Camorra, arrestato consigliere PDL

Foto: Ap/LaPresse

Durante la prima mattinata di oggi, i Carabinieri del distretto di Salerno a condotto un operazione per arrestare 6 persone, in merito ad un inchiesta relativa a possibili scambi mafiosi politici. Tra le sei persone arrestate c’è anche l’ex sindaco di Pagani del gruppo PDL. Alberico Gambino è accusato di concussione in concorso ed associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso, delitti aggravati dell’attività di agevolazione dei clan Fezza-D’Auria Petrosino, attivo nell’agro nocerino.

Per tutti e sei l’accusa è questa. Gambino, fino a poco tempo fa era il sindaco di Pagani ed insieme al presidente del Paganese calcio e a due esponenti del clan, avevano creato un associazione a delinquere finalizzata al controllo delle attività pubbliche a livello economico. Il tutto si limitava alla zona di Pagani, ma gli introiti economici, sono stati elevati per tutti e sei gli arrestati.

Pollica, omicidio Vassallo: l’Antimafia indaga, Napolitano chiede chiarezza

Trafitto il cuore, centrato il petto, aperta la gola. Angelo Vassallo, ucciso con una quantità imprecisata di colpi di pistola (proiettili calibro 9×21: si dice siano arrivati nove colpi ma non si ha ancora certezza in tal senso) nelle prime ore della serata di domenica 5 settembre, di mestiere faceva l’imprenditore nel settore ittico e conciliava la sua attività con quella di Sindaco di Pollica, comune del cilentino in provincia di Salerno.

Di rientro a casa (ubicata ad Acciaroli, piccola frazione del comune), non ha fatto in tempo a scendere dalla macchina (Audi Grigia, trovata con il freno a mano tirato) per evitare la ferocia del/degli aggressore/i. Morto sul colpo in seguito a quella che ha assunto sempre più – col passare delle ore, dei minuti, con l’intensificarsi delle indagini – le fattezze di una vendetta (o una punizione) di stampo camorristico.

PRIME RIFLESSIONI. 57 anni dei quali gli ultimi 5 da primo cittadino – esponente del Partito Democratico, a cui tuttavia non risparmiava critiche – contraddistinti da una attività incessante rispetto a tematiche quali legalità, rispetto ambientale, autosostentamento economico del comune di appartenenza attraverso l’investimento turistico.

Si parte da qui – l’impegno morale e civico volto al rispetto della legalità – per trovare una motivazione e riempire di contenuti un omiciio che rientra ancora nei casi irrisolti. Il Pubblico Ministero Alfredo Greco, cui erano state affidate le indagini (prima che la competenza diventasse dell’Antimafia), fa il punto della situazione: “Esecuzione cattiva con troppi colpi per un omicidio. Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l’illegalità, sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava“. Vassallo, quindi, era per la comunità cilentina un riferimento importante: simbolo di giustizia, fautore di legalità.

2009, un anno in Politica Live – Undicesimo tempo

Brenda transessuale Marrazzo 1

Il 20 novembre 2009 muore misteriosamente un personaggio diventato, in pochi giorni, famoso: Brenda, una delle trans coinvolte nel caso Marrazzo. Muore soffocata in un incendio nel suo appartamento a Roma. Morto anche – ma se ne parla meno – Rino Cafasso, per una dose letale di eroina purissima. Era un altro personaggio implicato in questa storia, con una vita tra cocaina e transessuali.

“Mi chiamo Wendell Mendes Paes, sono nato a Belem Para il 28 novembre 1977. Vivo in Italia da cinque anni, sono un clandestino. Il mio nome d’arte è Brenda, o meglio Blenda”.

È cos’e nient

Il filmato e la vita. Quello che c’è scritto qui è scritto, appunto. Nero su bianco, giusto o sbagliato. E’ scritto, e letto forse anche da tanti. Ma.

Congresso Pdl, parla Fini

Congresso del Pdl, seconda giornata. Live dalla Fiera di Roma Edoardo Colombo in missione emozionata, entusiasta e un po’ commossa laggiù. Oggi interverranno i Ministri del Governo Berlusconi, accompagnati da quelli dei leader dei gruppi parlamentari di quello che è, dopotutto, un nuovo partito sulla carta.

E sta arrivando l’attesissimo intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Mi permetto di riportare alcuni commenti al merito sul profilo di Facebook di Edoardo.

A me preoccupa di più Fini quando si rimangia di aver detto che Mussolini è stato un grande statista.. Fortunatamente il duce non l’ha conosciuto, altrimenti chissà cos’abrebbe potuto dire di lui!! Va bene evolversi, va bene smarcarsi dal passato, ma un zichinin di coerenza non sarebbe fuori luogo!!

