TG1 arriva la multa dall’AGCOM

Foto: AP/LAPresse

Nella serata di ieri è arrivata la conferma che l’AGCOM dopo ripetuti avvisi, ha multato per un totale di 100.000 euro il TG1, diretto da Minzolini. L’AGCOM ha notato, come da sempre segnalava, della mancanza di par condicio all’interno delle varie edizioni del TG, con una notevole sovraesposizione del Premier Silvio Berlusconi.

L’AGCOM non ha mancato un richiamo anche al tg di Sky, “Inoltre l’Autorità, a seguito degli esposti presentati dall’Udc, ha invitato Sky a rispettare, nei confronti tra candidati sindaci e nella rappresentanza delle forze politiche, il principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità” e quanto si legge sul comunicato rilasciato dall’agenzia di controllo.

Il Cdr del Tg1 contro Minzolini: “disinforma”

Il comitato di redazione uscente del Tg1, composto da Alessandra Mancuso, Alessandro Gaeta e Claudio Pistola, ha preparato una sorta di “dossier”, di “libro bianco” sulla conduzione del direttore Augusto Minzolini, criticando quelle che vengono definite omissioni, sottovalutazioni, se non vere e proprie “raffinate tecniche di disinformazione”, nonche “Faziosità” e Silenziatore sulle posizioni critiche nei confronti del governo”. Minzolini ha prontamente replicato, definendola “Una cosa paradossale, singolare, assurda”, e aggiungendo: “Sono malati di un’ ideologia che è finita da un pezzo”.
Dal suo insediamento al Tg1, nel giugno 2009, come emerge bene dal “dossier”, la conduzione di Minzolini si è in effetti caratterizzata per i suoi editoriali in genere a sostegno del governo e per il mettere spesso in secondo piano notizie anche importanti di politica, magari in favore di servizi di cronaca su argomenti sempre più “bizzarri”. Il che ha portato, oltre alle polemiche, anche ad un certo calo degli ascolti.

Berlusconi: “PdL unito intorno al Governo”. CdA Rai, Santoro in onda dal 23 settembre

Due siti hanno avuto il privilegio di annunciare l’odierno messaggio di Silvio Berlusconi in merito alla compattezza del PdL. Il primo, va da sè, è forzasilvio.it che ha quale utenza solo sostenitori regolarmente registrati. Il secondo è quello del Tg1 che in home page riportava buona parte dei contenuti del pensiero del presidente del Consiglio.

Fare quadrato intorno alle insistenti voci di spaccature che da più tempo aleggiano intorno al Popolo delle Libertà.In questi giorni sono riprese contro il governo e contro il PdL furibonde campagne mediatiche“: le premesse appaiono quantomeno scontate per averle sentite in più circostanze ma quel che ha mandato su tutte le furie l’opposizione – unanime, da Pancho Pardi dell’IdV a Pier Luigi Bersani segretario Pd – è il fatto che un organo di stampa di proprietà finale dello Stato si sia prestato ad accogliere e pubblicare una missiva del premier.

I nostri avversari sono maestri nelle chiacchiere, con le quali cercano di nascondere i loro demeriti e di oscurare il lavoro fatto dal governo. Calunnie e furibonde campagne mediatiche, non riusciranno a oscurare il lavoro del governo se il Popolo della libertà sarà unito attorno al proprio governo, coeso tra leader, dirigenti e popolo“: insomma, la linea è tracciata. Si torni a essere coesi nel richiamo di quel che avvicina e non più disomogenei nel rimarcare le continue differenze.

Tg1, appello: la dignità e il rispetto

Biagi Montanelli

L’appello nasce dalla rete. Lo riportiamo. Per aderire, lo trovate qui su Facebook.

Al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti
Lorenzo Del Boca
e p.c.
al Direttore tg1 Augusto Minzolini
e al Presidente della Rai Paolo Garimberti

oggetto: segnalazione grave violazione deontologia professionale.

