Scudo spaziale. Guerra fredda del XXI secolo in dirittura d’arrivo, per il summit dell’addio tra Bush e Putin

di Angela Gennaro Commenta


Bush Putin


Scudo spaziale sì, scudo spaziale no. Non c’è accordo sul suddetto, e certo non stupisce. C’è, però, qualcosa. Una promessa. Quella di sviluppare e amplificare il dialogo e la disponibilità. Per la creazione di un sistema di difesa condiviso con l’Europa.


Suonerà anacronistico. Ma eravamo ancora, e siamo ancora, in fondo, in piena Guerra Fredda. In otto anni, Vladimiro e Giorgio hanno governato, sorvegliandosi a distanza. Dall’alto delle loro espressioni facciali caratteristiche. Decisamente.

Fine della Guerra fredda. Ma quello lanciato a questo punto dalle due super potenze – le uniche e sole – è un segnale preciso. La vicinanza del duo di potere è aumentata. Certo, molto più di quei tempi ormai lontani in cui i Nostri approdarono allo scettro del potere.


Tanto di conferenza stampa congiunta (quel rito caratteristico dei tempi moderni, che è ormai, insomma, essenza dei tempi moderni). Conferenza stampa congiunta (aggettivo che aggiunge pomposità amplificata alla faccenda) dopo il colloquio tra Vladimir Putin e George W. Bush.


L’hanno già chiamato il summit dell’addio. Location: Soci, sul Mar Nero. Sul Mar Nero, come Jalta. Dove, dal 4 all’11 febbraio 1945, si tenne la storica seconda conferenza delle tre maggiori potenze alleate, Stati uniti, Gran Bretagna, Unione sovietica, nel corso della seconda guerra mondiale. Sulle rive del mar Nero F. D. Roosevelt, W. Churchill e Stalin. In quegli stessi giorni l’Armata rossa, sfondato il fronte tedesco in Polonia, liberava Varsavia e puntava su Berlino. Il preludio ai blocchi degli anni della Guerra Fredda, un appuntamento con la storia che sancì politicamente lo stato di fatto derivante dalla situazione militare in Europa e dove nulla fu concesso che non rientrasse già sotto il dominio effettivo o potenziale sovietico e angloamericano.


Guerra Fredda


Destino parallelo. Vladimiro e Giorgio sono, entrambi, giunti alla fine del secondo mandato. Putin a maggio, Bush gennaio 2009. A Vladimiro va un po’ meglio, dato che sarà premier.


Lo zar non ha mancato di sottolineare che la valutazione russa sullo scudo spaziale Usa in Europa è stata e rimane negativa. Ma nulla è perduto e nella soluzione di questo problema si sono registrati

cambiamenti positivi

Spiega il capoccia del Cremlino:

Finalmente la parte americana ha sentito le nostre preoccupazioni

ha aggiunto. Quindi, al lavoro per preparare un nuovo accordo in sostituzione dello Start sulla riduzione degli armamenti nucleari strategici. Perchè sulla faccenda, gli accordi START

restano divergenze negli approcci di base


Gli fa eco George W. Bush.

C’è ancora molto lavoro da fare

Perchè lo scudo spaziale,

un sistema di difesa e non di attacco

non è mirato contro la Russia

e Mosca va convinta e rassicurata al merito. Bush specifica che il problema sono le minacce terroristiche internazionali dalle quali il sistema di protezione missilistica globale dovrebbe difendere i due Paesi.


Quindi, congiunti:

Ambedue le parti hanno espresso
il loro interesse a creare un sistema per reagire a potenziali minacce missilistiche, al quale la Russia, gli Sati Uniti e l’Europa partecipino come partner su basi di parità

Difficile, da comporre, da spiegare, da sviluppare.

Voglio che mi capiate correttamente. Sotto il profilo strategico, non c’è stato nel nostro atteggiamento di fondo alcun cambiamento nei confronti dei programmi americani. Al tempo stesso alcuni sviluppi positivi ci sono. Da parte degli Stati Uniti finalmente le nostre preoccupazioni hanno trovato ascolto

Fine di un'(altra) epoca? Una certezza. Sono due. Sono solo due, al mondo.


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