Ed ecco il discorso di Fini.

Saviano, per chi se lo fosse perso

Per chi non ha potuto vederlo, per chi non lo sapeva, per chi lo vuole rivedere. Su Rai.tv è possibile vedere Roberto Saviano a Che tempo che fa. Cronache di guerra quotidiana che arriva alle cronache nazionali solo in nera, nelle flash, e solo se il sangue versato è tanto. Veramente tanto.

L’hanno definita operazione civile.

15 anni è un’età che non bussa alle coscienze con le nocche. Ma con le unghie.

Gomorra, addio all’Oscar

Gomorra dice addio all’Oscar. Non ce lo aspettavamo. Non se lo aspettava nessuno. Non se lo aspettava certo il regista. Il film di Garrone aveva avuto un 2008 di tutto rispetto. Premiato a Cannes, premiato agli European Film Awards, era stato benedetto da Steven Spielberg e Sophia Loren, era innegabilmente in odor di Oscar.

E invece no, niente statuetta. Il 2009 è appena iniziato, ed è già una pessima annata. Gomorra è rimasto a secco sia ai Golden Globe sia agli Oscar: la pellicola non rientra nelle candidature. Fabio Cannavaro (grande e insospettabile critico cinematografico, oltre che calciatore a tempo perso) portasse un po’ sfiga?

Lettera a Gomorra

Era da tanto, devo ammettere, che non sfogliavo un giornale cartaceo. L’altro giorno mi è capitato nuovamente di farlo. Ero all’Economist Roundtable with The Italian Government, al St. Regis – casa mia fosse anche solo il bagno di quel posto sarei una donna appagata.
Di Italian Government, in realtà, c’era solo il buon Brunetta. E qualche sottosegretario. E la Maria Pia Garavaglia ed Ermete Realacci. Si sfidavano a colpi di progetti sull’economia italiana. Un evento interessante.
Interessante vedere dal vivo anche la coerenza di Brunetta. Vuole dare la caccia e la lotta ai fannulloni? D’accordo o meno con lui, non si può dire ceh non sia coerente. Anzi. Ha dato risposta affermativa alla sua partecipazione in quel di luglio. E’ effettivamente comparso – mentre altri hanno dato forfait e confusione (come ci si aspeta dai politici) fino all’ultimo – e la mattina di lunedì era lì alle NOVE MENO UN QUARTO.

Gomorra, la storia continua. Guerra alla Camorra?

Mentre il Pakistan è in fiamme, sconvolto dall’attentato rivendicato da Al Qaeda durante un banchetto in onore del neo presidente, e fa i conti con i suoi oltre 60 morti accertati, tra cui l’ambasciatore ceco, i suoi 100 feriti, i soccorritori che solo all’alba sono riusciti a entrare, foto della tragedia e video che circolano nel mondo direttamente dall’interno dell’hotel, in Italia un’altra guerra è in corso.
150 poliziotti, 150 carabinieri e 100 finanzieri: un totale di 400 unità umane sarebbe in partenza per la zona di Caserta. Mission: impossible.

Riformare il 41 bis. A proposito di emergenze

“La 41 bis e’ una norma intrisa del sangue e dell’intelligenza di due grandi magistrati come Falcone e Borsellino, ma nel corso degli anni ha subito un sostanziale depotenziamento”. Lo ha detto a Sky Tg24 il procuratore generale della Procura di Torino, Gian Carlo Caselli. “Certamente serve un aggiornamento sulla base delle esperienze acquisite e dei mutamenti avvenuti in questi anni”.
La dichiarazione del procuratore Caselli giunge all’indomani dell’ennesima decisione di un Tribunale di sorveglianza, chiamato a pronunciarsi sull’ennesima richiesta di revoca dell’applicazione dell’articolo 41 bis da parte dei legali di un condannato per reati di mafia. L’articolo in questione, inserito nella legge 354 del 26 luglio 1975, in materia di ordinamento penitenziario, prevedeva originariamente al primo comma la possibilità per il ministro della Giustizia di sospendere l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti previste dalla stessa legge in casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza ovvero, quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, nei confronti dei detenuti (anche in attesa di giudizio) per reati di terrorismo o eversione.
Entrato ufficialmente in vigore nel 1986 con la legge Gozzini, il 41 bis è stato allargato ai reati di mafia dopo (!) le stragi di Capaci e via D’Amelio del 92, in cui persero la vita Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. Un secondo bis fa da qui giorni capolino sotto il secondo comma dell’articolo 41 bis

Gomorra, libro aperto

Ai boss non dispiace che i giornali scrivano di loro, perchè si deve capire chi comanda.