Tg1, editoriale di Minzolini su Bertolaso

Credevate forse che non avremmo postato qui per voi l’ultimo editoriale del direttore del Tg1 (delle 20) Augusto Minzolini? Eccolo qui sopra. Dice Minzolini:

Le intercettazioni sono strumenti di indagine, non sono prove, e lo sanno bene anche i magistrati. Al telefono si usa un linguaggio diverso rispetto a quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale, ma non si può condannare una persona per un aggettivo se non c’è una prova

Altra questione la condanna mediatica, dice il direttore del Tg1:

E il condannato mediatico, se pure dimostra la sua innocenza davanti a un tribunale, la sua pena la sconta già davanti alla società. Cosa che può accadere anche a Bertolaso

Quanto sta emergendo in questi giorni derviderebbe il suo tempimo, secondo Minzolini, perché

siamo in campagna elettorale e puntualmente le inchieste giudiziarie sostituiscono la campagna elettorale: è successo l’anno scorso con la vicenda delle escort, mentre quest’anno il primo giorno della par condicio siamo stati sommersi dalla pubblicazione di un mare di intercettazioni. Tutto finirà il giorno dopo il voto, ma intanto l’intero Paese subirà un altro colpo

Buona visione.

Tg1: l’editoriale di Minzolini su Spatuzza e Graviano

Ve lo aspettavate? Era abbastanza certo. Ieri, nel corso dell’edizione serale, quella delle 20, del Tg1, l’editoriale del direttore Augusto Minzolini. Qualche maligno scrive, nei commenti di YouTube:

mamo2037

In confronto a Minzolini Fido è super partes

Dove “Fido” dovrebbe essere un altro direttore, quello del Tg4, al secolo Emilio Fede.

Paragone improprio? A chi legge, ascolta, guarda o ha guardato ieri l’ardua sentenza. Minzolini comunque comunica, e analizza la portata delle “balle”, o meglio, le “minchiate” di Spatuzza. Concludendo che

il caso Spatuzza è solo l’ultima prova, ma l’elenco è infinito, del fatto che nel nostro sistema giudiziario c’è qualcosa di sbagliato. Le polemiche su questioni di forma non devono impedire di guardare ai problemi veri, e la riforma della giustizia è uno di questi

Riforma sarà, si suppone.

Cosentino, richiesta autorizzazione a procedere

cosentino camorra misura cautelare

L’Ansa: misura cautelare per Nicola Cosentino. Richiesta autorizzazione a procedere: l’ipotesi di reato per il sottosegretario e coordinatore regionale del Pdl, possibile candidato a Governatore in Campania, è concorso esterno in associazione camorristica. L’Espresso, come si vede dall’immagine, a fine ottobre ha titolato “La Camorra nel Governo”, riportando le dichiarazioni di cinque pentiti.

Guardando il Tg1 ho pensato al “buco”. Magari non spontaneo, chissà. Perché la notizia è su tutti i siti già dalla prima serata. Non si tratta di una delle frequenti stangate di Repubblica, magari non perfettamente verificata: Augusto Minzolini, come già accaduto, avrebbe potuto dire che si devono riportare solo notizie verificate.

E va bene. Ma la notizia è riportata dall’Ansa, dal Corriere della Sera.

In effetti, però, il Tg1 non ha bucato. La notizia è arrivata, breve, a fine edizione delle 20. Dopo il muro di Berlino, e anche dopo un editoriale del direttore Augusto Minzolini che ha parlato di riforma della giustizia e di immunità parlamentare. Il Tg2, avendo avuto più tempo, manda in onda un breve servizio.

La richiesta di autorizzazione risulta comunque partita, anche se, ad ora, non sarebbe confermata la sua ricezione.

L’editoriale

Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Parola di Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Che ha deciso, in diretta, nell’edizione delle ore 20 del primo Tg della Rai, di dare il suo giudizio negativo sulla protesta organizzata a Roma, in piazza del Popolo, dalla Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, sulla libertà di stampa. Un editoriale contro.

Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l’avvocato Agnelli, l’ingegner De Benedetti, l’ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo

Bisogna ascoltarlo, per capire cosa pensarne.

Tg1, il “silenzio pietoso” dell’Idv

tg1

L’Italia dei Valori ha realizzato un dossier sul ‘silenzio pietoso’ del Tg1. Una vera e propria denuncia, secondo il partito di Antonio Di Pietro, in merito al nuovo corso della direzione Minzolini che si caratterizza per la drastica riduzione della politica e per la soppressione della ‘nota’. Nella ricostruziione e analisi fatta dall’Idv, che ha presentato il suo dossier con tanto di conferenza stampa, dai dati del Tg1 emerge chiaramente un affossamento delle notizie principali a favore di notizie di cronaca di secondo piano.

La parola che emerge – e che potrebbe in verità inquitare alcuni – è silenzio. Silenzio sull’Idv, dicono prima di tutto, la cui copertura sarebbe passata da una media intorno all’8% nelle settimane precedenti alle elezioni europee al 3,5% dell’ultima settimana.

E poi silenzio è anche la parola d’ordine nei contenuti politici del Tg1, secondo il dossier.

Berlusconi, Videolina e la CNN

CNN intervista Silvio Berlusconi. Questa la versione della CNN. Nei tg di ieri, il Tg1 e il Tg3, si fa di più. Guardandoli, anche di striscio, il dubbio, la stranezza, diciamo, è sorta. C’è un logo che normalmente non è presente in tv accanto ai faccioni degli intervistati, se non in campagna elettorale e nei messaggi mirati, in periodo pre-elezioni. Il logo del partito, che appare, poi scompare, poi, riappare, poi riscompare.

Silvio Berlusconi è stato intervistato dall’emittente sarda Videolina, e come vedete dalla CNN. E ieri sera Tg1 e Tg3 riportano, e appare il logo elettorale del Pdl, con la scritta Berlusconi presidente.

Rassegna Critica – Vengo dopo il Tiggì. Il Caimano

Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l’assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d’urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti

Vediamo cosa succede telegiornalisticamente oggi. Con un occhio particolare. La lente si chiama: Berlusconi+calcio.

Rassegna Critica – Vengo dopo il Tiggì. E l’opposizione?

Dunque. Qui, a occhio e croce, c’è l’ennesimo conflitto istituzionale in corso.
Di clima disteso non se ne parla più, o almeno, non se nee parla proprio. Il Tempo titolava oggi

E meno male

Non nel loro senso – nel senso della Copia Omaggio di cui tappezzano la città. Ma un fondo di verità c’è.

Vediamo cosa ci dicono i nostri. I titoli del Tg1 delle 13.30 di oggi. Il primo, quel che interessa in questa sede:

Decreto Sicurezza, passa al Senato la norma sospendi-processi. L’opposiziona lascia l’aula. La maggioranza: “Pd succube di Di Pietro”

Rassegna Critica – Vengo dopo il Tiggì. Calcestruzzi per tutti

La TAV nel tratto di Anagni. L’ospedale di Caltanissetta. Cos’hanno in comune? Ecco un’agenzia del 13 giugno 2008:

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 13 giu – La Direzione distrettuale antimafia di Caltanisetta ha notificato un avviso di garanzia all’ad di Italcementi, Carlo Pesenti nell’ambito dell’inchiesta su Calcestruzzi, sequestrata nei mesi scorsi perche’ accusata di mafia e di avere fornito calcestruzzo di qualita’ inferiore a quello previsto nei capitolati di appalto. Stupore e sconcerto dei legali di Italcementi

Quattro righe che hanno dietro tutto un mondo. Un mondo che in pochi si sono preoccupati di spiegare diffusamente nel mondo mediatico italico. Voci che parlano, appunto, anche nella TAV nel tratto di Anagni. Voci che dicono che, disseminate per l’Italia, ci sono infrastrutture fatte con un’alta percentuale di cemento inferiore alla norma. Quindi a rischio crollo, oppure cmunque dalla durata inferiore alle aspettative.