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Parentopoli piemontese, nuova puntata

Di Angela Gennaro | 11 settembre 2010
Parentopoli piemontese, nuova puntata

(Nel frattempo il governatore Cota annuncia un codice etico) Parentopoli piemontese: mogli assunte in regione e stipendiate pure in Provincia (dal Riformista di oggi, pagina 1) di Angela Gennaro e Tommaso Labate Più la lente d’ingrandimento si avvicina a determinati documenti protocollati nelle segreterie dei palazzi torinesi della politica, più la Parentopoli piemontese in salsa pidiellino-leghista assomiglia alla Paperopoli delle strisce Disney. Quella grande città in cui alla fine, gira e rigira, incontri soltanto nipoti di Zio Paperone. Ad esempio la dottoressa Paola Ambrogio, la moglie dell’assessore regionale Ravello (Pdl) che lavora con l’assessore Casoni (Pdl), è possibile incontrarla anche nei corridoi della Provincia. Perché la consulenze di famiglia, in certi casi, si possono anche raddoppiare.Continua a leggere

Parentopoli leghista: il Piemonte di Cota è a gestione familiare

Di Angela Gennaro | 11 settembre 2010
Parentopoli leghista: il Piemonte di Cota è a gestione familiare

(dal Riformista del 9 settembre 2010, pagina 1) di Tommaso Labate «A tavola perdonerei chiunque. Anche i parenti», diceva Oscar Wilde. Per la versione riveduta e corretta della massima del drammaturgo, basta farsi un giretto nei corridoi della giunta e del consiglio regionale del Piemonte. Per la precisione, negli uffici di Pdl e Lega. Dove la regola è diventata: «Alla regione assumerei chiunque. Soprattutto i parenti». La figlia del capogruppo che lavora col presidente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella dell’onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare. Altro che “semplice” Parentopoli. A Torino, infatti, gli organigrammi regionali sembrano un gigantesco stato di famiglia. Contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione, consulenze. Documentati e documentabili attraverso atti ufficiali protocollati. Stipendi di tutto rispetto e, in certi casi, anche benefit come i buoni pasto.Continua a leggere

Berlusconi: “Governo fino a fine legislatura”

Di Joel | 11 settembre 2010
Berlusconi: “Governo fino a fine legislatura”

Dalle parti del Popolo delle Libertà non si parla più di voto anticipato, anzi. Nessun ricorso preventivo alle urne, avanti a governare fino a fine legislatura. Silvio Berlusconi lo sta ripetendo da diversi giorni: dopo aver convinto Umberto Bossi (di rimando, la Lega Nord) a rinunciare alla tornata elettorale, il Premier pare sempre più deciso a portare a termine il proprio mandato e arrivare a scadenza naturale. Non solo: l’inutilità dei finiani per il PdL è presa d’atto confermata dallo stesso capo del Governo in collegamento odierno con la scuola di formazione politica del Pdl riunita a Gubbio: “La vecchia politica politicante non avrà la meglio. Siamo sereni e saldi, ci siamo sempre tenuti lontani da questo teatrino sempre più insulso e sempre più assurdo portato avanti da antiberlusconiani vecchi e nuovi che possono produrre tutte le chiacchiere e le feste di partito  che vogliono, ma non avranno mai la soddisfazione di vedere un nostro concorso nel fare precipitare l’Italia verso la crisi. E’ una questione di responsabilità, anche perché l’esecutivo ha fatto tanto per mettere i conti pubblici in sicurezza e per rassicurare i mercati: ma non ci scordiamo mai che l’Italia potrebbe correre il rischio di una sfiducia, anche magari solo parziale, sui mercati“. Accantonato, quindi, ogni proposito di sfidare i sondaggi (che pure sembrano benevoli): ha prevalso, ancor prima del buonsenso, il timore di mettere in pericolo molteplici interessi (aziendali, processuali, politici) che – dato di fatto – continuano a soggiacere su una fune traballante.Continua a leggere

