Incendio alla stazione Tiburtina di Roma

Foto: Ap/LaPresse

Ancora ignote le cause dell’incendio che nella mattinata di ieri si è sprigionato nella stazione Tiburtina di Roma. Alle ore 04:00 un forte incendio si è sviluppato nel cantiere della nuova stazione Tiburtina a Roma, i vigili del fuoco con l’ausilio dei carabinieri, sono riusciti a domare le fiamme solamente nel tardo pomeriggio di Domenica. Forti le ripercussioni sul traffico ferroviario riguardante i treni che passano per la stazione Tiburtina, come anche per le linee della metro A e B di Roma.

Atac Roma, ha potenziato le linee bus in modo da limitare i disagi dei passeggeri, che comunque, saranno lo stesso elevati. I treni delle Ferrovie che passano per la stazione Tiburtina sono stati limitati, ma nello stesso tempo, sono stati raddoppiati i vagoni per ogni treno che passa. Al momento le fiamme sono state completamente domate, ed ora, è possibile iniziare i sopralluoghi per capire da dove si sia sprigionato l’incendio.

I treni della speranza

treno

Un breve racconto di cronaca, che mi è stato narrato. Storie di ordinaria follia, e soprattutto spiccatamente italiane. Il figliolo è venuto in quel di Roma da quel di Milano per il lungo weekend testè trascorso. Il figliolo narrante è giovane, e poco prevenuto. Ma di fronte a quanto accaduto, neppure la prevenzione avrebbe potuto molto. Niente di che, ma molto di edificante.

Milano Centrale, notte di giovedì 30 aprile. Il figliolo decide la partenza all’ultimo. Non ha il biglietto (e infatti non si lamenterà per quanto accaduto dopo). Decide di partire con un amico, che invece il biglietto ce l’ha. L’ha acquistato due giorni prima, e non ha trovato la prenotazione (naturalmente). Neanche lui, proprio per questo si lamenterà.

Un mercoledi sera milanese

Un Mercoledì sera come qualsiasi altro, quello di ieri nel tardo pomeriggio. Stazione della Metro Rossa a Cadorna inaccessibile. Confusione. Rabbia. Amarezza sui volti di coloro che dovranno attendere tempo indeterminato prima di poter tornare a casa dalla propria famiglia. Facce perse. Facce da iPod. Facce da businessman che chiede un taxi “perché cribbio qui si fa tardi”. Poi un annuncio. “La linea Rossa della Metro riprende a funzionare“. Sempre confusione, rabbia, amarezza. Sempre le stesse facce perse, quelle da iPod che per l’occasione hanno perso le cuffiette mentre i businessman sono già altrove. “Scusi, mi potrebbe dire cosa è successo per bloccare l’intera linea?” “Il solito che ha tentato di ammazzarsi, ma non c’è riuscito“. La notizia però sembra scivolare nel caos e sulle facce. A volte mi chiedo perché alcune persone tentino il suicidio e in queste situazioni ho davanti la risposta. L’indifferenza è uno dei mali peggiori della nostra società.