fine di giugno nella provincia sud orientale afghana di Paktika. Il soldato americano non è un “nuovo” al suo impiego come “testimonial” da parte di chi lo tiene prigioniero. Il 19 luglio un altro video lo aveva mostrato al mondo, spaventato ma apparentemente in buona salute.

Sono piuttosto le sue parole a fare notizia, nel giorno di Natale:

Mi dispiace dirvi che questa guerra ci sta sfuggendo e che si trasformerà in un nuovo Vietnam a meno che il popolo americano non si levi contro tale assurdità

Un nuovo Vietnam. Nervo scoperto del passato americano.

Elezioni Afghanistan, alla ricerca del vincitore

Hamid_Karzai

I talebani non hanno impedito lo svolgimento delle elezioni. Ma sono passate poche ore dalla chiusura dei seggi, e la politica sembra intervenire ora dove il terrorismo non era riuscito. Il presidente afghano uscente, Hamid Karzai, avrebbe vinto al primo turno. Lo riporta il responsabile della sua campagna elettorale.

Ma piovono le accuse di brogli da parte del principale avversario di Karzai, il candidato alle presidenziali Abdullah Abdullah.

Afghanistan, l’attacco dei talebani

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L’avevano detto, e hanno mantenuto la loro parola. A due giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan, gli “studenti di Dio” sferrano l’attacco. Attentati suicidi nella capitale e in tutto il paese. I bilanci di morti e feriti sono, purtroppo, in costante aggiornamento. La violenza è stata annunciata e messa in atto per impedire agli elettori di presentarsi alle urne, giovedì prossimo: i talebani hanno lanciato un appello al boicottaggio delle elezioni presidenziali del 20 agosto. Con la promessa di mettere in campo ogni tipo di azione per sancire il fallimento delle elezioni.

Non scherzano, e lo dimostrano. Hanno fatto sapere con chiarezza quello che faranno per contrastare queste elezioni. Anche tagliare le dita di chi andrà a votare. O di attentare ai seggi elettorali, come è stato: a Churi, provincia di Urzgan, un kamikaze si è fatto esplodere davanti a un seggio elettorale. E a Badakhshan, tre scrutatori e il loro autista sono morti nell’esplosione di una bomba per strada.