Ma il cielo è sempre più blu. E non se ne capisce la relazione. Come faccia a resistere.
A quell’ex comunista di Giorgio Napolitano, che non è tra i migliori presidenti della nostra Repubblica, ma per ruolo istituzionale e non solo, di cose serie parla, in occasione della Festa della Repubblica in effetti… parla e dice: in Italia c’è il rischio di una
regressione civile
Regressione non è una parolina leggera. Non è esattamente faccenda da poco.
Messaggio agli italiani in occasione della Festa della Repubblica. Parole dure e toni preoccupati. Ci va giù pesante, di fronte al clima politico e sociale, arrivando a proporre di rifondare l’Italia come avvenne nel 1946 quando nacque la Repubblica e il Paese riuscì a ripartire dopo la guerra con
un forte impegno e slancio comune
Non posso tacere la mia preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono la negazione dei principi e valori costituzionali: fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico
Chiedo a quanti, cittadini e istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro parte nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia, che sente sempre vive le sue più profonde tradizioni storiche e radici umanistiche
Riflessioni in occasione di una festa, e di un simbolo. La nascita:
tra grandi speranze e potendo contare sulla volontà allora diffusa tra gli italiani di ricostruire e far rinascere il paese, in un clima di libertà, attraverso uno sforzo straordinario di solidarietà e unità. “Riuscimmo - dice il presidente - in quegli anni lontani a risalire dall’abisso della guerra voluta dal fascismo, e a guadagnare il nostro posto tra le democrazie occidentali. E abbiamo poi superato tante tensioni e prove
Questo il clima, questa la faccenda. Questa la situazione in sunto. E il sunto di Crozza mi pare efficace.
Qui c’è un Emilio Fede che parla di Prodi. Dicendo: ci sarebbe da dire male di Romano Prodi? Peggio di quel che dice Santoro di Berlusconi? Sì, no, forse, chissà.
Non lo vogliamo nemmeno sapere
Parola sua. Strano, c’era una volta un’idea romantica, quella del giornalista - mestiere che Emilio fa dal… ha iniziato giovanissimo… Nel 1954… era già in Rai… giornalista da una vita… - CHE CERCA LA VERITA’.
Scritto da Angela Gennaro
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