Elezioni Roma: Mentre Giorgetti e Calenda si scambiano apprezzamenti, alla Città chi ci pensa?

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È il 27 settembre, e la notizia irrompe sulle Agenzie di Stampa: “Giorgetti ‘scarica Michetti ed elogia Calenda”. Secondo il Ministro in quota Lega, da almeno due anni considerato o persino auspicato come il “sostituto” di Salvini, l’uomo giusto per la carica di Sindaco di Roma sarebbe stato Bertolaso – che è come dire che Michetti è quello sbagliato. Non solo: alla domanda sull’esito del voto nella Capitale, esprime apprezzamento per Calenda (“ha le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come Roma”) e dichiara che, nell’ipotesi di un ballottaggio tra i candidati di centrodestra e centrosinistra, “vince Gualtieri”.

Qualche ora dopo, Michetti risponde con apparente tranquillità che “ognuno è libero di dire quello che pensa” ma, a uno sguardo più da vicino alle parole usate, l’irritazione è alta. Anzi, altissima: “Non lo conosco (Giorgetti – ndr), credo di non averlo nemmeno mai incontrato” – che è come dire “Giorgetti chi?” Più visibilmente irritato il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, che tira fuori la non romanità del Ministro invitandolo a” fare campagna elettorale a Varese” – criterio di sola pancia e nessuna ragione, laddove vivere e lavorare in una città diversa da quella natale non rende né incompetenti, né tantomeno ostili. Con questo principio, quanti ministri forzisti non romani di nascita, per non parlare del milanese leader? Nel frattempo, Calenda ringrazia e prova a girare la frittata – affermando in un tweet che, mentre piovono accuse sul suo essere “il candidato della Lega per un apprezzamento professionale di Giorgetti”, il PD stia siglando “un patto con i 5 stelle per portarli in Giunta”.

Solo che le parole di Giorgetti premierebbero anche Gualtieri, dal Ministro indicato come sicuro vincitore: anche lui, un candidato della Lega? Infatti, Gualtieri commenta: “Giorgetti dice che al ballottaggio batterò Michetti: incrocio le dita e mi preparo” – tranquillo non solo dei dati incoraggianti dai sondaggi, ma anche dalla trasparenza nel dire da alcuni giorni che al ballottaggio chiederà i voti degli elettori che al primo turno avranno votato per Raggi e Calenda, ma anche che per il secondo turno non intende fare apparentamenti.

Nel secondo pomeriggio, Giorgetti reagisce con un “ma figuriamoci se tifo per Calenda”, lamentando la strumentalizzazione delle sue parole, mentre Calenda restituisce la cortesia con un apprezzamento alla persona – “galantuomo che fa politica, sa riconoscere il valore delle persone, capisce chi può essere utile alla causa di Roma e dell’Italia… starei nello stesso Governo di Giorgetti ma certamente non nella Lega” – e un ulteriore attacco a Gualtieri, che accusa di voler riportare in Campidoglio “mezza Giunta Raggi”.

L’ex Ministro dell’Economia chiude oggi l’argomento con un ringraziamento a Giorgetti per la previsione della vittoria ma anche con un “non m’interessa” riferito alla polemica in corso, ricordando a tutti che il terreno di confronto dovrebbe essere quello dei programmi, dell’esperienza e delle capacità per il rilancio della Città Eterna, peraltro appena dichiarata Capitale mondiale della sporcizia e Capitale europea dei crolli e delle voragini.

Ci rimane una sola, piccola domanda da questo giro di “botte e risposte”: avendo ieri detto Tajani di non condividere il 90% di quanto dichiarato da Giorgetti, quale sarebbe il restante 10%?