ANSA delle 19.55. CAMORRA, DURO COLPO AI CASALESI
CASERTA – Trentadue ordinanze di custodia cautelare in carcere, diciassette arresti eseguiti, 10 notificati in carcere, in tre fuggono, due sono da tempo ricercati: vengono colpiti ancora i Casalesi. Fra i destinatari delle ordinanze, che riguardano due fazioni in guerra, anche i figli dei superboss. Nel mirino dei carabinieri del Comando provinciale di Caserta e della Dda di Napoli ci sono stavolta i ‘Tavoletta-Cantiello’ e la fazione capeggiata da ‘Cicciotte e Mezzanotte’, Francesco Bidognetti, recentemente condannato all’ergastolo nel Processo ‘Spartacus’

Gomorra, condannati i Casalesi



Ergastoli. Confermati. La prima sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato le 16 condanne all’ergastolo per i boss del clan dei Casalesi. Il processo “Spartacus” ha dato la sua sentenza. Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, Michele Zagaria e Antonio Iovine, Giuseppe Caterino, Mario Caterino (latitante), Cipriano D’Alessandro, Giuseppe Diana (latitante in primo grado condannato a nove anni), Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Russo, Francesco Schiavone, detto ‘Cicciariello’, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara.


Gomorra, il giorno del giudizio

Una doppia paginata su la Repubblica di ieri, a firma Roberto Saviano, descrive mirabilmente le fasi conclusive di quello che può essere considerato il più importante processo di mafia dai tempi del MAXI di Palermo,oltre 20 anni fa. Ed è, oltre che un lucido pezzo di cronaca giudiziaria, anche e soprattutto una “chiamata alle armi” per la società civile. Con una speranza ed un monito: che cresca sempre più la consapevolezza della gente affinchè non finisca, ancora una volta, tutto nell’oblio.
SPARTACUS è il nome del processo che domani o dopodomani giungerà all’inizio della fine. Si chiuderà la prima parte, verranno lette le prime sentenze di secondo grado. 31 imputati, per sedici dei quali è stato chiesto l’ergastolo, il processo di mafia più importante degli ultimi vent’anni. Spartacus: il nome non è stato scelto a caso. È un omaggio a Spartaco, il gladiatore tracio che nel 73 avanti Cristo insorse contro Roma. Partendo dalla scuola gladiatoria di Capua con un pugno di uomini, riuscii a raccogliere schiavi, liberti, gladiatori d’ogni parte del meridione.
Che un processo prenda il nome di un ribelle, di uno schiavo fuorilegge che sfidò Roma – la culla del diritto – è qualcosa di unico per la storia della giustizia. Questo processo è stato chiamato Spartacus con l’idea che il diritto potesse liberare queste terre schiave dal potere dei clan e dell’imprenditoria criminale. Con il sogno che un processo potesse innescare la sollevazione di un territorio, credendo che la vera rivoluzione qui consista nella possibilità di agire legalmente: senza sotterfugi, alleanze, raccomandazioni, appalti truccati e aziende dopate dal mercato illegale.
Spartacus è il risultato di una enorme indagine condotta dal 1993 al 1998 dalla Procura Antimafia di Napoli, ossia dai Pm Federico Cafiero De Raho, Lucio Di Pietro, Francesco Greco, Carlo Visconti, Francesco Curcio e poi Raffaele Cantone, Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Raffaello Falcone. E mentre molta parte l’Italia e d’Europa continuerà a pensare che si sta celebrando un processo contro una banda criminale, l’ennesima del sud Italia, in realtà le carte processuali, le audizioni, i più di mille imputati nelle gabbie, parlano di un potere enorme che va considerato una delle avanguardie dell’economia di questo paese.

Morti sul lavoro. Annegati in una vasca

Ogni quanto accade? Anzi, la domanda non è appropriata. Ogni quanto tempo, con che scadenza lo stanco, sfatto e assopito mondo italiano ne ha percezione?

Con il termine Caduti del lavoro sono chiamati i morti per incidenti sul lavoro. Questi lavoratori vengono spesso ricordati con questo termine anche nelle strade e nelle piazze d’Italia a loro dedicate

Si trova su Wikipedia. Che se ne fanno, loro cadaveri e le familglie scomposte?

Ne sono morti sei, questa volta. Forse, per una intossicazione da esalazioni venefiche: stavano puleendo una vasca di depurazione. I sei operai lavoravano nella struttura consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Quattro erano dipendenti comunali (uno era un precario dei Lsu) e gli altri due di un azienda privata.
Non sono passati neeanche tre mesi da Molfetta: cinque operai morirono intossicati dentro una cisterna. Dall’inizio dell’anno ad ora, per lavoro, ci sono: 443 morti, 443.240 infortuni, 11.081 invalidi.