Schede irregolari. Citofonare Calderoli

di Francesco Giurato 1

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Il Dottor Sottile stavolta non ci sta. Sotto il fuoco incrociato di avversari ed alleati – leggasi lo stesso Berlusconi e Di Pietro – il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, chiarisce le idee a chi dimostra di averne poche e confuse.

Non sono a capo di una banda di furfanti e non abbiamo bisogno di essere messi sotto tutela, così come l’Italia non ha bisogno di essere dipinta come un Paese di brogli quotidiani

Il Viminale, per bocca del suo primo inquilino, risponde così all’ennesima boutade del Cavaliere sul rischio brogli alle prossime elezioni. Francamente non riusciamo a capire con quale logica, il candidato premier nonchè padrone assoluto del Popolo delle libertà, scelga gli argomenti da trattare in questa strana campagna elettorale. A volte sembra davvero che faccia di tutto per perderle queste elezioni. O quantomeno la credibilità.


I fatti.


Oggi Silvio Berlusconi, facendo l’eco alle dichiarazioni del segretario dell’Italia dei Valori, l’ex piemme Di Pietro – che ieri l’altro, approfittando del ciclone Pizza, aveva chiesto di ristampare le schede elettorali a causa della confusione che avrebbe generato negli elettori per la sua pessima composizione grafica – è tornato alla carica inoculando nei suoi il sospetto brogli.


Il Cavaliere della libertà ha richiamato l’attenzione del Capo dello Stato in merito alla scarsa leggibilità delle schede elettorali

Ci vogliono imbrogliare

Ora, passi per le elezioni farsa, ancora con il Porcellum, allestite in fretta e furia per scongiurare in ogni modo che la nuova legge elettorale venga decisa – a ragione o a torto – da un referendum abrogativo (già sdoganato dalla Corte di Cassazione); passi che l’elettorato italiano ha manifestamente dimostrato negli ultimi mesi una disaffezione totale alla politica ed un conseguente completo o quasi disinteresse (e come dargli torto!); passi che la campagna elettorale, dacchè mondo è mondo, vive degli eccessi dei suoi protagonisti, trasformando sistematicamente in verosimile scommessa qualsiasi inverosimile promessa. Passi tutto però…

La predisposizione della macchina elettorale è in conformità della disciplina legislativa vigente e in particolare al decreto dell’8 marzo 2006 che ha la firma di Berlusconi e del mio predecessore al ministero dell’Interno

Le bugie hanno le gambe corte e – si spera sempre – vita breve, e stavolta prima ancora di qualche brillante rampante parlamentarista o blogger spiantato, è toccato ad uno dei suoi avversari svelare il bluff dell’Infungibile. La legge elettorale è roba sua. E di Roberto Calderoli, che – stento a credere – ex ministro dell’Interno. Una legge che, aldilà della cifra di ingovernabilità che porta con sè, era stata pensata per un assetto bipolare.


Da qui il divieto a disporre i partiti in non più di 5 righe. Da qui la necessità di segnalare gli accordi elettorali tra i partiti coalizzati con un escamotage che oggi risulta esiziale. Da qui una legge che, rimasta in vigore nonostante il terremoto che ha spazzato i due monoliti di centrodestrasinistra, oggi produce una scheda francamente incomprensibile.


Morale della favola? Chi è causa del suo mal pianga se stesso.


O quantomeno taccia.

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