Berlusconi critiche dalla Germania

Silvio Berlusconi attacca la Germania, e Berlino non ci sta. Dopo aver compreso che il territorio berlinese avrebbe potuto diventare tra i protagonisti negativi della campagna elettorale già avviata dall’ex premier, il ministro degli Esteri Guido Westerwelle è corso ai rapidi ripari, annunciando che la Germania non accetterà l’abbandono dei toni democratici. “Una cosa non accetteremo: che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista. Nè la Germania né l’Europa sono la causa dei problemi che ha l’Italia” – ha dichiarato l’esponente dell’esecutivo tedesco.

Germania: Guttenberg rassegna le dimissioni

Mi dimetto dai miei incarichi politici. Questa è la decisione più dolorosa della mia vita“. Parole del ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, che questa mattina ha rassegnato le dimissioni, che sono state già consegnate alla cancelliera Angela Merkel.

Rinuncio temporaneamente e sottolineo temporaneamente al mio dottorato“, ha affermato Guttenberg, che ha aggiunto di non voler “ricevere trattamenti diversi da quelli di chiunque altro” e per questo collaborerà “attivamente“all’indagine dell’Università di Bayreuth.

Germania: maiale contaminato da diossina in Baviera, Cina blocca esportazioni

Germania-maiale-diossina.

Le autorità tedesche hanno ammesso questa mattina che la carne suina contaminata da diossina potrebbe essere già stata distribuita sul mercato. Ammissione che stona con le rassicurazioni espresse ieri dal sottosegretario all’Agricoltura, Friedrich-Otto Ripke.

A riportarlo è il quotidiano Dpa, che cita il portavoce del ministero dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Hahne. Secondo il quotidiano la carne incriminata sarebbe stata venduta in alcuni supermercati della Baviera settentrionale.

Germania, Libertà di stampa: l’altro centro-destra, la Merkel


In Italia si è cercato di imbavagliarla, in Islanda è stata difesa a oltranza e ora pare che anche la Germania abbia capito l’importanza di una informazione libera in libero Stato: in controtendenza rispetto a quanto accaduto nella fase politica tricolore più recente, Angela Merkel, Cancelliere tedesco dal 2005, e il suo Governo hanno optato per modificare il Codice penale al fine di garantire una sempre maggiore libertà di informazione ai giornalisti e agli editori.

Il centrodestra in Germania non somiglia affatto a quello italiano se è vero, come è vero, che lassù la libertà di stampa viene indicata quale valore costitutivo della democrazia: non solo tutelata ma, se possibile, ulteriormente rafforzata. Il disegno di legge approvato di recente garantisce infatti una maggiore forma di protezione a quei giornalisti che diffondano informazioni riservate: gli unici a essere perseguibili da disposizioni del Codice penale sarebbero allora solo le fonti e non più i giornalisti che le pubblicano, tant’è che la magistratura non potrà più perseguirli per concorso nella violazione del segreto su notizie riservate.

Nucleare, Iran: in arrivo nuove sanzioni

ahmadinejadUsa e Iran. Una sfida infinita che ieri ha scritto l’ennesimo capitolo. Il segretario alla Difesa statunitense, Robert Gates, da Kirkuk, auspica che la comunità internazionale si adoperi per “ulteriori e significative sanzioni” contro il governo di Ahmadinejad per il suo programma nucleare. In una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, a New York, i rappresentanti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno pensato a nuovi provvedimenti nei confronti dell’Iran. Voci provenienti dal Palazzo di Vetro, riferiscono che Usa, GB, Francia, Russia e Cina (i paesi con potere di veto) più la Germania, inizieranno le discussioni sul nucleare iraniano già la prossima settimana.

Berlino, oltre il muro

Il concerto organizzato da Roger Waters ad un anno dalla caduta del muro a Berlino, nel 1990. Qui il docufilm Oltre il muro, un interessante ricostruzione della storia della caduta del muro di Berlino, il 9 novembre di vent’anni fa, nel 1989. Una storia raccontata, e comprensibile anche per chi è nato dopo. E che fa cogliere quanto ancora oggi quella città sia semplicemente segnata.

