No-Berlusconi Day 2, il popolo viola in piazza a ottobre

La replica del No-B Day, manifestazione per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi e dell’esecutivo dallo stesso presieduto che si è svolta a Piazza San Giovanni (Roma) lo scorso 5 dicembre 2009, potrebbe arrivare entro l’autunno: colorati di viola (colore che identifica gli aderenti), migliaia di persone invasero allora le vie della Capitale dietro a uno striscione dove campeggiava la scritta: “Berlusconi dimissioni“.

Numerosi, in quella circostanza, gli interventi di personalità illustri: da Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) a Moni Ovadia, da Ascanio Celestini a Dario Fo e Franca Rame, da Fiorella Mannoia al magistrato Domenico Gallo con chiusura affidata a Roberto Vecchioni, cimentatosi in un concerto. L’evento nacque in seguito a un tam tam in rete: i social network riuscirono, nella circostanza, a farsi strumento necessario per i promotori (organizzazioni e società civile) al fine di convocare a raccolta la popolazione. E’ stato uno dei primi cortei nato spontaneamente dal basso: poi, per carità, vi si infilarono anche partiti ed esponenti politici garantendo la propria adesione.

2009, un anno in Politica Live – Dodicesimo tempo

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Dodicesima e ultima puntata di questo viaggio attraverso il 2009, appena chiuso e già storia. Dicembre è il mese della ferita, l’attacco, il viso insanguinato, la violenza su Silvio Berlusconi. Un’aggressione, il 13 dicembre, per la quale è naturalmente partita anche l’ipotesi della bufala. Il premier Silvio Berlusconi viene colpito al viso da un uomo, subito dopo il suo comizio in piazza Duomo, a Milano.

L’aggressore si chiama Massimo Tartaglia, ha problemi psichiatrici, e gli ha tirato una statuetta del Duomo in volto. L’aggressore è stato perdonato, nei giorni successivi, dal Cavaliere.

Il gesto di Tartaglia ha dato il via al valzer delle polemiche, alle accuse reciproche su chi potesse creare quel clima di odio che aveva portato a tanto. Clima d’odio cui si è risposto col neonato partito dell’amore. Partito che preoccupa alcuni. Certo è che il volto sangunante di Silvio Berlusconi ha portato, nella storia di questo paese, la consapevolezza di una banalità. I politici hanno un corpo, una fisicità che tutto lo Stato, simpatizzante o meno, ha sentito in quel momento e in quel sangue sul viso.

Waiting for No B. Day

no berlusconi day

Ecoci qui, alla vigilia del No Berlusconi Day. Il gran giorno è arrivato, e domani l’appuntamento è (anche) con la resa dei conti, almeno per gli organizzatori. Già, perchè per il momento si grida al successo: dal web alla piazza, l’organizzazione sembra essere sulla strada giusta. Ma saranno i numeri a parlare domani, nonostante la non diretta tv della Rai.
Recita il promo:

Leggi, ascolta, guarda: niente potrà fermare quello che sta per accadere. No Berlusconi Day: Roma, 5 dicembre. Informazioni su www.noberlusconiday.org. Il 5 dicembre unisciti a noi.
E chi non si unisce? Peste lo colga!

Ai posteri, alla rete, e (poco probabilmente) alla storia la sentenza. Santoro e Belpietro ieri dicevano: non cambierà nulla.

Caro Papi Natale, avrei 101 domande…

caro papi natale

Caro Babbo Natale. Anzi no. Caro Papi Natale. Come suona? Sostituirà l’originale? Probabilmente no, ma resta il fatto che esiste. Ed è in rete. Un instant book realizzato per il No B Day di sabato prossimo. Un istant book che amplifica l’incubo recente del Presidente del Consiglio: amplificando le 10 domande di Repubblica e facendole fermentare fino alla consistente cifra di 101 domande. E’ il popolo della rete che chiede dal blog Rassegna Stanca al Reticente del Consiglio – lo si chiama così.

Di segito alcuni brani tratti dall’introduzione al libro. Qui invece il link al testo completo e l’altro alle domande. 101 ovvero: 100 più il domandone finale. Che è: La domanda più cliccata in assoluto, l’interrogativo declinato in modi diversi ma che chiede sostanzialmente sempre la stessa cosa e, più di tutti gli altri, aspetta una risposta pronta, ferma e risoluta: Caro Onorevole Presidente del Consiglio, Cavalier Dottore Silvio Berlusconi, potrebbe per favore dirci quando ci restituirà l’Italia?