Parentopoli piemontese, nuova puntata

(Nel frattempo il governatore Cota annuncia un codice etico)

Parentopoli piemontese: mogli assunte in regione e stipendiate pure in Provincia (dal Riformista di oggi, pagina 1)
di Angela Gennaro e Tommaso Labate

Più la lente d’ingrandimento si avvicina a determinati documenti protocollati nelle segreterie dei palazzi torinesi della politica, più la Parentopoli piemontese in salsa pidiellino-leghista assomiglia alla Paperopoli delle strisce Disney. Quella grande città in cui alla fine, gira e rigira, incontri soltanto nipoti di Zio Paperone.

Ad esempio la dottoressa Paola Ambrogio, la moglie dell’assessore regionale Ravello (Pdl) che lavora con l’assessore Casoni (Pdl), è possibile incontrarla anche nei corridoi della Provincia. Perché la consulenze di famiglia, in certi casi, si possono anche raddoppiare.

Parentopoli leghista: il Piemonte di Cota è a gestione familiare

(dal Riformista del 9 settembre 2010, pagina 1)
di Tommaso Labate

«A tavola perdonerei chiunque. Anche i parenti», diceva Oscar Wilde. Per la versione riveduta e corretta della massima del drammaturgo, basta farsi un giretto nei corridoi della giunta e del consiglio regionale del Piemonte. Per la precisione, negli uffici di Pdl e Lega. Dove la regola è diventata: «Alla regione assumerei chiunque. Soprattutto i parenti». La figlia del capogruppo che lavora col presidente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella dell’onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare. Altro che “semplice” Parentopoli. A Torino, infatti, gli organigrammi regionali sembrano un gigantesco stato di famiglia.

Contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione, consulenze. Documentati e documentabili attraverso atti ufficiali protocollati. Stipendi di tutto rispetto e, in certi casi, anche benefit come i buoni pasto.

Piemonte, Cota – Bresso: il Tar accoglie parte dei ricorsi, 15 mila voti da ricontare

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Fermi tutti. La polemica tutta piemontese sui risultati elettorali delle ultime elezioni regionali, tra il neo eletto Roberto Cota (Lega Nord) e l’ex presidente Mercedes Bresso (Pd), era iniziata già qualche ora dopo i festeggiamenti per la vittoria della Lega Nord. E dopo oltre un mese di battibecchi, polemiche e ricorsi, la notizia ha assunto i contorni dell’ufficialità: torna così in bilico la futura presidenza del leghista alla guida dell Regione Piemonte. All’1,05 di questa notte infatti, il presidente del Tar piemontese, Franco Bianchi, ha letto il dispositivo di una sentenza che potrebbe dare un ulteriore scossa al già movimento momento politico italiano. E una nuova e pericolosa spallata al governo in carica, guidato in maniera sempre più evidente dal duo di “ferro” Lega Nord-PdL. Questo perché giudici hanno accolto parzialmente il ricorso contro due liste di centrodestra (“Consumatori” e “Al centro con Scaderebech”) decidendo che si deve procedere entro 30 giorni al riconteggio dei voti. Respinto invece l’altro ricorso contro la lista “Verdi Verdi” accusata dallo storico partito del “Sole che ride” di aver copiato il simbolo per confondere ulteriolmente gli elettori. Infine gli avvocati dei ricorrenti dell’area del centrosinistra, hanno 60 giorni di tempo per avviare una querela nei confronti di Michele Giovine, eletto a capo della lista “Pensionati per Cota”,  e finito sotto processo penale con l’accusa di aver presentato firme false. Insomma, solito teatrino tutto italiano.

Le liste incriminate – Il problema maggiore però, é che l’esito del riconteggio delle schede sarebbe quanto mai incerto. Si pensa al caso della lista “Al centro con Scaderebech” che, presieduta da un ex consigliere regionale Udc passato poi nel centrodestra (si ricordi che in Piemonte Pier Ferdinando Casini sosteneva la presidente uscente, Mercedes Bresso) ha raccolto circa 12 mila voti.

Ballarò, crisi di Grecia ma anche di Italia

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Appuntamento stasera, come ogni martedì, con Ballarò. Questa sera il programma di Giovanni Floris si interroga su crisi politica italiana e crisi europea sulla scia del caso Grecia. Mentre la politica italiana si confronta con le inchieste della magistratura scoppia la crisi dell’euro. Ci si chiede come è successo, se può accadere di nuovo, e soprattutto come si finisce nel mirino degli speculatori. L’Italia, la sua classe dirigente, le riforme da sempre promesse e da sempre rimandate, nella puntata in onda questa sera.

