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Napolitano e la grossa gatta da pelare

Di Angela Gennaro, in Italia dei Valori, Nazionale, Udeur.


Gatta


Napolitano ci prova, ma la gatta è grossa e ardua a pelarsi. Avesse ancora un numero idoneo di capelli, le mani sarebbero lì. Le consultazioni al Quirinale, in corso da ieri, proseguono, per trovare una soluzione alla crisi di governo.


Il Presidente della Repubblica ha cominciato in modo soft, se vogliamo: ha incontrato tutti i piccoli partiti di maggioranza e opposizione. La sua è una strada in salita. Difficile.


Al termine delle consultazioni di oggi ha affermato, serafico stanco e probabilmente con il buio più totale sul da farsi - che avrebbe chiunque, al suo posto: Per ora è impossibile fare anticipazioni.

È impossibile adesso fare qualsiasi anticipazione e sintesi sulle consultazioni. È una piccola catena di montaggio. Posso solo dire che c’è un perfetto rispetto dei tempi. Certo, consolante. Abbiamo scandito un calendario concedendo tempi ragionevoli a tutti. Se i dibattiti fossero tutti così ordinati ci guadagneremmo. E, certo, come commentato dallo stesso Napolitano, le consultazioni di lunedì e martedì avranno certamente una crescente importanza. Sarà, infatti, la volta delle principali formazioni parlamentari.


Oggi Giorgio Napolitano ha incontrato il gruppo Autonomie libertè democratie. Carlo Perrin e Roberto Nicco hanno spiegato la loro contrarietà allo scioglimento delle Camere. Siamo contrari all’interruzione della legislatura. Il momento è particolarmente delicato. Abbiamo detto al Capo dello Stato che serve un momento di pacificazione per ridare fiducia ai cittadini. Occorre avviare un dialogo costruttivo tra le forze politiche con l’obiettivo di dare vita ad un governo che affronti la revisione della legge elettorale, le riforme istituzionali essenziali e alcune misure sul piano economico e sociale necessarie in questo particolare momento.


In seguito il Capo dello Stato ha incontrato i rappresentanti della Sudtirolen Volkspartei (SVP). Responso: no ad elezioni anticipate. Poi è stata la volta di
DCA-NUOVO PSI-PRI-MPA, tutti sostanzialmente favorevoli alle urne.


Ma la vera guest star della giornata era l’Udeur. Naturalmente impersonato e vivificato da Clemente Mastella. L’Udeur è contrario all’ipotesi di governi tecnici, siamo per il voto anticipato e per aprire una nuova fase costituente. A meno che in questi giorni dovessimo assistere ad un miracolo. In tal caso, per quanto scettici e chiamati a verificarne l’autenticità non ci dimostreremmo miscredenti.


Sarà opinabile, ma questo ricorso alle urne, così fortemente voluto soprattutto da Forza Italia e da Alleanza Nazionale, sembra più la soluzione ideale per arrivare - eventualmente - al più presto al potere. Non ad una gestione ponderata di quello di cui l’Italia potrebbe avere bisogno. Sarà.


E’ stata poi la volta dell’Italia dei Valori. La richiesta, anche qui, è quella di tornare al più presto al voto. Ma Di Pietro, ragionevolmente, apreanche, in caso, ad un governo istituzionale a brevissimo tempo e soltanto per l’emergenza. Mission: la nuova legge elettorale.


I Verdi, come di consueto, rivelano la loro propensione all’utopia: Il leader Alfonso Pecoraro Scanio ha spiegato: Reincaricare l’onorevole Prodi che ha ricevuto la fiducia in una delle due Camere per non interrompere il lavoro di risanamento economico, proprio nel momento in cui si possono e si devono aumentare i salari dei lavoratori e si deve investire su giovani e precari. Peccato che, anche se fosse lontanamente immaginabile uno scenario del genere - e non lo è - Prodi ha già dichiarato di non volerne più sapere. Se preferisce la bicicletta, a questo punto, è quasi normale.


Diliberto e il suo guerriero. Il Pdci dice no a qualsiasi ipotesi di governo tecnico o istituzionale e ribadisce che appoggerà un eventuale reincarico a Romano Prodi con la stessa maggioranza uscita dalle urne, altrimenti l’unica ipotesi è il voto anticipato. Queste le parole del segretario del Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto.


E se la Sinistra Democratica, con il suo leader Fabio Mussi, è disposta a votare un governo a termine di breve durata, con mandato limitato e con pochi punti programmatici, Napolitano può consolarsi con le parole di Bertinotti.


Ieri pomeriggio, infatti, ad aprire le consultazioni, sono saliti al Quirinale Fausto Bertinotti, Presidente della Camera, e Franco Marini, Presidente del Senato. E Bertinotti ha sottolineato: Ho trovato la conferma che abbiamo un presidente saggio. Speriamo, Fausto. Penso semplicemente che sarebbe bene che il paese avesse la possibilità di votare una legge che consenta agli elettori di scegliere,a chi vince di governare e ai partiti di ritrovare un rapporto forte con la società civile.


Il più navigato Marini, dal canto suo, smentisce ogni voce di un possibile mandato esplorativo proprio a lui. Ripeto quello che ho già detto ieri: ho già il mio lavoro e non cambio idea. Comunque tutto è nelle mani del Capo della Repubblica. Che questa domenica serva a Napolitano per vederci un po’ più chiaro.







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