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Avetrana (Ta): dov’è finita Sarah Scazzi?

Di Joel | 1 settembre 2010
Avetrana (Ta): dov’è finita Sarah Scazzi?

Dodici minuti. Alle 14.30 del 26 agosto scorso, Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana (Ta) scomparsa nel nulla da sei giorni, fa uno squillo dal suo cellulare alla cugina, per segnalarle di essere appena arrivata a casa: poi, si sarebbero dovute incontrare per dirigersi al mare. Un tranquillo pomeriggio di fine estate. Ma alle 14.42 il cellulare di Sarah è spento: all’appuntamento con la cugina non arriverà mai. E dell’adolescente di Avetrana si perdono le tracce. Di prassi, dopo lo scadere delle 48 ore, iniziano le ricerche da parte delle forze dell’ordine: oramai sembra essere del tutto sfumata l’ipotesi dell’allontanamento volontario e quella più attendibile è che la ragazza possa essere stata vittima di un sequestro. IPOTESI RAPIMENTO - Probabilmente o costretta a salire con la forza a bordo di un’auto, o invitata da qualcuno che conosceva, la sua ultima “traccia” è – come detto – legata al telefonino, che risulta spento 12 minuti dopo essere uscita dalla sua abitazione. Da giorni investigatori, volontari e amici stanno cercando Sarah dappertutto, setacciando il territorio intorno ad Avetrana anche con le unità cinofile, esplorando casolari abbandonati, vecchie cave di tufo e canali. Da ieri però, le ricerche sono state estese anche a ridosso delle province di Brindisi e Lecce, confinanti con il territorio di Avetrana. I familiari di Sarah, che hanno sin da subito escluso l’ipotesi di una fuga amorosa, sono sempre più convinti che sia stata rapita. Intanto, nella giornata di ieri sono stati sentiti dagli inquirenti gli amici della ragazza, un gruppo di giovani da cui lei, più piccola anche di 10 anni, era considerata la “mascotte”.Continua a leggere

Generazione Italia osa: “Berlusconi? Comunista!”

Di Joel | 1 settembre 2010
Generazione Italia osa: “Berlusconi? Comunista!”

Generazione Italia – dice di sè: aggregatore intergenerazionale rivolto a tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi per l’Italia – è di chiaro riferimento finiano: annoverato tra gli organi di informazione vicini a Gianfranco Fini e ai deputati di Futuro e Libertà (componenti del Comitato Nazionale), propone oggi la clamorosa notizia che pare confermare la netta incompatibilità tra Fli e il Popolo delle Libertà. In barba a ogni tentativo di mediazione, accordo, armistizio, il sito mostra in prima pagina una notizia che – semmai avesse alcun effetto – sembra messa lì proprio per rimarcare quanto sia lontana la possibilità che si possa recuperare fiducia reciproca tra due anime – a questo punto – distinte. “Gli squadristi della libertà sono pronti a organizzarsi per contestare Fini a Mirabello“: mica roba da niente. Con tanto di sviluppo della tesi: “Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl ecco a voi l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare: ‘Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E’ tutto a spese del partito’. Gli daranno anche il panino, in puro stile Cgil. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo“.Continua a leggere

Obama agli Usa: “Iraq, war is over” VIDEO. Ma in Afghanistan è terrore

Di Joel | 1 settembre 2010
Obama agli Usa: “Iraq, war is over” VIDEO. Ma in Afghanistan è terrore

La guerra è finita: le truppe americane lasciano l’Iraq e il Presidente a stelle e strisce, Barack Obama, annuncia alla Nazione di aver mantenuto la promessa. La guerra è finita: non una coda ad libitum di qualche canzone (da John Lennon ai Baustelle, scorrono generazioni di artisti che hanno musicato una frase di tale contenuto) ma il proclama dell’uomo della speranza nel momento in cui le case degli americani hanno ospitato l’intervento di Obama dallo Studio Ovale della Casa Bianca. L’incipit: “L’Operazione Iraqi Freedom è chiusa. Da questo momento sono gli iracheni ad avere la responsabilità della sicurezza del loro paese. Questo fu il mio impegno da candidato. Dissi che avrei ritirato tutte le truppe da combattimento e l’ho fatto. Quasi centomila dei nostri soldati hanno lasciato l’Iraq“. Senza dimenticare le vittime di sette anni di conflitto inaugurato dall’amministrazione George Bush jr.: i morti statunitensi sono 4.427, tra feriti e mutilati restano coinvolti altri 34.000 soldati. Non usa toni autocelebrativi nè evidenzia tutta la voglia di pace che aveva mostrato nel corso della campagna elettorale: un Obama pacato e serio, nessun trionfalismo ma la constatazione oggettiva dei dati di fatto: “Non si celebrano vittorie. Gli Stati Uniti hanno pagato, in vite umane e in risorse economiche, un prezzo altissimo per mettere il futuro dell’Iraq nelle mani del suo popolo, dare un nuovo inizio a questa culla della civiltà umana. Dopo un capitolo eccezionale nella storia, abbiamo assolto la nostra responsabilità, adesso è tempo di voltare pagina“.Continua a leggere

Telebavaglio: Perina VS Agende rosse

Di Angela Gennaro | 31 agosto 2010
Telebavaglio: Perina VS Agende rosse

Ed ecco qui oggi la nuova puntata, la seconda, di Telebavaglio, su ilfattoquotidiano.it e su Current Tv, canale 130 di Sky. Conducono Carlo Tecce e Silvia Truzzi. Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia e deputata finiana, e Martina Di Gianfelice, ventenne, del movimento delle Agende rosse. Che chiede: Fini già nel 1993, quando erano in corso le inchieste su Dell’Utri e Publitalia diceva che non […]Continua a leggere

Italia, parto cesareo: percentuale più alta di tutta Europa

Di Joel | 31 agosto 2010
Italia, parto cesareo: percentuale più alta di tutta Europa

La lettura delle statistiche riportate da più di un quotidiano in edicola stamane consentono di dire che, senza dubbio, sull’ecccessivo ricorso al parto cesareo nella penisola (la media di più di uno ogni tre gravidanze, il 38%) va individuato anche un fattore – importante, presente – legato al retaggio culturale e alle tradizioni. E’ anche così che assume fisionomie visibili la forbice che divide la realtà del settentrione (dove la percentuale di cesarei maggiore si registra in Liguria con il 35.7% mentre la minore si attesta in Friuli Venezia Giulia dove ogni 100 parti sono 23.9 i cesarei) da quella centro meridionale (si sfora il 60% in Campania, attorno al 53% in Sicilia). Non solo l’aspetto culturale, certo: contribuiscono in maniera significativa anche la struttura e l’organizzazione ospedaliera nonchè il livello di preparazione dei medici e la paura degli stessi di incappare in eventuali cause civili. E’ quanto emerge dall’incrocio tra i pareri rilasciati da professionisti (tra tutti, Giorgio Vittori, presidente della Sigo, società italiana di ginecologia e ostetricia) e i dati messi a disposizione dal Ministero della Salute a cui spetta il compito – arduo, complesso – di adeguare i parametri italiani a quelli richiesti dalla Oms (i cesarei non devono superare il 15% del totale).Continua a leggere

Politica al Femminile
Politiche europee
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