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  • Mag

Primarie USA: Per un pugno di…voti

Di Paolo Riva, in USA, USA: Presidenziali 2008.

Ieri 20 maggio 2008 è stato il giorno delle primarie in Kentuchy e Oregon. Come ipotizzabile le due sessioni hanno rispettato a pieno le aspettative di per-elettorali.

I due candidati si sono spartiti il piatto a metà con Obama che si è accaparrato l’Oregon e Hillary che invece a vinto in Kentuchy.

Due vittorie con diversi significati, sia in chiave “locale” (ovvero nella sessione in se) sia in chiave “globale” (ovvero riguardo la primaria democratica in generale).

Come sessione, quella del 20 maggio, si può definire un pareggio, ma anche una vittoria per Hillary Clinton. Infatti se in Oregon il candidato coloured si è affermato con un 52% dei voti in Kentuchy la bionda senatrice ha ottenuto una vittoria straripante con più del 60% delle preferenze.

Una situazione che, sulla classifica generale dei delegati, porta però un solo nome: Barack Obama. Infatti il risultato ottenuto dal junior senator of Illinois lo ha portato a conquistare, in complessivo, 1941 delegati. Un numero molto vicino a quei 2025 che gli permetterebbero di conquistare la possibilità di divenire il candidato democratico alle presidenziali.


Di contro invece Hillary ottiene l’ennesimo plebiscito in uno stato dove riesce a vincere. La differenza tra i due candidati è infatti questa. Spesso una vittoria di Obama si attesta sui 3 massimo 4 punti. Quelle della Clinton risultano molto spesso schiaccianti. Talmente devastanti che se anziché conteggiare i delegati ma i voti effettivamente presi dall’elettorato, si scopre che la Clinton ha raggiunto un risultato mai ottenuto da nessuno fino ad ora: 17 milioni di voti.

Un risultato che complica non poco il lavoro al DNC, che in un futuro nemmeno troppo lontano dovrà decidere a chi affidare le sorti della fazione democratica.

A conferma che per la Clinton il tempo stia rasserenandosi, sono arrivate anche parole di stima nei suoi confronti da parte di Clint Eastwood, storicamente repubblicano e sostenitore di John McCain. L’attore di Hollywood ha infatti affermato che la sua stima nei confronti della bionda senatrice è sempre più alta e che la sostiene nella scelta di non abbandonare considerandola una vero e proprio modo di essere americano.

E chissà che magari la resa dei conti democratica, visto anche l’intervento di Eastwood, non avvenga nel Far West. Obama ed Hillary, nella strada principale di un villaggio nel deserto, lui con la pistola, lei con un fucile mentre squadra il suo rivale e lo ammonisce:

Quando uno con il fucile incontra uno con la pistola, quello con la pistola è un uomo morto





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