La riforma della Giustizia è la vera priorità del paese?

di D. Spagnoletto 5

Foto: Ap/LaPresse

Dopo la scesa in politica di Silvio Berlusconi nel ‘94, in Italia si è parlato sempre di più di un utilizzo politico della Giustizia e della maniera, secondo i suoi collaboratori, con cui i magistrati tentano di “liberarsene”, dando vita a polemiche che hanno e stanno lacerando il paese.

Il processo Mediaset, il caso Mills e in ultima istanza il caso Ruby non hanno fatto altro che acuire queste polemiche, portando sempre più la Giustizia nell’agenda di Governo, tanto, che le attenzioni dell’Esecutivo si stanno concentrando proprio sulla riforma della Giustizia.

In questo senso sono esemplificative le parole rilasciate al Tempo da capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, secondo cui: “La riforma della Giustizia non è ancora arrivata in porto perché in questi anni all’interno della maggioranza prima l’Udc e poi Fini hanno bloccato elementi importanti” ma “con l’uscita di Fini dal Pdl, e la maggiore omogeneizzazione delle forze che sostengono il governo, può essere la volta buona”. Secondo Cicchitto “i tempi sono maturi perché il dato vero è che, dal 1991 in Italia, siamo in una fase nella quale con caratteristiche diverse la giustizia è stata utilizzata a fini politici”.

L’esponente del Governo rilegge ultimo ventennio delle toghe: “Nel 1992 la magistratura si è rivolta principalmente contro cinque formazioni politiche salvaguardando la sopravvivenza dell’ex Partito Comunista. Dal ’94 in poi la stessa operazione è stata fatta con Silvio Berlusconi. Il retroterra culturale della richiesta di riforma è dunque politico”.

Un altro attacco alla magistratura è arrivato sulle colonne del Giornale dal sottosegretario all’Attuazione del Programma Daniela Santanchè, secondo la quale: “Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi” perché “se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva”. La Santanchè è dell’idea che la riforma della giustizia è “necessaria e urgente”.

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Commenti (5)

  1. E’ UN MUST !!

  2. Perché secondo te Silvana?

  3. riforma della giustizia? e a cosa servirebbe al cittadino? ma stiamo scherzando? è solo un’agevolazione per i farabutti come lui…è un mascalzone, la proponesse come referendum e vedrà come la gente la boccerà!!!

  4. si è la vera riforma del paese. Processi civili che duranno decenni, Giudici Monocratici intoccabili e spesso inavvicinabili persino in udienza….uno mi ha vietato in udienza di rivolgergli la parola……e stavamo in un processo dibattimentale e non documentale. Se sbagliano….ritardano…..o omettono….ti rivolgi al CSM che archivia.! Insomma una Casta di INTOCCABILI. Trattano a cittadini con fastidio e insofferenza. I costi poi sono assurdi…una CTP privata a me è costata €. 1.500,00 + IVA la stessa perizia fatta dal CTU del Giudice, su ordinanza di quest’ultimo….è costata €. 6.000,00 + spese+IVA. Pensa tu!! A chi ti rivogli???? E’ ora di finirla….e di farli scendere dal loro piedistallo……e poi…non gli va bene nessuna Riforma….sia di Sinistra che di Destra…e chi ci prova…passa i GUAI.!!!

  5. @ m.mike:
    @ m.mike:
    d’accordo su quasi tutto; il quasi riguarda un’eventuale referendum ove i votanti sarebbero la nota massa di ex orfani che hanno ritrovato dopo troppi anni l’adorato papi e padrone

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