Berlino, quel muro lontano



Sono appena tornata da Berlino. Chissenefrega, direte giustamente. E’ che è una città così strana.


Berliner Mauer. E’ così strano vedere come questa città porta la sua storia. I berlinesi sono strani. Camminano tranquilli e sereni, verso i loro obiettivi della giornata, rigoroso look anni ’80 con tanto di capello bicolore.


I ragazzi dello zoo di Berlino e Christiane F. erano qui.


Ma Berlino è una città cui manca qualcosa, perché tanto ha, ha visto ed è stato. Il Muro. L’ho cercato – l’avevo già fatto, anni fa – per tutta la città. Il Muro è… in alcuni punti abbandonato. Lasciato a se stesso. Il monumento commemorativo è una pietra in un cimitero, davanti ad uno spezzone ancora in piedi del Berliner Mauer. In mezzo all’erba del cimitero altre lastre di muro sono lasciate lì, abbandonate, mangiate dal tempo e dall’erbaccia.


Perché? Non credo sia per incuria. Né solo per la volontà di dimenticare. Dopo la guerra, metà della città era distrutta. Non c’era più. Non esisteva. Sarò troppo impressionabile, dall’alto del mio borghese punto di vista di nata dopo. Non ho vissuto. Ma guardare la gente camminare per le strade di Berlino, e pensare che tra un anno, il 9 novembre, quel Muro sarà caduto da venti anni… A me fa uno strano effetto.


La SPD tra rilancio e caduta

Manca circa un’anno alle presidenziali in quella Germania governata al giorno d’oggi dalla donna più potente di tutto il pianeta, Angela Merkel, eppure nonostante il tempo abbondi, nella “Allemania” non si perde tempo e si inizia con un buon anticipo a progettare la strategia per conquistare il cancellierato che verrà messo sotto giudizio dei cittadini nel 2009.

Berlino saluta il JFK nero

Leggendo il titolo penserete che paragonare John Fitzgerald Kennedy a Barack Obama sia leggermente una forzatura, eppure il suo arrivo a Berlino, con annesso comizio di circa 30 minuti, lo ha incoronato almeno agli occhi teutonici quale nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Un titolo, quello da me riportato, che è una citazione di un giornale tedesco che appunto titolava oggi: “Der schwarze JFK” appunto il JFK nero.

La lista di Visco. Ovvero: Welcome to Liechtenstein

Principato
Ha una lunga lista, e la tiene sotto chiave. Una successione ignota di nomi, incubo e realtà di molti. Tra questi, un nutrito gruppo di pubbliche personalità che corrispondono alla categoria di politici. Ci consola, ammesso che lo faccia, sapere che in Europa non siamo gli unici?
Gli evasori non esistono solo in Italia. Ve ne è, certo in assai più discreta presenza, anche in quel mondo lontano che è la civilissima e progredita Svezia. L’affaire Liechtenstein ha già investito la Germania e ha toccato e lambito altri Paesi europei. Naturale che, nella faccenda, l’Italia sia in prima fila.
Il Vice Ministro dell’Economia e le Finanze, Vincenzo Visco, ha fatto sapere che ci sono – naturalmente – degli italiani tenuti sotto controllo per i loro conti nel paradiso fiscale in questione. Italiani che sarebbero un numero considerevole: un centinaio e più di nominativi. Il bello, il gustoso, è che nella famosa lista, tra questi nomi ci sono personaggi illustri e persone comuni. Politici e semplici mortali.

Qui ormai si è scatenato il terrore….

