E Veltroni disse: più pensioni per tutti, mangiando cous cous

cous cous
Più pensioni per tutti. Finita la pausa pasquale, i candidati e le forze politiche saranno, a questo punto, pronte a sparare i loro colpi migliori?
Comincia a provarci Walter Veltroni. Partendo da un tema assai delicato, caro e di certo appeal. Il Partito democratico vuole proporre un intervento immediato su questo fronte. Veltroni, in conferenza stampa, è chiaro:

L’intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25 mila euro l’anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l’anno

Yes, we can. Si può fare, si può fare. Attraverso, dice Veltroni, un’azione sulla leva fiscale.

Silvio Berlusconi Superstar. Ovvero: Voto is… now!

Jesus Christ Superstar
20 e 43 minuti del 24 gennaio 2008. Suona la campana fine per i 617 giorni del governo Prodi. E scoppia il putiferio. L’incertezza avanza, e neanche gli osservatori riescono a delineare un dopo plausibile o più probabile di altri.
Clemente Mastella, ieri sera, fino all’ultimo, anche dopo l’annuncio di Marini che ha ufficializzato la caduta del Governo, di fronte ai numeri di una crisi da lui voluta, provocata e interpretata, continua ad elargire commenti e dichiarazioni sull’inchiesta, sulla moglie, sul figlio, sulla concussione, sulla famiglia, forse anche sulla fede. Perchè no. Non si può dire che non abbia le idee chiare. Peccato che il complemento oggetto poi sia un altro.
L’unico, che come sempre, e con proverbiale savoir faire, si muove a suo agio e sa già tutto è Nostro Signore della Televisione. Il Redentore di Arcore sa già ogni cosa. Un quadro preciso si è delineato nella sua illuminata mente.

1, 2, 3 tutti giù per terra. E’ caduto il Governo

Prodi
Gli applausi sono partiti per la senatrice con la S maiuscola, Rita Levi Montalcini. E, naturalmente, per il vero protagonista della giornata.
Scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi. Scelgo in solitudine, con la mia libertà, con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con la prigionia delle mie idee. Questa la dichiarazione di Nuccio Cusumano, senatore irriverente dell’Udeur . Che ha poi effettivamente votato per la fiducia a Prodi. Un martirio inutile, il suo.
Si è beccato uno sputo, un pezzo di merda, una serie di altre dolcezze dal suo probabilmente ormai ex compagno di partito, e Capogruppo dell’Udeur al Senato, Tommaso Barbato. Se ne è andato in barella dall’aula, per poi rientrare per il voto. Tutto inutile. L’Italia è di nuovo senza un governo.