Sindacati: afterhours & afterMarx. Montezemolo affonda

di Angela Gennaro Commenta



Verranno giorni duri. Verranno momenti e operazioni dure. Per tutti. Anche per i sindacati. Perchè, dopo l’esplosione del caso Alitalia e soprattutto il loro ruolo all’interno della stessa, i sindacati sono esplicitamente sotto accusa. Sono entrati nell’agenda delle critiche, quella dell’opinione pubblica, che purtroppo può toccare livelli assai superficiali.


Giulio Tremonti disse:

From Marx to market

Parlava di cambiamenti, di globalizzazione, di rivoluzioni lunghe e silenziose – e dalla direzione non condivisa. Perchè qualcosa è cambiato. E ieri Montezemolo l’ha messo nero su bianco.


Gli operai sono più vicini a noi che ai sindacati

Parola di Luca Cordero di Montezemolo, mentre dice (sono mesi che questo rito è in corso, ma certo è storico) addio alla presidenza della Confindustria.

Lo dice da Torino, lo dice dal Lingotto, lo dice dalla roccaforte del mondo operaio che fu. Attaccando – ma Montezemolo, a questo punto è troppo facile – La Sinistra L’Arcobaleno.

Le urne hanno sancito la pesantissima sconfitta politica di quelle forze che negli ultimi due anni, dentro il governo, sono state portatrici di una cultura anti impresa e anti mercato, che ha consapevolmente costituito un freno alla crescita economica e alla modernizzazione


Perchè qualcosa è cambiato, si ripete, ed è esploso in questi risultati elettorali del 13 e del 14 aprile 2008.Sinistra Arcobaleno, Sinistra critica, sinistre di sorta ed estreme. Gli operai non hanno votato per loro. Non tutti. Stanchi, hanno abbandonato il campo. Nel Nord, si sono fidati di quella forza che invero parla alla pancia, come è giusto che sia. E la consacrazione alla Lega è arrivata, impertinente, molti dicono – pericolosa, addirittura, ma in fondo questo è il post elezioni. Nel resto d’Italia, è La Destra ad aver parlato agli operai. Forse, anche lo stesso Silvio.


Montezemolo ha passato il tempo a consacrare il mercato. Ora analizza il post-voto. Con un cipiglio soddisfatto. Attaccando i sindacati.

No ai professionisti del veto

Perchè, a questo punto, affossare è d’obbligo e anche strategicamente perfetto.

E’ ormai chiaro che la trincea dei negoziati infiniti, del rifiuto di guardare con occhi obiettivi la realtà e soprattutto in che direzione va il mondo, serve solo e soltanto a difendere una casta di professionisti del veto

Torna la casta. Torna un concetto che sta scuotendo l’Italia dalle basi, e da mesi. Questa, forse, non era l’ottica prevista.


Dopo il voto di domenica si apre davvero una nuova fase. E’ importante che la coalizione che ha vinto le elezioni abbia messo in agenda per il primo Cdm la detassazione degli straordinari e del salario variabile. Non si tratta solo di un provvedimento che va nella giusta direzione ed è gradito al lavoratori perché ne vedono i benefici. E’ anche un’inversione di tendenza di fondamentale portata nel modello di relazioni industriali che noi vogliamo fortemente innovare

L’affondo ai danni dei sindacati parla dei loro problemi, della loro incapacità di composizione.

In quattro anni le tre sigle sindacali non hanno voluto o potuto raggiungere un accordo, badate bene, non con noi ma tra di loro

Insomma, si cambia.


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