I Mastella a Dynasty. Ovvero, la soap che viene dalla Germania ma è tutta italiana

Dynasty
Mauro Montanari, vice-presidente della Commissione Informazione Comunicazione del CGIE è direttore del Corriere d’Italia a Francoforte sul Meno. L’ho incontrato – dubito che, giustamente, se ne ricorderà – in occasione della Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (Cgie), qui a Roma, dal 6 al 9 Novembre scorso alla Farnesina.
In quella stessa occasione, vagando e gironzolando col mio collega allo stato brado per il Ministero degli Affari Esteri, sotto l’egida gentile di quella santa donna della direttrice dell’agenzia di stampa per cui stavo collaborando, per la prima volta in vita mia – probabilmente anche per l’ultima – ho incrociato di persona BAFFETTO!!! Ora, vogliate permettermi una digressione puramente infantile. Quell’uomo, e in molti/e rimarranno perplessi/e, ha la capacità di suscitare nell’immagine il mio grido al fascino. Aveva quell’immutato sorrisetto assolutamente sicuro di sè e imperturbabile, secondo me è come il make up permanente. Salve! Salve! Sono soddisfazioni – è colpa delle scuole superiori, avevo un professore di matematica e fisica che lo ricordava e assai piaceva alla mia adolescenza.
Divagazioni a parte, torniamo al buon Consigliere Montanari. Oltre ad essermi rimasto impresso per il cognome – che nella mia vita quotidiana dice assai – l’uomo in questione ha un aspetto discreto, signorile, intelligente, forte e decisamente schivo. Certo, ha tutta l’aria di decidere se e con chi avere a che fare.

Out of order

lavoro
Tempi magri per l’immagine dell’Italia nel mondo e nei confronti di se stessa. Tra le tante, quella più drammatica è l’immagine tutta italiana delle morti sul lavoro.
Beninteso, e banalmente, in questa faccenda il problema non è certo la figuraccia all’esterno e all’interno. Ma comparare le cifre italiane a quelle estere dà, ulteriormente, la cifra di uno sfacelo. Il numero degli infortunati, è in calo, ma resta improponibile. elevato. Tra il 1995 e il 2004 gli incidenti si sono ridotti del 25,49%. Ma siamo ancora lontani dal trend europeo, che invece si assesta a quasi il 30%. Quindi, a conti fatti, l’Italia, in Europa, è tristemente prima per il numero di morti bianche che si verificano.
A riportare l’attenzione su una tematica che così tragicamente ha chiuso il 2007 – vedi Thyssenkrupp – ci pensa il Secondo Rapporto dell’Anmil sulla tutela delle vittime del lavoro. Documento che definisce il fenomeno, senza mezzi termini, Effetto perverso profondamente innervato nel modo di produzione. Un effetto cui vengono opposti ancora scarsi e inefficaci interventi di controllo e prevenzione.

Germania: Il duro schiaffo dell’Assia

E’ tempo di elezioni regionali in Germania con il voto in Bassa Sassonia e in Assia, due dei piu grandi “lander” dell’Allemania (in tedesco il lander è appunto la regione). Un voto che arriva giusto a metà della legislatura di Angela Merkel è la sua grande coalizione che tanto ha fatto parlare un paio di anni fa, giusto giusto mentre in Italia si polemizzava su chi avesse realmente le elezioni dopo un clamoroso 50 a 50.

La Bassa Sassonia è, geograficamente parlando, la regione di Hannover. Qui la CDU, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel, ha visto confermati i risultati ottenuti in precedenza nella regione. Il presidente uscente Christian Wulff, potrà continuare a governare come già in precedenza seppur la percentuale di preferenze siano scese, nell’arco di 5 anni, dal 48 al 42%. Punti persi, e molti anche da parte del SPD, il partito socialdemocratico, che ha visto ottenere il suo peggior risultato di sempre in Bassa Sassonia.

L’Assia invece riporta un risultato completamente opposto a quello ottenuto nella regione di Hannover. Infatti nel lander di Francoforte il partito della Merkel, nonché quello del governatore uscente della regione Roland Koch, ha visto perdere 12 punti di preferenza rispetto al 2003 vedendosi superato dal SPD.