Ospiti in studio il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, la presidente del PD Rosi Bindi, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, il viceministro allo sviluppo economico Adolfo Urso, l’imprenditrice Luisa Todini, il direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli, l’economista Giacomo Vaciago, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

Regionali 2010, i vincitori – Gallery

renata polverini

Mentre si aprono i dibattiti del post-elezioni, il Pd riparte dall’apertura al dialogo sulle riforme e da una resa dei conti (sul modello Liguria. Peccato che in molti avrebbero voluto leggere piuttosto “sul modello Puglia”) e anche all’interno del Pdl tira un’aria non così serena come viene dipinta, mentre Raffaele Fitto si dimette e la Lega gongola del suo tsunami.

Noi ci “godiamo” (chi più, chi meno) una gallery dei nuovi Governatori delle regioni Puglia, Calabria, Campania, Lazio, Basilicata, Umbria, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Piemonte e Marche. C’è chi avrebbe voluto vedere altre facce. E chi è assolutamente soddisfatto da quella della propria Regione. Tant’è. Dopo il salto.

Candidati alle regionali: Roberto Cota – Gallery

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Roberto Cota: da bravo leghista, ha sempre la cravatta o il fazzoletto verde. E’ Roberto Cota l’uomo che sfida Mercedes Bresso nella corsa per la Regione Piemonte. Simpatico questo post su di lui. Cota è un avvocato penalista e giornalista pubblicista. Attualmente è capogruppo alla Camera per la Lega Nord.

Da sempre nel Carroccio, è pro-Tav (“La Tav in Piemonte è necessaria, perché se il Piemonte non si collega con la Lombardia e con la Francia è fuori. Dai tempi di Cavour il problema del Piemonte è questo, e la geopolitica non cambia mai”, direbbe Umberto Bossi), e la partita per la Regione con la Bresso sembra ancora aperta.

Tetto degli alunni stranieri nelle classi, scoppia la polemica

bambini-scuolaTetto di alunni stranieri nelle classi italiane e diritto di cittadinanza. Secondo il presidente dei deputati della Lega, Roberto Cota, la sinistra ha l’obiettivo di introdurre la cittadinanza a breve. Cota, in un’intervista a La Stampa, ribadisce che la Lega:

Non prende in considerazione proposte di riforma della cittadinanza, in cui si venga meno al principio che è necessario attendere 10 anni e poi la verifica del fatto che chi vuole diventare italiano conosca davvero la storia, la lingua, le tradizioni del nostro Paese.

Sulla misura introdotta dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, che definisce a partire dal prossimo anno scolastico un tetto del 30 per cento agli alunni stranieri nelle classi, Cota spiega che è lontana dall’idea del partito del Carroccio: “per ora ci basta affermare il principio. In seguito vedremo”.

Mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, riguardo la misura studiata dalla Gelmini ha detto: “riteniamo fondamentale che non ci sia una discrezionalità”. “Ci preoccupa che un dirigente scolastico possa aumentare o diminuire la percentuale”, ma – aggiunge Perego – “riteniamo importante lo sforzo che sta facendo il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini” di garantire il diritto all’istruzione.

Ballarò, il governo alla prova

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Ci fa molto piacere che Giovanni Floris si sia ripreso dalla suina. Guarito – meglio di Topo Gigio – dall’H1N1, Floris torna al timone del suo Ballarò. Al centro del dibattito temi caldi che spaziano dall’economia alla giustizia e alla sicurezza. Temi che sono al centro di una “lotta intestina” all’interno della maggioranza. No, mai si tratta di uno scontro con l’opposizione: pare che in Italia non si usi più.

Giovanni Floris chiederà ai suoi ospiti (il ministro di giustizia Angelino Alfano, il leader dell’UdC Pierferdinando Casini, il capogruppo dei deputati della Lega Nord Roberto Cota, Luciano Violante del PD, l’imprenditrice Luisa Todini, la direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli): La maggioranza resterà unita, e a che prezzo per il Paese?

Vedremo la rrisposta. Intanto attendiamo con ansia la copertina di Maurizio Crozza.

Pedofilia e castrazione chimica. Veltroni parlò

Veltroni

Tra una promessa di crescita di salari e l’altra, tra una speranza e un ricordo che insomma, è tutto difficile ma si può fare, Uolter esplicita finalmente la faccenda spinosa e terribile della lotta alla pedofilia.

Pochi giorni, pochissimi, sono passati dal 17 febbraio. E’ di quel giorno una notizia che fa, a dir poco, paura. E’ stato in cella per nemmeno un anno. L’accusa, per lui, era quella di avere stuprato tre sorelline. Un mese fa è tornato libero: la condanna, totale, era di sei anni e quattro mesi, ma aveva solo l’obbligo di firma. Con il semplice obbligo di apporre una firma, era libero di agire. E ha abusato di una bimba di quattro anni.

La madre, lontana parente, gliela aveva affidata. E la bimba ha raccontato tutto alla mamma. Una perizia medica, impietosa, ha confermato.