Il pastore tedesco tra eutanasia, divorzio e aborto

colpe gravi
(Ferrara ringrazia) e comunque la Chiesa (che tanto buona e lungimirante è) deve
accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna alle persone che ne portano le ferite interiori e cercano la possibilità di una ripresa
Non c’è niente di meglio di un po’ di fuoco e fiamme che purifichino. Si suggerisce, eh, per carità.
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, sempre legge della Repubblica Italiana) sono colpe gravi. Piaghe.
ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale e autore della vita
Ma c’è di più: portano
tanta sofferenza nella vita delle persone, delle famiglie e della società
e, udite udite: sono circondati da
una congiura del silenzio ideologica. In un contesto culturale segnato da un crescente individualismo, dall’edonismo e da mancanza di solidarietà e di adeguato sostegno sociale, la libertà umana, di fronte alle difficoltà della vita, è portata nella sua fragilità a decisioni in contrasto con l’indissolubilità del patto coniugale o con il rispetto dovuto alla vita umana appena concepita e ancora custodita nel seno materno
Il Pastore tedesco colpisce ancora una volta. Strizzando l’occhio a questo Stato che altro non è che il suo giardino - glielo permettiamo, è naturale che lo consideri tale - e che la laicità la lascia, complice, solo sulla carta.
che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze in chi le compie
accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna. Gli uomini e le donne dei nostri giorni si trovano talvolta spogliati e feriti, ai margini delle strade che percorriamo, spesso senza che nessuno ascolti il loro grido di aiuto e si accosti alla loro pena, per alleviarla e curarla. Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio
Dibattito puramente ideologico. Perchè dibattere. La risposta è una sola. Unica e incontrastata.
cultura della morte
Meditazione. Per tutti.
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Scritto da Angela Gennaro




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