11 settembre 2010

Di Joel | 11 settembre 2010
11 settembre 2010

Sono passati nove anni dall’attentato che – l’11 settembre 2001 – colpì al cuore l’America, improvvisamente vulnerabile e terorizzata dal fatto che i confini dello Stato non fossero più sinonimo di sicurezza. Al Qaeda riuscì a minare la stabilità del sistema politico-economico a stelle e strisce (di rimando, quello planetario) decidendo di seminare panico e terrore come mai nessuno prima s’era azzardato a fare. Agendo, cioè, da stranieri su territorio nemico. Sono bastati 19 attentatori ubicati su quattro aerei per lacerare gli Stati Uniti, metaforicamente e concretamente. Il crollo delle due torri gemelle (sono rimasti, al loro posto, Ground Zero e una serie di progetti da capogiro per riqualificarne l’area), simbolo indiscusso di New York (che, di rimando, è emblema della Nazione), ha fatto il paio con le 2965 vittime accertate, il cui ricordo rimane riferimento indiscusso per non dimenticare che da allora, nulla è più come prima. Non penso certo alle aule dei palazzi fatiscenti, alle poltorne su cui adagiano pantaloni cuciti dalle più importanti maison, ai referenti delle Istituzioni di ogni angolo del pianeta. Non penso a chi ha maggiori strumenti per capire e mostrare cognizione di causa. Nè tantomeno a coloro i quali hanno facoltà tali e virtù di spicco per riuscire a prodigarsi in analisi lungimiranti, storico-politiche, socio-economiche. E neppure a chi – le cause e le conseguenze di quanto accaduto – ha modo di gestirle, controllarle, determinarle. Allora il Presidente dell’America era George Bush, ma non penso a lui. Oggi gli è subentrato Barack Obama, ma non mi riferisco neppure all’uomo del “sì, che possiamo”. Il pensiero va alla gente comune, alla massa. A quell’insieme di persone che compone la casistica del cittadino “medio”. Mediamente informato, mediamente interessato, mediamente coinvolto. Immaginando questo tipo di individuo – lo stesso che in ogni sondagggio (quanto contano cifre e statistiche, oggi? Ci si fa la Storia, quella grande) si colloca dove sta la maggior parte – mi viene facile assimilarlo, per modo di vivere pensare agire sbagliare includere ed escludere, al maggior numero di quelle quasi tre mila vittime che non riuscirono ad arrivare al mezzogiorno di quel giorno di settembre. E’ per questo insieme di cittadini (manco a dirlo, la maggioranza del pianeta) che nulla è stato più come prima. Perchè coloro ai quali occorreva prestare sicurezza, non si sono pù sentiti sicuri. Chi necessitava di una guida, ha fatto fatica a trovarne una. Quanti chiedevano garanzie, non si sono più sentiti garantiti. Non solo. Coloro a cui andava offerto un futuro, non l’hanno avuto. Chi aveva il diritto di riempirsi il borsellino, ha pagato lo sciacallaggio della Borsa. Quanti insegnavano il rispetto delle libertà altrui, si son visti privare della propria. A colpi di artiglieria, a furia di allarme bomba nelle metro delle principali metropoli, di inflazioni, deflagrazioni, svilimento, impauperamento, connivenze, segreti, conciliaboli, formalismi. A furia di seminare terrore, spargere paura. Partorire dalla differenza solo insofferenza. Continua a leggere

Partito Democratico, arruolati Ferrero e Diliberto?

Di Joel | 10 settembre 2010
Partito Democratico, arruolati Ferrero e Diliberto?

La voce è un po’ più di una indiscrezione: il Pd, stando alle prime rimostranze avanzate da Walter Veltroni (a cui l’idea piace pochissimo) avrebbe ingaggiato nelle proprie file Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione comunista) e Oliviero Diliberto (leader del Partito dei Comunisti italiani). Alla diffusione della notizia, è accaduto che Veltroni si sia impuntato affinchè venisse convocata la Direzione nazionale: quel che non va giù neppure a Marco Minniti è che tale percorso rischierebbe di minare “le ragioni fondative del partito stesso“. A monte, la volontà di Pier Luigi Bersani di intessere rapporti con i partiti di sinistra che a suo tempo non riuscirono a superare lo sbarramento necessario al fine di occupare seggi in Parlamento ma il corteggiamento avrebbe quale scopo non quello di aggregare gli stessi in una eventuale alleanza programmatica quanto piuttosto l’intenzione di coinvolgerne parte dei referenti e dare loro l’opportunità di farsi eleggere alla Camera (gli equilibri precari al Senato non consentono di correre rischi affidandosi a chi in passato non sempre ha ricambiato fiducia) con il Pd.Continua a leggere

Politica al Femminile
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