Kuwait, 7 anni a un imam che finanziava al-Qaeda

al-qaedaIl tribunale di Kuwait City ha condannato a sette anni di reclusione un noto imam locale di una moschea della zona di al-Hamdi. Come riportato dal giornale kuwaitano “al-Jaridà”, l’imam, N.A., è accusato di aver ottenuto soldi approfittando del suo ruolo di guida religiosa del ministero degli Affari del culto per finanziare la rete terroristica di al-Qaeda. L’imam chiedeva ai fedeli aiuti per costruire una seconda moschea. In realtà, invece, il denaro veniva consegnato ad altri due coimputati, i quali avevano in programma di andare in Pakistan per seguire un corso di addestramento in uno dei campi di al-Qaeda, per poi dirigersi in Afghanistan e combattere contro le forze della coalizione. Nell’agenda degli appuntamenti c’era anche un incontro con un importante esponente saudita del gruppo terroristico in Afghanistan. Si sospetta anche che i due avrebbero avuto anche un ruolo nel finanziamento della guerriglia irachena.

In Arabia Saudita nasce l’hotel “rosa”

In un periodo di apertura alla occidentale come quello che stiamo vivendo in questo momento, vedere le scene di oppressione che si osservano nei paesi dell’integralismo islamico, ci fanno storcere il naso spesso e volentieri, come a pensare che forse, in quei luoghi così lontani dal nostro pensiero, sia ora che arrivi la mentalità occidentale.

Le scene che ci arrivano ogni giorno di certo non ci danno fiducia; le immagini di donne costrette a vestirsi, o per meglio dire nascondersi, con vestiti e veli che non ne permettono il riconoscimento, non possono che farci pensare che sia ora di occidentalizzare certi paesi.

Il processo sicuramente è ancora in alto mare eppure un piccolo passo avanti sembra sia stato fatto, finalmente a mio parere, verso questa direzione. E la risposta arriva da uno dei paesi forse più occidentali della regione mediorientale, l’Arabia Saudita.