Come si alimenta e come funziona il fondo europeo per la disoccupazione?

di Alba D'Alberto Commenta

Non è un’indennità per i disoccupati ma un fondo che deve poter essere sfruttato dagli stati membri per favorire le politiche di riduzione della disoccupazione stessa in Italia e in Europa. Come si alimenta questo fondo e come funziona nello specifico?

Una nota del MEF propone nove chiarimenti in merito al fondo europeo per la disoccupazione parlando sia del modo in cui questo fondo si alimenta, sia del funzionamento del fondo europeo.

Il fondo verrebbe alimentato:

  1. dagli Stati membri (0,5 per cento del PIL) per fare fronte agli choc asimmetrici, mediante risorse che essi individuerebbero autonomamente all’interno dei bilanci pubblici;
  2. mediante l’emissione di obbligazioni, qualora si decidesse di assegnare allo EUBS anche il compito di fronteggiare gli choc simmetrici. Tali titoli sarebbero caratterizzati da un profilo di rischio – e dunque da un rendimento – estremamente contenuto. L’emissione di obbligazioni non determinerebbe alcuna ipotesi di mutualizzazione dei debiti pubblici nazionali; si giustificherebbe, invece, quale misura necessaria per finanziare un progetto di interesse comune tra gli Stati membri dell’eurozona1 .

L’obiettivo del fondo è quello d fornire agli stati membri uno strumento per attenuare l’impatto dei mercati ed evitare l’aumento della disoccupazione. Il suo funzionamento è presto spiegato:

Il fondo trasferirebbe ai Paesi beneficiari risorse da utilizzare esclusivamente per le politiche a favore dei disoccupati, nel rispetto delle peculiarità degli istituti nazionali di mercato del lavoro, contribuendo al bilancio delle istituzioni nazionali messe sotto pressione da un significativo peggioramento del mercato del lavoro. Dal punto di vista dei percettori, l’indennità di disoccupazione europea potrebbe anche configurarsi come una copertura di base in termini di durata e tasso di sostituzione rispetto al salario in precedenza percepito (e.g. 6-8 mesi e 40 per cento, rispettivamente); in tal caso le amministrazioni nazionali responsabili dell’erogazione dei sussidi sarebbero tenute ad evidenziare sui singoli assegni di disoccupazione la quota erogata dal fondo. Questo consentirebbe ai cittadini più in difficoltà di percepire una concreta azione europea di contrasto alla disoccupazione; si tratterebbe di un importante segnale di vitalità ed integrazione da parte dell’Europa, necessario per rafforzare la fiducia nel progetto europeo.