Roma: incidente Gabriele Simonacci, al vaglio le responsabilità del tassista

di Gianni Puglisi Commenta

A poco più di dieci giorni dall’incidente avvenuto in Corso Vittorio Emanuele II a Roma, proseguono le indagini per accertare le responsabilità del tassista coinvolto nello scontro nel quale ha perso la vita Gabriele Simonacci, barman 28enne e papà da soli 2 giorni della piccola Sofia nata dalla relazione con la compagna Mariateresa.

Intorno alle 5:40 di domenica 5 febbraio, Gabriele si stava recando presso la propria abitazione in sella al suo scooter Yamaha, dopo la chiusura del suo locale, l’Argot, quando a pochi metri da Piazza Chiesa Nuova un taxi bianco intento a svoltare in direzione Largo di Torre Argentina, si è presentato come un ostacolo impossibile da evitare. L’impatto violento ha disarcionato Gabriele dalla moto, incastrandolo sotto le ruote dell’auto e facendo perdergli la vita. A nulla sono serviti i tentativi di rianimazione dei soccorritori arrivati immediatamente sul posto.

Ai vigili urbani del gruppo pronto intervento traffico spetta stabilire se la manovra compiuta dalla fiesta bianca, fosse o meno consentita in quel punto, sembrerebbe infatti che il tassista avesse fatto un’inversione a “U” per uscire dalla stazione dei Taxi, in un luogo già notoriamente pericoloso.

La difesa di Gabriele Simonacci è stata presa in carica da Raffaele Gerbi specializzato in risarcimenti derivati da  incidenti stradali e direttore dello studio Professional and Partners Group che offre consulenza legale per il risarcimento dei danni derivanti da questo tipo di tragici eventi.

Nel frattempo il tassista è stato sottoposto ai test di alcol e droga, l’iniziale accusa di omicidio stradale sembrerebbe essere stata modificata in omicidio colposo, limitandone quindi la responsabilità penale.

La compagna Mariateresa, i genitori e gli amici più cari di Gabriele, si sono raccolti giovedì pomeriggio nella chiesa di San Pio X in Piazza della Balduina, per l’ultimo saluto al giovane strappato troppo presto alla vita.