Referendum costituzionale, cosa andiamo a votare

di Alba D'Alberto Commenta

L’articolo 138 della Costituzione spiega quali sono le modalità di revisione della Costituzione stessa: un iter molto lungo da usare soprattutto considerando la delicatezza dell’operazione. 

Il testo referendario che sarà sottoposto a referendum il 4 dicembre, è stato discusso in parlamento due anni fa. Siamo alla fine di 3 letture per entrami i rami e 6 approvazioni che hanno portato al testo finale. L’iter è lungo per legge e questa lunghezza dipende dal fatto che bisogna ragionare accuratamente su qualcosa che imprime una direzione diversa alla società intera.

Il ddl Boschi è in partenza molto esteso e a causa di alcune modifiche approvate in seconda lettura al senato, è stato rimaneggiato al punto che il conteggio delle approvazioni è stato azzerato. I parlamentari hanno dovuto riesaminare tutto il testo della riforma da capo. Alla fine ci sono voluti 731 giorni di discussione, 346 al senato e 385 alla camera.

Forza Italia soltanto in un primo momento ha dato il suo appoggio al fronte del Sì, adesso invece questo appoggio è venuto meno. La strategia dell’opposizione invece, è molto variegata: c’è chi si è opposto con nuovi testi e chi invece ha deciso di uscire dall’aula e non votare. La metà della approvazioni, ci racconta OpenPolis, sono state fatte con più parlamentari assenti che parlamentari contrari.

Sicuramente l’ultimo passaggio al Senato è stato quello più delicato perchè il 61,43% dei parlamentare ha votato a favore, il 38,23% ha votato contro e la percentuale degli oppositori è stata la più alta di sempre. Ecco tutto il riassunto dei passaggi schematizzato in una tabella: