Patroni Griffi, la casa che inguaia il governo Monti

di Michele Laganà Commenta

In meno di due settimane, due scandali hanno colpito l’attuale governo presieduto da Mario Monti. Il presidente del consiglio, che sta andando a favore dell’Europa per cercare di appianare i mercati finanziari e per cercare di farci uscire dalla crisi economica che sta colpendo l’Italia, deve combattere anche con le dimissioni del suo sottosegretario Malinconico, colpito dallo scandalo riguardante le vacanze pagate da Piscicelli. Ora, monti, però, si trova a dover “combattere” con un nuovo scandalo che però sembra non scuoterlo più di tanto.

Il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, nell’anno 2008, riuscì ad acquistare una casa in pieno centro a Roma, con vista sul Colosseo, a soli 1.630 euro al metro quadro. La casa, appartenente all’INPS è stata venduta per quella cifra per dei presunti problemi sismici di cui soffre quella zona di Roma. L’appartamento, al ministro, è costato solamente centosettantasette mila euro, per un totale di 109 metri quadri, in una zona centralissima di Roma.

Da quanto emerge dalle carte del catasto, la zona dove si trova la casa è catalogata come categoria A4, casa popolare, con calle 2 cioè casa popolare poco curata. Nel 2005, gli inquilini chiesero che quello stabile non fosse venduto come immobile di pregio, ed una sentenza del Consiglio di Stato, diede ragione agli inquilini. Il ricorso contro l’INPS fu vinto anche grazie all’avvocato che collaborò nella causa, un nome conosciutissimo, Carlo Malinconico. Sia il comune di Roma, che la Protezione Civile, interpellate sulla possibile sismicità della zona, cadono dalle nuvole.

L’ultima mappatura sismica della capitale risale al 2009, anno in cui ci fu il terremoto dell’Aquila ed il sindaco Alemanno predispose proprio questa mappatura strada per strada. Il primo municipio, zona che comprende la via dove è situata la casa in questione, è catalogato come rischio sismico 3A, ovvero rischio sismico basso. La stessa mappatura, mostra come avvicinandosi alla zona dei castelli romani, il rischio sismico aumenti. Insomma, un ennesima tegola sul governo Monti, ancora da chiarire.

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