Roma e il ballottaggio Michetti-Gualtieri. Alla ricerca del programma perduto: Trasporti

di Redazione Commenta

Roma: la città più congestionata d’Italia, che fa perdere alle persone ore e ore di vita nel traffico.

Mezzi pochi e mal tenuti, binari logorati e «risolti» dall’amministrazione Raggi con la riduzione della velocità, tempi di attesa lunghissimi e, beninteso, sovraffollamento: un colpo di genio in tempi di pandemia, perché per i luoghi al chiuso – molti dei quali ancora a capienza limitata – serve il green pass ma spostarsi ogni giorno stipati come sardine evidentemente va benissimo.

Neanche la cosiddetta organizzazione aiuta, laddove i diversi responsabili, gestori, programmatori e controllori si telefonano molto poco: “è la burocrazia, bellezza”, in una città con una rete stradale di circa 6mila km – la più vasta d’Europa.

Vediamo dunque cosa i romani si possono aspettare dai due candidati a Sindaco – Enrico Michetti per il centrodestra e Roberto Gualtieri per il centrosinistra.

Per il Tribuno, tra i punti più importanti ci sono il rilancio dell’Agenzia del Trasporto Autoferrotranviario del Comune ATAC, da mantenere pubblica, la chiusura dell’anello ferroviario e diversi prolungamenti delle linee metropolitane. A prima lettura, tutto bene – peccato che “rilancio” sia parola vaga e che il programma non spieghi molto né i fondi o i tempi per tutti questi lavori, né la visione e il metodo per risolvere i problemi. Quello che, a cercare nelle ben 120 pagine di programma, è invece chiaro è che il candidato propone il ritorno del bigliettaio “come assistente di bordo e garante dell’ordine” – sempre che riesca a salirci, sui pochi e sovraffollati mezzi romani. Certo: una prospettiva di circa 6mila posti di lavoro in più, ma anche tanti costi in più, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 250 milioni. Per non parlare del fatto che, per fare da “assistente di bordo”, ogni bigliettaio dovrebbe parlare almeno l’Inglese – almeno, se si vuol pensare alla ripresa del turismo, al Giubileo 2025 o all’Expo 2030 – e tutto questo senza ancora aver sfiorato i problemi del trasporto in Città.

Per l’ex Ministro dell’Economia, si parla di un piano con “scadenze annuali e verificabili” – cosa un po’ più concreta – e di una nuova governance del sistema mobilità assieme alle due società locali ASTRAL (Azienda Stradale Lazio) e COTRAL (Compagnia Trasporti Laziali). Elemento forse più interessante, si parla della “cura del ferro”, nel senso di un sistema di ferrovie, metropolitane e tram con stazioni che permettano i collegamenti. Infine, si parla del modello “la città in 15 minuti” – progetto di mobilità sostenibile ideato da Carlos Moreno, scienziato franco-colombiano, e adottato con successo in diverse grandi città europee e del mondo. Come spiega bene la pagina web dedicata dell’ENI, parliamo di grandi metropoli sostenibili e a misura d’uomo, nelle quali – a zero emissioni – si possano raggiungere in non più di un quarto d’ora scuola, servizi, salute, uffici pubblici, cultura e tempo libero. Potrebbe essere un’idea, a patto di riprendere in mano il tessuto dei servizi presenti e l’eventuale apertura di nuovi, a cominciare dai presidi sanitari e ospedalieri, in una Capitale sempre meno popolata e di sempre più persone anziane o bisognose di assistenza.

A tirare le somme, tra i due programmi non c’è partita: l’uno c’è – magari discutibile, ma c’è; l’altro va ancora trovato, nel senso che di trasporti romani ne sappiamo più noi in Redazione. Possiamo solo augurarci che i romani vogliano decidere nel merito e non più “per Partito preso”, con la speranza che ai bei progetti seguano anche i fatti e che Roma, da città devastata e invivibile, torni alla bellezza che merita e magari veda anche il ritorno a casa dei suoi giovani sparsi per il mondo.